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Ratei Pensionistici

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Quote mensili della pensione che sono già maturate ma non sono ancora state materialmente pagate al pensionato prima della sua morte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riliquidazione della pensione: salvi i ricalcoli oltre i tre anni
Un pensionato ha richiesto all'ente previdenziale la riliquidazione della pensione per includere nel calcolo i contributi figurativi del periodo di disoccupazione. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione favorevole al pensionato, sostenendo che il ritardo di oltre tre anni facesse perdere interamente il diritto al ricalcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che la decadenza triennale non cancella il diritto alla riliquidazione della pensione per il futuro. La decadenza opera in modo mobile, colpendo esclusivamente i singoli ratei mensili scaduti prima del triennio precedente alla domanda giudiziale. Il pensionato conserva quindi il diritto all'adeguamento dell'assegno e alle differenze arretrate non prescritte.
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Tassazione ratei pensionistici eredi: lordo o netto dall’INPS?
Gli eredi di una pensionata hanno intimato all'INPS il pagamento dell'intero importo dei ratei pensionistici arretrati. L'INPS ha pagato la somma detraendo la ritenuta d'acconto IRPEF in qualità di sostituto d'imposta. Gli eredi hanno contestato il taglio fiscale, sostenendo che le somme dovessero essere assoggettate solo all'imposta di successione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi, confermando che il decesso del pensionato non cancella l'obbligo fiscale originario sul reddito. Di conseguenza, la tassazione ratei pensionistici eredi tramite ritenuta alla fonte operata dall'ente previdenziale è pienamente legittima, poiché la morte del beneficiario non muta la natura reddituale di quelle somme prima del loro trasferimento ereditario.
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Ricalcolo della pensione: no alla decadenza totale per gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'Inps il ricalcolo della pensione per escludere alcuni contributi meno favorevoli e ottenere le differenze arretrate. La Corte d'Appello aveva dichiarato il ricorso inammissibile applicando una decadenza totale (tombale) di tre anni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che per le richieste di ricalcolo della pensione già riconosciuta si applica la decadenza mobile. Questo significa che il pensionato non perde il diritto al ricalcolo in sé, ma perde solo la possibilità di chiedere gli arretrati maturati più di tre anni prima dell'avvio della causa. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la Cassazione salva gli arretrati
Tre pensionati hanno chiesto all'INPS il ricalcolo della pensione per ottenere l'importo corretto basato sull'ottanta per cento della base pensionabile. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendola interamente decaduta per il decorso del termine di tre anni previsto dalla legge. I pensionati si sono rivolti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto parzialmente il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza triennale per la richiesta di ricalcolo della pensione non cancella l'intero diritto. Essa colpisce esclusivamente le differenze sui singoli ratei scaduti prima del triennio precedente alla causa. I ratei successivi restano pienamente esigibili. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Riliquidazione della pensione: il diritto non scade del tutto
Un pensionato ha chiesto la ricostituzione del proprio trattamento pensionistico per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilita non vantaggiose. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda dichiarando la decadenza totale del diritto per il decorso del termine triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza prevista dalla legge non estingue il diritto alla riliquidazione della pensione in modo definitivo. Essa si applica solo come decadenza mobile, limitando la perdita esclusivamente ai ratei mensili maturati prima del triennio precedente alla domanda giudiziale. Il pensionato conserva quindi il diritto al ricalcolo per il futuro e per i tre anni antecedenti alla causa.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: salvi gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'INPS la ricostituzione della propria pensione di anzianità per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo prescritto l'intero diritto per decorso del termine triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza prevista dalla legge non estingue il diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico in sé. Al contrario, essa opera come decadenza mobile, limitando la perdita economica esclusivamente ai ratei maturati oltre i tre anni precedenti la domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato conserva il diritto al ricalcolo della pensione per il futuro e al recupero delle differenze relative all'ultimo triennio.
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Compensazione e ritenute fiscali: quando sono dovute?
Un professionista si oppone al versamento delle ritenute fiscali da parte della sua cassa previdenziale su ratei pensionistici non pagati, ma usati in compensazione. La Cassazione chiarisce che la compensazione e ritenute fiscali sono collegate: la ritenuta è dovuta anche su somme non materialmente versate.
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Indebito previdenziale: la dichiarazione falsa e il dolo
La Corte di Cassazione conferma la condanna alla restituzione di somme percepite a titolo di pensione a causa di una falsa dichiarazione sulla data di ripresa dell'attività lavorativa. L'ordinanza stabilisce che una dichiarazione non veritiera all'ente previdenziale integra una presunzione di dolo a carico del pensionato, legittimando la richiesta di rimborso dell'indebito previdenziale. La Corte ha ritenuto irrilevante il ritardo nei controlli da parte dell'ente.
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Decadenza benefici amianto: la Cassazione conferma
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all'amianto. La sua domanda è stata respinta per intervenuta decadenza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il termine triennale di decadenza per i benefici amianto inizia a decorrere trascorsi 300 giorni dalla domanda amministrativa, anche in assenza di un provvedimento esplicito da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha inoltre specificato che tale decadenza colpisce l'intero diritto alla rivalutazione e non i singoli ratei pensionistici.
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Appropriazione indebita pensione: la Cassazione decide
Un uomo è stato condannato per aver continuato a riscuotere la pensione della suocera deceduta per oltre vent'anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10935/2025, ha annullato la condanna per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.), riqualificando il fatto come appropriazione indebita pensione. La Corte ha chiarito che l'obbligo di comunicare il decesso all'INPS non ricade sui parenti, ma su altri enti pubblici. Pertanto, l'omessa comunicazione non integra il reato contestato, mentre il trattenimento delle somme costituisce appropriazione indebita. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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