LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Querela — Anno 2026

Pagina 16 di 18

358 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Querela

Provvedimenti

Frode assicurativa: quando la querela è tempestiva?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per frode assicurativa, confermando la condanna per aver richiesto un risarcimento per un sinistro mai avvenuto. La Corte chiarisce i termini per la proposizione della querela da parte della compagnia, ritenendola tempestiva, e rigetta le censure sulla valutazione delle prove, ribadendo i limiti del proprio giudizio.
Continua »
Querela furto: chi può sporgere denuncia in negozio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3599/2026, si è pronunciata sulla legittimazione a sporgere querela per furto aggravato in un esercizio commerciale dopo la Riforma Cartabia. Il caso riguarda un furto in un centro commerciale a danno di più negozi. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un unico reato, la querela sporta dal direttore di uno solo dei negozi è sufficiente per la procedibilità dell'azione penale contro gli autori. Viene così confermata la condanna, ma la sentenza è annullata con rinvio per la valutazione dell'attenuante del danno di lieve entità.
Continua »
Parte civile: la costituzione vale come querela?
Un individuo, condannato per furto aggravato ai danni di una società energetica, ricorre in Cassazione lamentando la mancanza di una valida querela. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: la costituzione di parte civile della persona offesa nel processo penale equivale a una formale querela, sanando ogni vizio di procedibilità, soprattutto per i reati resi perseguibili a querela dalla Riforma Cartabia.
Continua »
Contestazione in fatto: furto e aggravanti non caricate
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto di energia elettrica. La decisione si fonda sul principio della "contestazione in fatto": l'aggravante della destinazione a pubblico servizio del bene, che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio, non era stata descritta in modo chiaro e specifico nel capo d'imputazione. Di conseguenza, in assenza di querela da parte della società erogatrice, il procedimento penale non poteva proseguire, portando all'annullamento della sentenza di condanna della Corte d'Appello.
Continua »
Diffamazione social: quando l’insulto è procedibile?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per diffamazione social a carico di un utente che aveva pubblicato commenti offensivi su una piattaforma online. La sentenza stabilisce che la vittima è identificabile anche senza menzione esplicita, se il contesto generale lo consente. Inoltre, chiarisce che la querela è valida se presentata dopo la commissione dei fatti, anche se la data nel capo d'imputazione si riferisce al successivo accertamento.
Continua »
Remissione di querela: reato estinto in Cassazione
Due persone, condannate per truffa online in primo e secondo grado, hanno ottenuto l'annullamento della sentenza in Cassazione. La Corte ha dichiarato il reato estinto a seguito della remissione di querela da parte della vittima, avvenuta dopo la sentenza d'appello ma prima della scadenza dei termini per ricorrere in Cassazione. La decisione sottolinea come questo atto, se tempestivo, possa chiudere definitivamente il procedimento penale.
Continua »
Danneggiamento beni pubblici: quando è procedibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per danneggiamento di beni dell'amministrazione penitenziaria. La sentenza chiarisce che il reato di danneggiamento beni pubblici è procedibile d'ufficio e nega l'applicabilità della non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta e dei precedenti dell'imputato.
Continua »
Remissione tacita querela: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, specificando che la mancata comparizione della persona offesa non configura una remissione tacita di querela se la notifica della citazione è avvenuta con deposito in cancelleria. Tale modalità non garantisce la concreta conoscenza dell'udienza da parte della vittima, la cui volontà di rimettere la querela deve essere inequivocabile.
Continua »
Riqualificazione del reato: serve la querela?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione di domicilio a seguito della riqualificazione del reato da furto. La decisione si fonda sulla mancanza della querela della persona offesa, condizione di procedibilità indispensabile dato che la sentenza di primo grado aveva escluso l'aggravante della violenza sulle cose, unico caso che avrebbe consentito di procedere d'ufficio.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi riguardavano la determinazione della pena e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto le motivazioni della sentenza d'appello logiche e sufficienti, confermando che una pena media o minima non richiede una giustificazione dettagliata e che la valutazione sulle attenuanti è riservata al giudice di merito se ben motivata.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è una copia
