LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Raddoppio Dei Termini

Pagina 11 di 22

439 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Raddoppio dei termini: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di avvisi di accertamento basati sul raddoppio dei termini in presenza di indizi di reato tributario. Il caso riguardava un professionista che aveva ricevuto compensi non dichiarati su un conto cifrato in Svizzera. La Suprema Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini opera indipendentemente dall'esito del procedimento penale, purché sussista l'obbligo di denuncia. È stata inoltre confermata la validità della motivazione per relationem e l'imputazione dei redditi al singolo professionista anziché allo studio associato, mancando la prova contraria sull'estraneità delle operazioni all'attività individuale.
Continua »
Raddoppio dei termini: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società cooperativa accusata di essere un mero centro di costo fittizio. Il fulcro della controversia riguarda il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale e la validità della motivazione della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha stabilito che la motivazione del giudice di merito era meramente apparente, non spiegando l'iter logico che portava a ritenere la struttura societaria fittizia. Allo stesso tempo, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che per il raddoppio dei termini nel regime transitorio è sufficiente la sussistenza di fatti che comportino l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dal momento della sua presentazione.
Continua »
Raddoppio dei termini: validità dell’accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini per l'accertamento tributario opera automaticamente qualora sussista l'obbligo di denuncia penale per reati tributari. Nel caso esaminato, un contribuente contestava la tardività di un avviso IRPEF su proventi illeciti. La Suprema Corte ha chiarito che non è necessaria l'effettiva presentazione della denuncia né l'indicazione dei suoi estremi nell'atto impositivo, essendo sufficiente l'astratta configurabilità di un reato al momento dell'accertamento.
Continua »
Raddoppio dei termini: limiti IRAP e fisco
La Cassazione ha chiarito i limiti del raddoppio dei termini negli accertamenti fiscali basati su indagini bancarie. Il caso riguarda un commerciante di preziosi a cui era stata contestata un'evasione basata su movimentazioni bancarie non giustificate. La Corte ha confermato che il raddoppio dei termini opera se sussiste l'obbligo di denuncia penale, indipendentemente dall'effettivo avvio del processo penale. Tuttavia, ha stabilito che tale estensione non è applicabile all'IRAP, poiché questa imposta non prevede sanzioni penali. La decisione ribadisce inoltre l'onere del contribuente di fornire prove analitiche per superare le presunzioni derivanti dai conti correnti.
Continua »
Frode carosello: guida al raddoppio dei termini IVA
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di accertamenti fiscali per una complessa frode carosello nel settore del commercio di autoveicoli. Il caso riguardava l'acquisto di auto da una società cartiera priva di sede e personale, finalizzato all'evasione dell'IVA. La Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento opera automaticamente in presenza di indizi di reato, indipendentemente dal momento della denuncia penale. Inoltre, è stato ribadito che l'onere di provare la buona fede e la diligenza nell'acquisto spetta al contribuente, qualora l'amministrazione dimostri l'inesistenza della struttura organizzativa del fornitore.
Continua »
Raddoppio dei termini e sanzioni per capitali esteri
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini per l'irrogazione di sanzioni relative al monitoraggio fiscale ha natura procedimentale e non sostanziale. La vicenda riguarda un contribuente che aveva omesso la compilazione del quadro RW per l'anno 2003 relativamente ad attività estere. Nonostante la violazione fosse antecedente all'introduzione della norma del 2009, la Corte ha confermato la legittimità dell'atto sanzionatorio notificato nel 2014. La decisione si fonda sul principio che le norme sulla durata dei termini di accertamento si applicano a tutti gli atti notificati dopo la loro entrata in vigore, indipendentemente dal periodo d'imposta di riferimento.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: guida
La Corte di Cassazione ha affrontato un complesso caso di frode fiscale legato a operazioni soggettivamente inesistenti. Il contenzioso riguardava avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA emessi contro una società in concordato. La Corte ha confermato la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento, ritenendo sufficiente il fumus di reato tributario. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso del contribuente sulla deducibilità delle provvigioni pagate ad agenti per vendite effettive, annullando la decisione precedente che le aveva erroneamente assimilate ai costi della frode senza una motivazione adeguata.
Continua »
Indagini bancarie: raddoppio termini e costi deducibili
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini delle indagini bancarie in materia tributaria. Il raddoppio dei termini per l'accertamento opera automaticamente qualora sussistano seri indizi di reato tributario, indipendentemente dall'effettiva presentazione della denuncia penale entro i termini ordinari. In merito ai prelevamenti non giustificati, viene confermato il diritto del contribuente alla deduzione forfettaria dei costi. Infine, l'estensione delle indagini al conto corrente del coniuge è legittima solo se l'Ufficio dimostra che tale conto è stato utilizzato per occultare operazioni riferibili al contribuente, superando la prova della capacità reddituale autonoma del terzo.
Continua »
Raddoppio dei termini: limiti e applicazione IRAP
La Corte di Cassazione ha analizzato la legittimità del raddoppio dei termini per accertamenti fiscali notificati a ex soci di una società estinta. Il fulcro della decisione riguarda l'inapplicabilità di tale raddoppio all'IRAP, in quanto le violazioni relative a questa imposta non configurano reati penali. La Corte ha confermato la validità degli atti notificati prima della riforma del 2015 per le altre imposte, rigettando le eccezioni sulla mancata partecipazione dei soci alle fasi preliminari del controllo, trattandosi di verifiche documentali effettuate dopo la cancellazione dell'ente dal registro delle imprese.
