LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Raddoppio Dei Termini

Pagina 19 di 22

439 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Raddoppio termini accertamento: IRAP esclusa
Un contribuente contesta un avviso di accertamento per costi non inerenti. La Corte di Cassazione analizza la legittimità del raddoppio termini accertamento, respingendo gran parte dei motivi del ricorrente ma accogliendo un punto cruciale: il raddoppio non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non hanno rilevanza penale. La sentenza viene cassata su questo specifico punto con rinvio.
Continua »
Accertamenti bancari: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15615/2025, interviene su un caso di accertamenti bancari per IRPEF. La Corte ha ribaltato la decisione di merito, chiarendo due principi fondamentali: primo, l'obbligo di contraddittorio preventivo non si applica agli 'accertamenti a tavolino' per tributi non armonizzati come l'IRPEF; secondo, in caso di accertamenti bancari, spetta al contribuente fornire una prova analitica e rigorosa che le movimentazioni non costituiscono reddito imponibile. La presunzione legale opera a favore del Fisco e una difesa generica non è sufficiente a superarla.
Continua »
Accertamento bancario: onere prova e termini
Un'erede si oppone a un accertamento bancario IRPEF notificato alla defunta. La Cassazione chiarisce che per gli accertamenti 'a tavolino' su tributi non armonizzati, come l'IRPEF, non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo. Inoltre, ribadisce che spetta al contribuente fornire una prova analitica e rigorosa per superare la presunzione legale che i versamenti bancari costituiscano reddito imponibile. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
Continua »
Raddoppio termini fiscali: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria che chiedeva l'applicazione del raddoppio termini fiscali per un accertamento. La Corte ha stabilito che, in assenza di una denuncia penale presentata entro la scadenza ordinaria, l'estensione dei termini non è valida. Inoltre, ha chiarito che l'errore del giudice nell'interpretare una prova va contestato con un'azione di revocazione e non con un ricorso per cassazione.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per operazioni soggettivamente inesistenti. È stato confermato il raddoppio termini accertamento basato su una denuncia penale che, pur diretta a terzi, conteneva riferimenti alla società ricorrente e a un sistema di evasione fiscale. La Corte ha ritenuto inammissibili gli altri motivi, inclusi quelli sulla nullità dell'atto per omessa allegazione di prove e sulla mancata prova della consapevolezza della frode, poiché non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza di secondo grado. Anche le sentenze penali di assoluzione prodotte non sono state ritenute rilevanti.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: basta l’obbligo denuncia
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IVA ritenendolo notificato oltre i termini. L'Amministrazione Finanziaria ha invocato il raddoppio dei termini di accertamento per la presenza di un reato tributario. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che per applicare il raddoppio è sufficiente la sussistenza dell'obbligo di denuncia penale, basato su fatti che astrattamente configurano un reato, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Raddoppio dei termini: Cassazione chiarisce le regole
Una società di costruzioni ha impugnato avvisi di accertamento basati sull'applicazione del raddoppio dei termini per reati fiscali. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di successione di leggi, si applica la normativa in vigore al momento della notifica dell'avviso. Di conseguenza, ha ritenuto legittimo il raddoppio dei termini per gli avvisi notificati prima delle riforme del 2015, che lo avevano limitato. Ha inoltre confermato che il raddoppio non si applica all'IRAP e che la violazione del termine dilatorio di 60 giorni post-verifica causa la nullità dell'atto.
Continua »
Società a ristretta base: debiti fiscali sui soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci di una società a ristretta base, confermando la loro responsabilità per i debiti fiscali derivanti da utili extracontabili della società, ormai estinta. L'ordinanza stabilisce che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci giustifica l'estensione del raddoppio dei termini di accertamento anche a loro e che l'impugnazione dell'avviso alla società estinta spetta ai soci in qualità di successori.
Continua »
Raddoppio dei termini per sanzioni: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento, in presenza di violazioni penalmente rilevanti, si applica anche all'irrogazione delle sole sanzioni, pure in assenza di un contestuale recupero d'imposta. Il caso riguardava una società sanzionata per l'uso di fatture per operazioni inesistenti in regime di 'reverse charge'. La Corte ha chiarito che la mera 'accertabilità' del tributo (in questo caso l'IVA indetraibile) è sufficiente a giustificare l'applicazione del termine più lungo, creando un parallelismo tra i tempi per l'accertamento del tributo e quelli per la contestazione della sanzione.
Continua »
Raddoppio termini: vale per l’intero anno d’imposta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22833/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di accertamento tributario. Se per un anno d'imposta sussistono i presupposti per il raddoppio termini (presenza di un reato tributario), tale termine esteso si applica a tutti gli accertamenti, inclusi quelli integrativi successivi, per lo stesso anno. La Corte ha chiarito che non è necessario che ogni singolo atto integrativo presenti autonomi profili di reato. La valutazione va fatta sull'intera attività di controllo per l'annualità in questione, consolidando un unico termine di accertamento allungato.
