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Quota Di Riserva

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nel diritto civile, si intende per quota di riserva la quota di eredità che la legge riserva al coniuge della persona della cui successione si tratta, ai figli legittimi e ai figli naturali, nonché, in assenza dei figli, agli ascendenti legittimi. Ciò che resta dell'eredità, detratta la quota di riserva, è la quota disponibile che rappresenta la quota parte di eredità che chi fa testamento può disporre a suo piacimento senza ledere i diritti dei legittimari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento collettivo: Quota di riserva e crisi aziendale, chi vince?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento collettivo operato da un'azienda aerea. Le lavoratrici, tra cui alcune appartenenti a categorie protette, erano state licenziate senza il rispetto dei criteri di scelta e della quota di riserva. I giudici di merito avevano dichiarato i licenziamenti illegittimi, disponendo la reintegrazione e un risarcimento. La Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento collettivo per violazione della quota di riserva e dei criteri di scelta. Ha però stabilito che la domanda di condanna risarcitoria contro la società in amministrazione straordinaria è improcedibile e deve essere fatta valere in sede concorsuale. Le lavoratrici ottengono la reintegrazione, ma il risarcimento pecuniario segue una via diversa.
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Prospetto informativo disabili: sanzioni per dati incompleti
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'azienda per aver trasmesso un prospetto informativo disabili incompleto a seguito di un aumento dell'organico aziendale. Il documento non indicava le mansioni e i posti disponibili per l'inserimento dei lavoratori protetti. La società sosteneva che tali dati fossero immutati rispetto agli anni precedenti e dunque impliciti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando la sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di variazioni nell'organico che incidono sulla quota d'obbligo, il datore di lavoro deve inviare un prospetto informativo disabili integrale. L'azienda non può omettere elementi essenziali né pretendere che la pubblica amministrazione deduca i dati mancanti dai documenti degli anni passati.
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Licenziamento di lavoratore disabile: la tutela nella crisi
Una lavoratrice appartenente alle categorie protette subisce un recesso collettivo da parte della società datrice durante una procedura di crisi aziendale e successiva cessione di ramo d'azienda. L'interessata contesta il recesso per violazione della quota d'obbligo. La Corte di Cassazione conferma che il licenziamento di lavoratore disabile è illegittimo se intacca la quota di riserva, anche qualora l'impresa benefici della sospensione temporanea dei nuovi obblighi di assunzione. I giudici riconoscono il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e il passaggio automatico del rapporto alla società cessionaria. La Suprema Corte dichiara tuttavia improcedibile la richiesta diretta di risarcimento economico verso la società cessionaria in amministrazione straordinaria, demandando la quantificazione del credito alle regole della procedura concorsuale fallimentare.
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Superamento limite contratti a termine: sanzioni su dati INPS
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'azienda per non aver rispettato le quote di riserva per disabili e per il superamento limite contratti a termine oltre la soglia del venti per cento. L'azienda ha impugnato l'ordinanza ingiunzione contestando la tardività della notifica, il metodo di calcolo della sanzione e la mancata applicazione del cumulo giuridico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che il termine di novanta giorni per la notifica decorre dal completamento degli accertamenti complessi e non dalla mera notizia del fatto. Inoltre, la sanzione per il superamento limite contratti a termine va calcolata sulle retribuzioni effettive comunicate all'INPS tramite modelli UNIEMENS e non su quelle teoriche del contratto. Infine, è stata esclusa l'applicabilità della continuazione alle sanzioni amministrative.
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Azione di riduzione: il curatore fallimentare batte i donatari
Il Curatore Fallimentare di un erede ha esercitato l'azione di riduzione per reintegrare la quota di riserva del fallito, lesa dalle donazioni immobiliari fatte in vita dal padre defunto. I donatari hanno impugnato la decisione sostenendo che il curatore non potesse agire e che mancasse la prova specifica del valore dei beni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei donatari. Ha stabilito che il curatore fallimentare, previa autorizzazione, può accettare l'eredità e agire in riduzione. Inoltre, per l'azione di riduzione non servono prove matematiche eccessivamente rigide se l'insufficienza dei beni ereditari è palese. Vince il Fallimento, che ottiene la conferma della riduzione delle donazioni per soddisfare i creditori.
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Obbligo assunzione disabili: multa valida anche se la legge cambia
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un'azienda per la violazione dell'obbligo assunzione disabili. L'azienda aveva omesso di assumere un lavoratore rientrante nelle categorie protette e di inviare i prospetti informativi. Il suo ricorso, basato sulla speranza di applicare una legge successiva più favorevole, è stato respinto. I giudici hanno stabilito un principio cruciale: per gli illeciti amministrativi, a differenza di quelli penali, non vale la retroattività della legge più mite. Si applica sempre la norma in vigore al momento della violazione, rendendo la sanzione per il mancato rispetto dell'obbligo assunzione disabili pienamente legittima.
