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Quietanza

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287 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Bonifico domiciliato: guida alla responsabilità
Una società assicuratrice ha impugnato la sentenza che escludeva la responsabilità di un ente postale per il pagamento di un bonifico domiciliato effettuato a favore di un impostore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Nel merito, i giudici hanno chiarito che il bonifico domiciliato non è assimilabile all'assegno bancario e che la responsabilità dell'operatore va valutata secondo la diligenza professionale del mandatario, ritenendo sufficiente l'identificazione tramite un singolo documento d'identità se non diversamente pattuito.
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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza.
Una società assicuratrice ha agito contro un ente postale per ottenere il risarcimento dei danni causati dal pagamento di un bonifico domiciliato a un impostore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'ente postale non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta dall'Art. 1176 c.c. Nel caso di specie, l'operatore aveva verificato un documento d'identità apparentemente autentico, il codice fiscale e la password fornita dall'ordinante. La Corte ha chiarito che il bonifico domiciliato è una delegatio solvendi e non richiede l'applicazione analogica della legge assegni.
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Regolarità contributiva: prova senza tessera
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una lavoratrice alla regolarità contributiva per il periodo 1967-1972, nonostante lo smarrimento della tessera assicurativa. L'ente previdenziale contestava la mancanza di prova dell'incolpevolezza dello smarrimento. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che, in base all'art. 47 del R.D. 1422/1924, la prova del versamento può essere fornita con ogni mezzo, comprese le presunzioni semplici, senza dover dimostrare la forza maggiore. Nel caso specifico, l'acquisto delle marche per l'unica dipendente in organico è stato ritenuto prova sufficiente.
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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza
Una compagnia assicurativa ha agito contro un operatore postale per il risarcimento dei danni derivanti dal pagamento di un bonifico domiciliato effettuato a favore di un impostore. Il terzo aveva riscosso la somma esibendo un documento falso e la password corretta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per vizi formali nel deposito degli atti. Nel merito, i giudici hanno confermato che l'operatore non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando la corrispondenza dei dati anagrafici, del codice fiscale e della password, ritenendo sufficiente l'esibizione di un solo documento d'identità.
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Bonifico domiciliato: guida alla responsabilità
Una società assicuratrice ha citato in giudizio un ente postale per il risarcimento dei danni derivanti dal pagamento di un bonifico domiciliato a un soggetto non legittimato. Il beneficiario apparente aveva utilizzato documenti falsi per incassare la somma. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per la mancata produzione della copia autentica della sentenza notificata. Tuttavia, nel merito, la Corte ha confermato che l'ente pagatore non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, identificando il soggetto tramite un documento apparentemente autentico e verificando la password fornita dall'ordinante. Il bonifico domiciliato è stato qualificato come delegazione di pagamento, escludendo l'applicazione analogica delle norme più rigide previste per l'assegno bancario.
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Calunnia e risarcimento: l’onere della prova
Una società agricola e il suo amministratore hanno citato in giudizio un venditore immobiliare chiedendo il risarcimento per calunnia e diffamazione. Il venditore, fermato alla frontiera con contanti, aveva dichiarato che la somma era un pagamento in nero ricevuto per la vendita dell'immobile. La Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che spetta all'attore provare la falsità delle dichiarazioni e la consapevolezza dell'innocenza da parte del dichiarante. La semplice quietanza nel contratto notarile non è stata ritenuta prova sufficiente della falsità del pagamento extra.
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Quietanza e validità del pagamento nell’appalto
Una società edile ha presentato ricorso contro la revoca di un decreto ingiuntivo relativo a lavori di assistenza idraulica ed elettrica. La Corte d'Appello aveva stabilito che tali lavori erano già stati pagati, poiché inclusi in una precedente fattura su cui era stata apposta una **quietanza** a saldo. La Cassazione ha confermato questa decisione, rilevando che i documenti contabili dimostravano come la somma richiesta fosse un semplice scorporo di voci già contabilizzate e saldate. Il ricorso è stato rigettato poiché l'interpretazione dei documenti e della volontà delle parti è un compito esclusivo del giudice di merito, non sindacabile se logicamente motivato.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società in liquidazione ha impugnato una cartella di pagamento relativa a IVA e imposte dirette. Dopo una decisione favorevole in secondo grado, l'Agente della Riscossione ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, allegando la prova del pagamento della prima rata. La Suprema Corte, preso atto dell'adesione alla sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che la definizione agevolata prevale sulla prosecuzione della lite.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una controversia tributaria originata da un accertamento su una plusvalenza immobiliare è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Il contribuente, dopo aver ottenuto ragione in secondo grado, ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo depositato la domanda e la prova del pagamento della prima rata, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che il perfezionamento della sanatoria fiscale prevale sulla prosecuzione della lite.
