Il Condannato, già sanzionato per associazione mafiosa ed estorsioni, ha chiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato per ulteriori reati di ricettazione ed estorsione giudicati nel 2021. Il Tribunale ha respinto la richiesta, escludendo l'unicità del disegno criminoso poiché tali reati erano stati commessi sette anni dopo l'adesione al clan, con modalità differenti e senza finalità mafiose. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che non esiste alcun automatismo per i reati commessi in ambito associativo: per applicare la continuazione, i singoli illeciti devono essere stati programmati, almeno nelle linee essenziali, fin dal momento dell'ingresso nel sodalizio criminoso.
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