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Assunzione vittime criminalità: Diritto vince sulla quota di riserva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di assunzione obbligatoria vittime criminalità. Il figlio di una vittima della criminalità organizzata si era visto negare il diritto al collocamento obbligatorio da parte di due enti pubblici. La motivazione era il superamento della quota di riserva dell'1% prevista per legge. La Corte ha ribaltato questa visione, affermando che per questa specifica categoria protetta la quota di riserva non si applica. Il diritto all'assunzione può quindi essere esercitato anche in superamento di tale soglia, incontrando come unico limite quello generale delle assunzioni consentite all'ente per l'anno di riferimento. Vince quindi il ricorrente, il cui diritto all'assunzione deve essere nuovamente valutato.
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Azione di simulazione legittimario: la prova libera
Una figlia agisce con un'azione di simulazione legittimario contro la zia, sostenendo che la vendita di un immobile da parte del padre defunto fosse una donazione dissimulata. La Corte di Cassazione chiarisce che il legittimario, agendo per tutelare la propria quota di riserva lesa, è considerato terzo rispetto all'atto e può quindi fornire la prova della simulazione senza limiti, avvalendosi anche di testimoni e presunzioni.
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Assunzione disabili: obblighi del datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione a un'azienda per la mancata copertura della quota di riserva per l'assunzione disabili. Si è stabilito che l'obbligo è tassativo e che spetta al datore di lavoro dimostrare, con prova rigorosa, l'impossibilità assoluta di collocare il lavoratore in qualsiasi mansione aziendale, non essendo sufficiente offrire posizioni palesemente incompatibili. La Corte ha sottolineato la violazione dei principi di buona fede da parte dell'azienda, che non aveva nemmeno richiesto l'esonero parziale.
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Indennità di occupazione: obblighi del coerede
Un coerede ha citato in giudizio la compagna del defunto padre, anch'essa coerede, per ottenere un'indennità per l'uso esclusivo di un immobile ereditario. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al pagamento dell'indennità di occupazione, chiarendo che l'opposizione manifestata da un coerede è sufficiente a fondare il diritto al compenso. La sentenza sottolinea inoltre l'importanza dell'appello incidentale per contestare le eccezioni respinte in primo grado, come quella di giudicato o prescrizione.
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Contratto di vitalizio: assistenza e oneri ereditari
In un caso riguardante un contratto di vitalizio, gli eredi di un anziano defunto hanno citato in giudizio i suoi assistenti, beneficiari di un immobile e di un lascito testamentario. La Corte d'Appello ha confermato la validità del contratto, ritenendo provata l'adeguata assistenza fornita all'anziano. Tuttavia, ha riformato la decisione di primo grado sul calcolo dell'eredità, escludendo dal passivo le spese funerarie e i costi di manutenzione non eseguiti, poiché non vi era prova che fossero stati sostenuti con fondi propri degli assistenti. Di conseguenza, la Corte ha ricalcolato le quote ereditarie e condannato i beneficiari a versare un conguaglio agli eredi.
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Eredità transnazionale: la scissione e i debiti
In un complesso caso di eredità transnazionale di un cittadino britannico con beni mobili nel Regno Unito e immobili in Italia, la Corte di Cassazione interviene nuovamente. La Corte accoglie parzialmente i ricorsi, cassando la sentenza d'appello. Afferma che il giudice di merito ha errato nel negare l'istruttoria per provare la capienza del patrimonio mobiliare per un legato e ha commesso un errore nella doppia imputazione di alcuni debiti. Il caso viene rinviato per un nuovo esame su questi punti specifici e sulla cancellazione di una trascrizione.
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Successione legittima: calcolo quota e riduzione donazioni
In una causa di successione legittima tra fratelli, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sul calcolo delle quote. Una sorella agiva per ottenere la sua quota di eredità paterna, chiedendo la riduzione delle donazioni fatte ai fratelli. La Corte ha stabilito che la quota spettante all'erede legittimo (in questo caso, 2/9) deve essere calcolata sul patrimonio effettivamente lasciato dal defunto ('relictum') e non sulla somma di 'relictum' e donazioni ('donatum'). L'azione di riduzione interviene solo successivamente, se la quota intestata risulta inferiore alla quota di riserva (1/6), per integrare la differenza. La sentenza di merito, che aveva erroneamente applicato la frazione di 2/9 all'intero asse fittizio, è stata annullata con rinvio.
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Lesione di legittima e calcolo della quota di riserva
In una causa di successione, gli eredi contestavano una presunta lesione di legittima dovuta a donazioni effettuate in vita dal defunto. La Corte d'Appello ha rigettato l'impugnazione, confermando che il calcolo della massa ereditaria e della quota di riserva era corretto e che non vi era stata alcuna lesione dei diritti dei legittimari. La sentenza chiarisce inoltre che i premi delle polizze vita costituiscono donazioni indirette da considerare nel calcolo.
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