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Definizione agevolata: estinzione liti fiscali
La controversia riguardava un accertamento fiscale per redditi di partecipazione societaria. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla Definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificato il deposito della domanda e del pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla lite senza esaminare il merito del ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Definizione agevolata: stop alle liti col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una contribuente relativa a un accertamento su redditi di partecipazione societaria. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, depositando la prova del pagamento della prima rata. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della documentazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la definizione agevolata prevale sulla prosecuzione della lite fiscale.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario relativo a cartelle esattoriali per imposta di registro. Le contribuenti hanno validamente aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, presentando la domanda e pagando la prima rata. La decisione conferma che, in presenza di tali presupposti, il processo deve chiudersi senza esaminare il merito, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Patto commissorio: prova testimoniale sempre ammessa
Una cittadina ha impugnato la vendita di un immobile sostenendo che l'atto nascondesse un patto commissorio, vietato dall'ordinamento. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda, ritenendo inammissibile la prova per testimoni tra le parti del contratto e valorizzando la quietanza di pagamento presente nell'atto notarile. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale visione, stabilendo che quando la simulazione è finalizzata a far valere l'illiceità del contratto dissimulato, come nel caso del patto commissorio, la prova testimoniale è sempre ammessa, anche tra i contraenti. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione delle prove.
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Onere della prova: danni da allagamento e risarcimento
Gli eredi di un proprietario di un immobile hanno agito contro un Comune per i danni da allagamento causati da opere stradali difettose. Sebbene la responsabilità dell'ente sia stata confermata, la Corte d'Appello ha ridotto il risarcimento per carenza di prove relative ai costi di riparazione delle auto e al periodo di inutilizzo del locale. La Cassazione ha confermato tale riduzione, ribadendo che l'onere della prova grava sul danneggiato e che le stime ipotetiche del CTU non sostituiscono la prova documentale degli esborsi effettivamente sostenuti.
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Definizione agevolata: estinzione liti in Cassazione
Una società di costruzioni ha impugnato cartelle di pagamento relative a IRPEF e ILOR per gli anni 1991 e 1992. Dopo la vittoria nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, depositando la prova del pagamento della prima rata. La Corte, rilevata la regolarità della procedura e l'assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude la lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante accertamenti Irpef, Irap e Iva per l'anno 2006. La controversia verteva inizialmente sulla legittimità del raddoppio dei termini di decadenza per l'accertamento erariale. Tuttavia, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento delle somme dovute. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha confermato il perfezionamento della procedura e non è intervenuto alcun diniego, la Corte ha sancito la fine del processo per cessata materia del contendere.
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Azione di regresso tra cofideiussori: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione di regresso esercitata da un garante verso un altro cofideiussore. Il caso riguardava un socio che aveva estinto il debito di una società verso una banca tramite versamenti sul conto corrente aziendale, specificando la causale come garante. Nonostante l'altro socio sostenesse si trattasse di un semplice finanziamento soci, la Corte ha stabilito che il pagamento indiretto, se accettato dalla banca con quietanza liberatoria, estingue l'obbligazione fideiussoria e legittima il recupero delle somme pro quota.
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Definizione agevolata: estinzione liti fiscali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a un avviso di accertamento fiscale. La società contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, presentando istanza e pagando la prima rata del debito. L'amministrazione finanziaria ha espresso parere favorevole, portando alla chiusura definitiva della lite tributaria senza una decisione sul merito.
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Definizione agevolata: estinzione della lite fiscale
Una società ha richiesto la definizione agevolata di una lite tributaria pendente relativa ad accertamenti per IRES, IVA e IRAP. Dopo aver presentato la domanda e dimostrato il versamento della prima rata, l'Amministrazione Finanziaria ha aderito alla richiesta. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione liti in Cassazione
Una società ha impugnato un avviso di accertamento riguardante la deducibilità delle quote TFM e dei rimborsi spese. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo dimostrato il pagamento integrale del dovuto e la presentazione della domanda nei termini, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, applicando la normativa sulla sanatoria fiscale.
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