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Quod Sine Die Debetur Statim Debetur

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio giuridico latino, recepito dal codice civile, secondo cui un'obbligazione senza un termine di scadenza stabilito si considera immediatamente esigibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento sintetico: il prestito societario non salva il socio
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento sintetico nei confronti de Il Contribuente, contestando un maggior reddito basato su spese significative, tra cui l'acquisto di un immobile per il figlio. Il Contribuente ha cercato di giustificare la spesa di 450.000 euro dimostrando che la somma proveniva da un finanziamento erogato da una società di cui era socio al 95%. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente. I giudici hanno stabilito che il prestito ottenuto da una società controllata non esclude la capacità di spesa del socio, soprattutto in mancanza di un piano di rimborso rateale definito. Di conseguenza, l'esborso rimane riconducibile al patrimonio personale del contribuente, confermando la legittimità del recupero fiscale. Il Contribuente perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese processuali.
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Falso ideologico: condanna per l’impresa ma assolto sui debiti
L'Amministratore di un'impresa edile, impegnata nella ricostruzione post-sisma, viene accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche e falso ideologico per aver autocertificato il pagamento di tutte le fatture dei subappaltatori, pur essendovi pendenze. Assolto in primo grado, viene condannato in appello. La Cassazione riqualifica il reato di indebita percezione in falso ideologico, poiché l'impresa non era la diretta beneficiaria dei fondi pubblici, ma riceveva pagamenti dai privati. Inoltre, la Corte annulla senza rinvio la condanna per alcune fatture di un subappaltatore: la regola civilistica dell'immediato adempimento non prova la scadenza del termine in sede penale. La responsabilità per le restanti condotte di falso ideologico diventa definitiva, con rinvio per la rideterminazione della pena.
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Conguaglio divisione ereditaria: casa tua, interessi automatici
Due fratelli ereditano un immobile e avviano una causa per lo scioglimento della comunione. Il Tribunale assegna il bene a un fratello, imponendogli un conguaglio divisione ereditaria a favore dell'altro. Il beneficiario del conguaglio notifica precetti di pagamento per capitale e interessi. L'assegnatario si oppone, sostenendo di aver offerto informalmente la somma dinanzi a un notaio e che gli interessi non fossero dovuti senza costituzione in mora. La Corte d'Appello rigetta l'opposizione, rilevando che l'offerta era condizionata ad altre pretese. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: il conguaglio divisione ereditaria è un debito pecuniario liquido ed esigibile che produce interessi automatici dal passaggio in giudicato della sentenza, senza necessità di costituzione in mora. Vince il coerede creditore.
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Risoluzione del contratto preliminare: il ritardo costa caro
Il Venditore e il Compratore firmano un contratto preliminare per la vendita di un terreno. Il Compratore paga solo una parte del prezzo e prende possesso del bene. Passano diversi anni senza che il Compratore saldi il debito o si presenti dal notaio, ignorando anche una diffida formale del Venditore. Il Venditore chiede quindi la risoluzione del contratto preliminare. Il Compratore si difende sostenendo che il contratto non prevedeva una data di scadenza precisa. La Cassazione dà ragione al Venditore. Se non c'è un termine fissato, la prestazione è dovuta immediatamente. Il ritardo prolungato giustifica lo scioglimento dell'accordo per grave inadempimento. Il Compratore perde la causa, deve restituire il terreno e pagare le spese legali.
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Errore di fatto: limiti alla revoca di una sentenza
Un contribuente ha richiesto la revoca di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto riguardo al momento di restituzione di un debito. La Corte ha respinto la richiesta, chiarendo che la sua valutazione sull'immediata esigibilità del debito costituiva un'interpretazione giuridica (errore di giudizio) e non una svista percettiva (errore di fatto), ribadendo i rigidi limiti di questo strumento processuale.
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Termine di adempimento: obbligo immediato se assente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10749/2025, ha stabilito che in assenza di un termine di adempimento esplicito in un contratto, la prestazione è dovuta immediatamente. Il caso riguardava il ritardo di quattro mesi nel trasferimento di proprietà di un'imbarcazione dopo il saldo del prezzo di un contratto di leasing. La Corte ha cassato la decisione d'appello, che aveva ritenuto il ritardo 'ragionevole', affermando che pagamento e trasferimento devono essere contestuali, e che la perdita di un'opportunità di vendita a causa del ritardo costituisce un danno risarcibile.
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