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Ratifica Tacita

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'approvazione implicita di un atto giuridico compiuto da un rappresentante senza poteri, che avviene attraverso un comportamento concludente (come l'esecuzione del contratto) dal quale si desume in modo inequivocabile la volontà di farne propri gli effetti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obbligo informativo dell’intermediario e rischi per la banca
Un risparmiatore ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo la risoluzione dei contratti di investimento e il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha accolto la domanda solo per i prodotti ad alto rischio, escludendo la responsabilità dell'istituto per l'acquisto di azioni ritenute adeguate al profilo del cliente. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso del cliente. I giudici supremi hanno chiarito che l'obbligo informativo dell'intermediario deve essere sempre adempiuto in modo specifico per ogni singola operazione. La presunta adeguatezza dell'investimento non esonera la banca dall'onere di provare la corretta e puntuale informazione sui rischi concreti.
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Responsabilità dell’amministratore di condominio e ratifica
Un Condominio ha citato in giudizio il proprio ex amministratore chiedendo il risarcimento del danno. L'ente contestava l'inserimento arbitrario nel contratto di appalto di una clausola che consentiva l'incapsulamento dell'amianto sul tetto anziché la sua rimozione totale. La Suprema Corte ha escluso la responsabilità dell'amministratore di condominio. I giudici hanno accertato che l'assemblea aveva deliberato un budget palesemente insufficiente per smaltire l'eternit, rifiutando preventivi più onerosi. Il Condominio conosceva i limiti economici dell'intervento e ha tenuto un contegno concludente idoneo a ratificare tacitamente l'operato del gestore. La Cassazione ha respinto il ricorso del Condominio e confermato il rigetto delle pretese risarcitorie, condannando i ricorrenti alle spese processuali.
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Revoca regime agevolato ASD: vizi formali battono delega orale
La Cassazione conferma la revoca del regime agevolato ASD a un'associazione sportiva. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato violazioni come pagamenti in contanti oltre soglia e la mancata separazione contabile. L'associazione si era difesa eccependo l'illegittimità dell'accesso fiscale per assenza del legale rappresentante. La Corte ha stabilito che la partecipazione di un delegato, anche con incarico solo orale, ratifica l'operato dei verificatori. Ha inoltre ribadito che il rispetto dei requisiti formali, come la tracciabilità dei pagamenti, è inderogabile per mantenere i benefici fiscali. L'associazione ha quindi perso la causa e le agevolazioni.
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Firma Falsa, Contratto Valido? La Sorprendente Ratifica Tacita
Una società ottiene un finanziamento pubblico utilizzando una polizza di garanzia su cui la firma del legale rappresentante era stata falsificata. Quando il garante, costretto a pagare il debito, chiede la restituzione delle somme, l'ex socia si oppone eccependo la falsità della firma. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'aver utilizzato attivamente quel documento per ottenere un vantaggio economico costituisce una **ratifica tacita contratto**. Questo comportamento rende il contratto valido ed efficace nei confronti della società, che quindi è tenuta a rimborsare il garante. La società perde la causa.
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Responsabilità processuale aggravata: difesa pretestuosa costa caro
Un'azienda cliente si opponeva al pagamento di una fornitura sostenendo che il contratto fosse stato firmato da una persona senza poteri. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo due principi. Primo, la consegna della merce da parte del fornitore vale come approvazione (ratifica tacita) del contratto. Secondo, e più importante, ha confermato la condanna per responsabilità processuale aggravata. Resistere in giudizio con argomenti palesemente infondati e pretestuosi costituisce un 'abuso del processo' e comporta una sanzione economica, anche senza la prova di un intento doloso. Il cliente ha perso la causa e ha dovuto pagare sia il debito che la sanzione.
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Clausola compromissoria: ratifica tacita e validità
Una società fornitrice ha contestato la validità di una clausola compromissoria, sostenendo che il contratto fosse stato firmato da un rappresentante senza poteri (falsus procurator) e che un precedente ordine indicasse la competenza del tribunale ordinario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esecuzione del contratto da parte della società costituisce una ratifica tacita dell'intero accordo, inclusa la clausola compromissoria, che quindi prevale e radica la competenza presso un collegio arbitrale.
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Ratifica tacita: la Cassazione salva il processo
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di fideiussione bancaria, affrontando il tema del difetto di rappresentanza processuale. Viene stabilito che un mandato scaduto al momento del deposito di un ricorso non invalida il procedimento, se successivamente interviene una ratifica tacita da parte del soggetto legittimato. La Corte rigetta anche i motivi relativi alla presunta nullità totale della fideiussione per violazione della normativa antitrust, confermando il principio della nullità parziale limitata alle singole clausole illecite.
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Ratifica tacita: silenzio che vale assenso in banca
Una correntista contesta un'ingente operazione di giroconto dal proprio conto titoli, sostenendo fosse non autorizzata. Dopo un lungo percorso giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'operazione, stabilendo che la condotta successiva della donna, in particolare il suo silenzio durante riunioni chiave in cui si discuteva della transazione, integrava una ratifica tacita, sanando così l'originaria mancanza di autorizzazione formale.
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