La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9981/2025, ha rigettato un ricorso per revisione sentenza. Il caso riguardava un soggetto condannato per associazione di tipo mafioso e successivamente assolto per un'estorsione. La Corte ha stabilito che l'assoluzione da un singolo 'reato-fine' non determina automaticamente la revisione della condanna per il 'reato associativo' se quest'ultima si fonda su un compendio probatorio autonomo e più ampio, non intaccato dalla successiva assoluzione. L'incompatibilità tra giudicati, necessaria per la revisione, deve essere oggettiva e fattuale, non una mera divergenza valutativa delle prove.
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