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Raddoppio Termini

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'estensione dei tempi entro cui l'Amministrazione finanziaria può effettuare un accertamento fiscale, applicabile in presenza di reati tributari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Raddoppio Termini Accertamento: Frode Fiscale e Limiti Temporali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, socia di una società, contro avvisi di accertamento per maggiori redditi derivanti da operazioni oggettivamente inesistenti. La sentenza ha confermato l'applicazione del raddoppio termini accertamento tributario per gli anni d'imposta in cui le condotte fraudolente superavano le soglie penali. La Corte ha ribadito che l'obbligo di motivazione degli atti tributari è soddisfatto anche per i soci di società di persone tramite rinvio all'accertamento societario, e che il contraddittorio preventivo era stato garantito. La contribuente è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Raddoppio termini: la Cassazione chiarisce la norma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12554/2024, interviene sulla questione del raddoppio termini per l'accertamento fiscale di capitali detenuti all'estero. Il caso riguarda un contribuente con fondi in un conto a San Marino per gli anni 2004-2007. La Corte ha stabilito che la norma che raddoppia i termini di accertamento (art. 12, co. 2-bis, D.L. 78/2009) ha natura procedimentale. Di conseguenza, si applica secondo il principio 'tempus regit actum', anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore, purché i termini ordinari non fossero ancora scaduti. La sentenza della commissione tributaria regionale, che aveva dichiarato la decadenza del potere di accertamento, è stata quindi cassata con rinvio.
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Raddoppio termini IRAP: Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha contestato un avviso di accertamento per IRAP relativo al disconoscimento di quote di ammortamento derivanti da operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo che il principio del raddoppio termini di accertamento, legato a illeciti penali, non è applicabile all'IRAP. Il caso è stato rinviato alla commissione tributaria regionale per una nuova valutazione.
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Raddoppio termini: la Cassazione sul regime transitorio
L'Agenzia delle Entrate ha contestato una sentenza che annullava un avviso di accertamento per decorrenza dei termini. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che il raddoppio termini si applica anche in base al regime transitorio del D.Lgs. 128/2015, se il processo verbale di constatazione è stato notificato prima del 2 settembre 2015 e l'atto impositivo entro il 31 dicembre 2015, a prescindere da quando è stata presentata la denuncia penale.
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Raddoppio termini: quando è legittimo l’accertamento?
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di accertamento fiscale basato su movimentazioni bancarie, incentrato sulla legittimità del raddoppio dei termini di accertamento. L'ordinanza stabilisce che, per le annualità d'imposta precedenti al 2016, il raddoppio dei termini è valido se esistono seri indizi di reato tributario, anche qualora la denuncia penale venga presentata oltre il termine ordinario di decadenza. La Corte ha inoltre rigettato la doglianza del contribuente sulla violazione del termine dilatorio di 60 giorni, specificando che tale garanzia non si applica agli accertamenti "a tavolino" basati su verifiche bancarie.
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Raddoppio termini: vale per l’intero anno d’imposta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22833/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di accertamento tributario. Se per un anno d'imposta sussistono i presupposti per il raddoppio termini (presenza di un reato tributario), tale termine esteso si applica a tutti gli accertamenti, inclusi quelli integrativi successivi, per lo stesso anno. La Corte ha chiarito che non è necessario che ogni singolo atto integrativo presenti autonomi profili di reato. La valutazione va fatta sull'intera attività di controllo per l'annualità in questione, consolidando un unico termine di accertamento allungato.
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Raddoppio termini: Cassazione chiarisce la disciplina
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6192/2025, si è pronunciata sulla complessa questione del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di reati tributari. Il caso riguardava un amministratore sanzionato per false fatturazioni che contestava la legittimità dell'atto per superamento dei termini di decadenza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che per gli atti impositivi notificati prima del 2 settembre 2015, la disciplina sul raddoppio dei termini si applica sulla base della sussistenza di seri indizi di reato, a prescindere dalla data in cui viene presentata la denuncia penale. La decisione sottolinea la prevalenza della normativa vigente al momento della notifica dell'atto.
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Raddoppio termini: quando è legittimo l’accertamento?
Un contribuente contesta un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2007, sostenendo l'illegittimità del "raddoppio termini" in assenza del superamento delle soglie penali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per il raddoppio dei termini di accertamento è sufficiente la mera sussistenza di indizi di un reato tributario che comportino l'obbligo di denuncia, a prescindere dall'effettivo superamento delle soglie di punibilità o dall'esito del procedimento penale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le altre censure relative alla disciplina transitoria e ai poteri di firma, in quanto questioni nuove non sollevate nei gradi di merito precedenti.
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