Continua »
Raddoppio dei termini: valido per l’accertamento intero
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale si applica all'intera annualità d'imposta se sussistono indizi di reato, anche per gli avvisi integrativi successivi, a prescindere dal fatto che questi ultimi, da soli, superino la soglia penale.
Continua »
Accertamento integrativo e raddoppio termini: la Cassazione
In un caso di accertamento fiscale, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sul raddoppio dei termini di decadenza. L'Agenzia Fiscale aveva notificato un accertamento integrativo basandosi sul raddoppio dei termini scaturito da un precedente verbale di constatazione per la stessa annualità. La corte di merito aveva erroneamente limitato la sua analisi al solo atto integrativo, annullandolo. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che se i presupposti per il raddoppio dei termini emergono in una qualsiasi fase del controllo per un dato anno d'imposta, il termine esteso vale per tutti gli atti successivi, incluso l'accertamento integrativo, indipendentemente dal suo specifico contenuto. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento per investimenti detenuti in paradisi fiscali si applica anche se l'Agenzia delle Entrate non utilizza la presunzione legale specifica di evasione. La ratio della norma è fornire strumenti più efficaci per contrastare l'allocazione di capitali all'estero, indipendentemente dal metodo probatorio usato dall'Ufficio. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato decaduta l'Amministrazione finanziaria dal potere impositivo.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per fondi detenuti all'estero nell'anno 2000. La Corte ha confermato la legittimità del raddoppio termini accertamento, chiarendo che la norma applicabile era quella vigente al momento in cui il termine ordinario non era ancora scaduto. Anche se la presunzione legale di evasione del 2009 non è retroattiva, l'Amministrazione Finanziaria può comunque provare l'evasione tramite presunzioni semplici, gravi, precise e concordanti. Infine, è stato ribadito che il condono tombale non estende i suoi effetti ai capitali illecitamente esportati e non regolarizzati.
Continua »
Raddoppio termini: Cassazione su accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente contro avvisi di accertamento per redditi non dichiarati su un conto estero. La sentenza conferma la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di un'ipotesi di reato tributario, anche se il reato stesso è già prescritto. La Corte ha stabilito che la sussistenza dell'obbligo di denuncia penale è sufficiente a innescare il termine più lungo, indipendentemente dall'esito del procedimento penale, e ha ritenuto sufficienti gli elementi indiziari per ricondurre il conto al contribuente.
Continua »
Presunzione distribuzione utili in società ristrette
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7899/2025, si è pronunciata su un caso di accertamento IRPEF a carico di un socio di una società a ristretta base societaria. La Corte ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci, chiarendo che la ristrettezza della compagine sociale è di per sé un elemento sufficiente a fondare l'accertamento. Ha inoltre ribadito i presupposti per il raddoppio dei termini di accertamento in presenza di reati tributari. Infine, ha accolto il ricorso del contribuente limitatamente all'applicazione delle sanzioni, cassando la sentenza con rinvio per l'applicazione del principio del 'favor rei', in virtù di una normativa sanzionatoria più favorevole sopravvenuta.
Continua »
Raddoppio termini accertamento e limiti sull’IRAP
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito importanti principi sul raddoppio dei termini di accertamento fiscale. Ha confermato la sua validità per IRPEF e IVA in presenza di sospetti reati tributari, ma ha escluso la sua applicazione all'IRAP. Inoltre, ha riaffermato l'obbligo di applicare retroattivamente sanzioni più favorevoli per il contribuente in base al principio del 'favor rei', ordinando il ricalcolo delle sanzioni in un caso specifico.
Continua »
Raddoppio dei termini: la Cassazione esclude l’IRAP
Una società informatica ha ricevuto un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2004, basato su fatture per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria ha applicato il raddoppio dei termini di accertamento, giustificato dalla presenza di un'ipotesi di reato tributario. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8042/2025, ha parzialmente accolto il ricorso della società. Ha confermato la validità dell'accertamento per IRES e IVA, ma lo ha annullato per quanto riguarda l'IRAP. La Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini non è applicabile all'IRAP, poiché per tale imposta non sono previste sanzioni penali che possano giustificare l'estensione del periodo di accertamento.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, secondo la disciplina transitoria della L. 208/2015, per il raddoppio dei termini di accertamento è sufficiente che la denuncia penale sia stata presentata prima della scadenza ordinaria. Il giudice tributario non può sindacare l'eventuale uso strumentale della denuncia da parte dell'Amministrazione Finanziaria. Il caso riguardava un avviso di accertamento per il 2009 notificato nel 2016, basato su una denuncia penale inviata l'ultimo giorno utile del 2014.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un accertamento fiscale per capitali non dichiarati in un paradiso fiscale, contestando il raddoppio termini accertamento e l'uso di prove da un procedimento penale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la norma sul raddoppio dei termini ha natura procedurale e si applica retroattivamente. Inoltre, ha confermato che le prove ottenute in sede penale, anche se coperte da 'clausola di specialità', sono utilizzabili nel processo tributario, data la netta distinzione tra i due procedimenti.
Continua »