La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3360/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto indagato per partecipazione a un'associazione criminale finalizzata al narcotraffico. La Corte ha stabilito che la prova del vincolo associativo stabile può essere desunta da 'facta concludentia', ovvero da comportamenti concludenti, come i contatti costanti con i vertici, l'uso di un linguaggio criptico e l'adozione di un modus operandi tipico del gruppo, anche se la partecipazione ai singoli reati è limitata. Viene così confermata la misura cautelare, ribadendo che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti.
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