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile relativo a una condanna per furto aggravato. Gli imputati avevano riproposto in Cassazione gli stessi motivi già presentati e respinti in appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza di secondo grado, rendendo così il ricorso una mera e inefficace ripetizione.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di furto aggravato. L'imputato sosteneva la nullità della querela, ma la Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici e non pertinenti rispetto alla motivazione della sentenza d'appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Motivazione della pena: quando è necessaria?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava l'illogicità della motivazione della pena. La Corte chiarisce che una motivazione dettagliata è richiesta solo per pene prossime al massimo edittale, non per quelle, come nel caso di specie, vicine al minimo, la cui determinazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito.
Continua »
Difetto di querela: quando la denuncia vale come querela
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello che aveva dichiarato l'improcedibilità per un reato di furto a causa di un presunto difetto di querela. La Suprema Corte ha chiarito che un atto integrativo alla denuncia, contenente l'esplicita richiesta di punizione per i colpevoli, è sufficiente a manifestare la volontà punitiva e a rendere valida la querela, superando il mero formalismo.
Continua »
Truffa SEPA: la banca è vittima anche con controlli auto
La Cassazione ha confermato la condanna per truffa SEPA a un individuo che, simulando un rapporto commerciale, ha ottenuto un accredito indebito. Sebbene l'inganno fosse rivolto a una banca estera, la banca italiana che ha processato il pagamento e subito una perdita economica è stata considerata vittima del reato e legittimata a sporgere querela. La Corte ha ritenuto irrilevante che i controlli fossero automatici.
Continua »
Procedibilità furto in abitazione: sempre d’ufficio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per tentato furto in abitazione, stabilendo un principio fondamentale sulla sua procedibilità. Il reato di furto in abitazione, ai sensi dell'art. 624 bis c.p., rimane procedibile d'ufficio e non richiede la querela della persona offesa. La Corte ha chiarito che la Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità solo per il furto semplice aggravato, ma non per il più grave reato di furto commesso in un'abitazione, a causa della maggiore pericolosità sociale e della violazione del domicilio.
Continua »
Querela tardiva: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per frode assicurativa, il quale sosteneva la tesi della querela tardiva. La Corte ha stabilito che il termine di 90 giorni per sporgere querela non decorre dal semplice sospetto, ma dal momento in cui la parte offesa acquisisce una conoscenza certa del fatto-reato, in questo caso coincidente con il deposito della perizia tecnica. È stato inoltre confermato l'obbligo di risarcimento civile nonostante la prescrizione del reato.
Continua »
Legittimazione querela: chi denuncia l’amministratore?
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di appropriazione indebita commessa dal legale rappresentante di un'associazione, la legittimazione a sporgere querela non è esclusiva di quest'ultimo ma si estende ad altri membri, come il vice presidente. La sentenza annulla la decisione di un tribunale che, con un'interpretazione formalistica dello statuto sociale, aveva dichiarato improcedibile l'azione penale. Viene così riaffermato un principio fondamentale sulla legittimazione querela per proteggere il patrimonio dell'ente.
Continua »
Querela dell’amministratore: chi può presentarla?
La Corte di Cassazione chiarisce un importante principio sulla querela dell'amministratore. Quando il legale rappresentante di una società o associazione commette un reato di appropriazione indebita ai danni dell'ente, la legittimazione a sporgere querela non spetta solo all'organo sociale designato, ma anche al singolo socio. Questo perché il socio è considerato persona offesa, in quanto titolare di un interesse diretto all'integrità del patrimonio sociale. La Corte ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che, con un'interpretazione troppo formalistica dello statuto associativo, aveva dichiarato improcedibile l'azione penale.
Continua »
Irrevocabilità querela stalking: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4529/2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per stalking. Il caso verteva sulla questione dell'irrevocabilità querela. La Corte ha stabilito che, ai fini dell'irrevocabilità, la gravità delle minacce reiterate è una modalità della condotta e non una circostanza aggravante che necessita di specifica contestazione nel capo di imputazione. La descrizione di minacce di morte è stata ritenuta sufficiente per integrare la gravità e rendere la querela non più ritirabile.
Continua »