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Reato Di Evasione

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779 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Reato di evasione: quando si configura il delitto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'ordinanza ribadisce un principio consolidato: qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari, in assenza di valide giustificazioni, integra pienamente il delitto previsto dall'art. 385 c.p.
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Reato di evasione: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre argomenti già valutati e respinti in appello, senza contestare specificamente le motivazioni della sentenza precedente. La Corte ha sottolineato che l'allontanamento era stato volontario e lo stato di necessità addotto era del tutto generico e non provato.
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Reato di evasione: anche 30 minuti sono reato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di evasione. Una persona in detenzione domiciliare era stata trovata in una sala giochi 30 minuti oltre l'orario consentito. Secondo la Suprema Corte, né la breve durata dell'assenza, né le "ragioni ludiche" possono escludere il reato, poiché l'allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione integra di per sé la fattispecie criminosa.
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Reato di evasione: irrilevante la durata dell’assenza
Un individuo sotto arresti domiciliari ha impugnato la sua condanna per il reato di evasione, sostenendo che la sua breve assenza per conversare con i vicini fosse irrilevante. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che qualsiasi allontanamento non autorizzato, indipendentemente dalla durata o dal motivo, integra pienamente il delitto.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso aspecifico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato, agli arresti domiciliari, era stato trovato a pochi metri dalla sua abitazione. Il ricorso è stato giudicato aspecifico, in quanto si limitava a riproporre censure già respinte nei gradi di merito. La Corte ha inoltre confermato la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della significativa gravità della condotta, evidenziata dal possesso di un coltello.
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Causa di non punibilità: evasione non lieve per distanza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per evasione. La Corte conferma la decisione di merito che ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), in quanto l'allontanamento per oltre venti chilometri dal luogo di detenzione domiciliare è stato ritenuto un comportamento di offensività non trascurabile.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di evasione. Secondo la Corte, qualsiasi allontanamento non autorizzato dagli arresti domiciliari integra il reato, a prescindere dalla durata o dai motivi. Inoltre, non è possibile sollevare per la prima volta in Cassazione questioni non dedotte in appello.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro la condanna per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. I motivi sono stati giudicati generici, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ben motivato sulla sussistenza del reato e sulla non applicabilità della particolare tenuità del fatto. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Reato di evasione: quando la fuga è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Suprema Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato, indipendentemente da durata o distanza, integra il delitto. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, a causa dell'intensità del dolo dimostrata dal tentativo di fuga.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione a causa di ripetuti ritardi nel rientro agli arresti domiciliari. I motivi del ricorso sono stati giudicati una mera riproposizione di censure già respinte in appello. La Corte ha confermato che la serialità e la gravità complessiva dei fatti impediscono l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Reato di evasione: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici, sia sulla responsabilità che sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), negata a causa della condotta abituale dell'imputato.
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Reato di evasione: dolo e durata dell’assenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare. I giudici hanno stabilito che l'intento colpevole (dolo) consiste nella semplice e consapevole violazione dell'obbligo di rimanere a casa, senza che sia necessaria una specifica finalità. Inoltre, hanno confermato che non esiste una durata minima dell'allontanamento, come le dodici ore, affinché il reato sia configurabile nel caso di esecuzione domiciliare della pena.
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Reato di evasione: dolo e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che, ai fini della configurazione del reato, è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di violare la misura restrittiva, rendendo irrilevanti le specifiche motivazioni dell'allontanamento. Il ricorso è stato giudicato generico e assertivo, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione domiciliare integra il reato, indipendentemente dalla durata, dalla distanza o dai motivi. Rigettata anche la richiesta di attenuanti generiche, confermando la valutazione del giudice di merito.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari costituisce reato, indipendentemente dalla durata, dalla distanza o dai motivi. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo di appello, poiché l'assenza dall'abitazione era stata notevolmente più lunga del necessario e la giustificazione fornita è stata ritenuta inverosimile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: motivi generici e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi, incentrati sul trattamento sanzionatorio e sul diniego della causa di non punibilità, sono stati ritenuti generici e non consentiti in sede di legittimità, confermando la valutazione del giudice di merito basata sui precedenti penali e sull'intensità del dolo.
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Reato di evasione: aree condominiali e dolo escluso?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto agli arresti domiciliari, accusato del reato di evasione per essere stato trovato nelle aree comuni del suo condominio. La Corte ha stabilito che la sola presenza fuori dall'appartamento è sufficiente per configurare il reato e ha respinto la tesi difensiva basata su un presunto malfunzionamento del portone, in quanto circostanza già smentita nei gradi di merito.
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Detenzione domiciliare sostitutiva: evasione e limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale riguardo la detenzione domiciliare sostitutiva. Il reato di evasione si configura solo se l'assenza ingiustificata dal domicilio supera le dodici ore. In un caso riguardante un allontanamento di breve durata, la Corte ha annullato la sentenza di merito, assolvendo l'imputato perché il fatto non costituisce reato, specificando la differenza con altre misure come gli arresti domiciliari.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una condanna per il reato di evasione. L'appello è stato ritenuto troppo generico in quanto non ha contestato specificamente le motivazioni della corte precedente, la quale aveva negato l'applicazione della clausola di 'particolare tenuità del fatto' (art. 131-bis c.p.) a causa della durata della violazione e della reiterazione di condotte simili.
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