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Quod Nullum Est Nullum Producit Effectum

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio giuridico latino che significa 'ciò che è nullo non produce alcun effetto'. Un atto giuridicamente nullo è considerato come se non fosse mai esistito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto di Lavoro Pubblico: Nullo senza Concorso? La Cassazione Decide
Il Lavoratore, assunto con contratti a termine da un Consorzio pubblico, subisce un recesso anticipato. Chiede il risarcimento, ma il Consorzio eccepisce la nullità del contratto per mancato concorso pubblico. La Corte d'Appello aveva dato ragione al Lavoratore, ma la Cassazione ha accolto il ricorso del Consorzio. Ha stabilito che l'assunzione di personale in enti pubblici deve avvenire tramite concorso. L'assunzione tramite agenzia privata, senza evidenza pubblica, rende il contratto nullo. Questa nullità contratto di lavoro pubblico comporta che il rapporto non produce effetti oltre le retribuzioni già percepite per il lavoro svolto. La sentenza d'appello è stata cassata per un nuovo esame.
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Punteggio errato, contratto nullo: la Nullità contratto pubblico impiego
Un Lavoratore, inserito in una graduatoria scolastica per assistente tecnico grazie a un punteggio errato, ottiene un incarico temporaneo. L'Amministrazione, accortasi dell'errore, corregge il punteggio, escludendolo dalla graduatoria permanente. Il Lavoratore ricorre in tribunale per vedersi riconosciuto il diritto all'inserimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la `Nullità contratto pubblico impiego` derivante dall'errore. L'Amministrazione ha il potere di autotutela per correggere situazioni contra legem, e un servizio prestato con un contratto nullo non può generare diritti acquisiti per future assunzioni o avanzamenti di carriera.
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Progressione economica: non dà diritto a mansioni superiori
Un dipendente pubblico, a seguito di una selezione per promozione poi annullata, ha ricevuto per un periodo una retribuzione superiore. L'ente ha poi recuperato le somme. La Corte di Cassazione ha stabilito che la progressione economica all'interno della stessa area contrattuale non comporta automaticamente lo svolgimento di mansioni superiori. Pertanto, annullata la promozione, il lavoratore non aveva diritto a trattenere la maggior retribuzione, non avendo provato di aver svolto compiti di livello superiore.
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Retribuzione mansioni superiori: la prova è decisiva
Un dipendente pubblico si è visto negare la restituzione di differenze retributive. La Cassazione ha stabilito che per la retribuzione mansioni superiori è necessaria la prova dello svolgimento effettivo dei compiti, non essendo sufficiente la data di decorrenza, meramente virtuale, indicata in un bando di selezione poi annullato. L'onere della prova grava interamente sul lavoratore.
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Progressione economica: non è mansione superiore
Un dipendente pubblico, a seguito di una promozione poi annullata in autotutela e infine riassegnata con decorrenza successiva, ha richiesto le differenze retributive per il periodo intermedio. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, chiarendo che la progressione economica all'interno della stessa area contrattuale, come nel caso di specie, non implica lo svolgimento di mansioni superiori e, pertanto, non giustifica una retribuzione maggiore se l'inquadramento originario era illegittimo. La Corte ha sottolineato che l'annullamento dell'atto di promozione ne elimina gli effetti sin dall'inizio.
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