Continua »
Raddoppio dei termini: limiti tra IVA e IRAP
La Corte di Cassazione ha analizzato la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento tributario in un caso di fatture per operazioni inesistenti. La decisione chiarisce che il raddoppio opera per IRPEF e IVA anche se il reato è prescritto, poiché conta l'obbligo oggettivo di denuncia penale al momento della verifica. Tuttavia, la Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini non è applicabile all'IRAP, in quanto le violazioni relative a tale imposta non hanno rilevanza penale. Viene inoltre confermata la validità delle norme transitorie che salvaguardano gli atti già notificati, escludendo disparità di trattamento tra i contribuenti.
Continua »
Indagini bancarie: nullità per omessa motivazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento IRPEF originato da indagini bancarie. Il punto centrale della decisione riguarda la nullità della sentenza d'appello per omessa motivazione: il giudice non si era pronunciato sull'eccezione relativa alla mancata allegazione dell'autorizzazione necessaria per eseguire le indagini bancarie. La Corte ha inoltre chiarito che il raddoppio dei termini di accertamento opera sulla base della configurabilità astratta di un reato tributario, indipendentemente dall'esito del processo penale, a meno che non si tratti di assoluzioni con formule specifiche previste dalla normativa recente.
Continua »
Accertamento tributario: i diritti del socio di Srl
La Corte di Cassazione ha analizzato i limiti di un **accertamento tributario** notificato al socio di una Srl a ristretta base partecipativa. La sentenza chiarisce che, sebbene il raddoppio dei termini per reati tributari commessi dalla società si estenda automaticamente ai soci, questi ultimi mantengono il diritto inviolabile di contestare la validità dell'accertamento societario nel proprio giudizio individuale. Tale facoltà sussiste anche qualora l'atto impositivo nei confronti della società sia divenuto definitivo, garantendo così la piena tutela del diritto di difesa del contribuente.
Continua »
Raddoppio dei termini: limiti e regole fiscali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società sanzionata per l'utilizzo di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti. Il fulcro della controversia riguarda la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di violazioni penali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che il raddoppio dei termini non può operare se la denuncia penale non viene trasmessa entro i termini ordinari di decadenza previsti per l'azione accertatrice. Il giudice di merito aveva omesso di verificare analiticamente la tempestività di tale comunicazione, rendendo necessaria la cassazione della sentenza.
Continua »
Raddoppio dei termini: limiti all’accertamento
Una società ha impugnato sanzioni IVA per operazioni soggettivamente inesistenti relative agli anni 2013 e 2014. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso stabilendo che il raddoppio dei termini per l'accertamento non opera se la denuncia penale viene presentata oltre i termini ordinari di decadenza, a meno che l'atto impositivo non sia stato notificato prima dell'entrata in vigore della riforma del 2015. La decisione chiarisce che per gli atti notificati successivamente, come nel caso di specie avvenuto nel 2021, si applica il regime più favorevole che limita il potere di accertamento dell'Ufficio.
Continua »
Raddoppio dei termini: quando scatta per i soci
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in merito alla legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale nei confronti del socio di una società a ristretta base. Il caso riguardava un contribuente, titolare del 90% delle quote, a cui era stata imputata la distribuzione di utili extracontabili derivanti da un accertamento induttivo sulla società. La Corte ha chiarito che il raddoppio dei termini opera in presenza di seri indizi di reato tributario, indipendentemente dall'effettivo accertamento penale o dalla condanna. Inoltre, ha sanzionato la sentenza di appello per motivazione apparente, poiché si era limitata a confermare acriticamente la decisione di primo grado senza analizzare le contestazioni dell'ufficio.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti e onere prova
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società coinvolta in operazioni soggettivamente inesistenti ai fini IVA. La sentenza conferma la legittimità del raddoppio dei termini per gli accertamenti in presenza di reati tributari e chiarisce che spetta all'Amministrazione Finanziaria provare, anche tramite presunzioni, che il contribuente fosse consapevole della frode.
Continua »
Amministratore di fatto sanzioni: chi paga i debiti?
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità personale di un amministratore di fatto per sanzioni tributarie derivanti da una frode IVA. La decisione evidenzia che, in presenza di società create artificiosamente per scopi illeciti, lo scudo della personalità giuridica non protegge l'autore materiale delle violazioni.
Continua »
Notificazione nulla e decadenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32218/2023, ha chiarito gli effetti di una notificazione nulla di un avviso di accertamento. Sebbene l'impugnazione da parte del contribuente sani il vizio, tale sanatoria ha efficacia solo dal momento del ricorso (ex nunc) e non può far rivivere il potere di accertamento dell'Amministrazione Finanziaria se i termini di decadenza sono già scaduti. Di conseguenza, la Corte ha annullato un accertamento relativo a un'annualità ormai prescritta, confermando invece gli altri.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: limiti per l’IRAP
Una società fallita impugnava un avviso di accertamento per IRES, IVA e IRAP basato su costi per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30872/2023, ha parzialmente accolto il ricorso. Ha stabilito che il principio del raddoppio termini accertamento, applicabile in presenza di indizi di reato tributario, non vale per l'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non sono penalmente rilevanti. Di conseguenza, la pretesa fiscale per l'IRAP è stata annullata per decorrenza dei termini, mentre l'accertamento per IRES e IVA è stato confermato.
Continua »
Accertamento Induttivo: Quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti per l'accertamento induttivo. In un caso riguardante una società alberghiera, la Corte ha stabilito che gravi irregolarità come l'uso di lavoratori in nero e la condotta antieconomica rendono le scritture contabili complessivamente inattendibili, legittimando tale tipo di accertamento. Inoltre, ha confermato che il raddoppio dei termini di accertamento scatta per il solo obbligo di denuncia penale, a prescindere dalla sua effettiva presentazione o tempestività.
Continua »