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Reato Di Oltraggio

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato di oltraggio: offese tra la folla e condanna inevitabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di oltraggio. L'imputato aveva contestato la gravità del fatto e la percezione delle offese da parte dei passeggeri presenti. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta. Inoltre, la Cassazione ha stabilito che la remissione della querela, avvenuta dopo la sentenza di appello, è del tutto irrilevante. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di oltraggio: prova della presenza di persone
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di oltraggio a carico di un soggetto che aveva offeso dei pubblici ufficiali in una piazza affollata. La difesa sosteneva la mancanza di prova sulla percezione delle offese da parte di terzi, ma i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile poiché il luogo del fatto, una piazza vicino a una fermata del tram, presuppone la presenza di persone.
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Reato di oltraggio: la potenzialità di essere uditi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando la condanna per il reato di oltraggio. Viene stabilito che per la configurazione del delitto non è necessario che le offese siano state effettivamente udite da terzi, ma è sufficiente la mera possibilità che ciò potesse accadere, rappresentando questa un aggravio psicologico per il pubblico ufficiale.
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Reato di oltraggio: ricorso generico in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. I motivi sono stati giudicati generici e riproduttivi di censure già esaminate. La Corte ha confermato la validità dell'annotazione di Polizia per provare la presenza di più persone, elemento costitutivo del reato, e ha respinto le contestazioni sulla credibilità della persona offesa basate su dichiarazioni di congiunti non presenti sul luogo dei fatti.
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Reato di oltraggio: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19669/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per il reato di oltraggio. La Corte ha ribadito che per la configurazione del reato non è necessario che le offese siano state effettivamente udite da terzi, essendo sufficiente la loro potenziale udibilità in un luogo pubblico. Inoltre, è stata confermata la genericità del motivo di ricorso relativo al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di oltraggio: quando si configura il delitto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di oltraggio. La Corte ha stabilito che per configurare tale delitto non è necessario che le offese siano state effettivamente udite da terzi, ma è sufficiente la mera potenzialità che ciò potesse accadere. Questa possibilità crea un aggravio psicologico per l'ufficiale, disturbando l'esercizio delle sue funzioni. Il ricorso è stato quindi respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Reato di oltraggio: quando è configurato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha chiarito che, ai fini della configurabilità del reato, il requisito della presenza di più persone è soddisfatto anche se i presenti sono altri pubblici ufficiali, purché non siano lì per lo stesso motivo d'ufficio legato alla condotta oltraggiosa.
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