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Quantum Del Danno

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine giuridico che indica l'ammontare, ovvero la quantificazione economica del danno subito. Segue la prova dell'esistenza del danno ('an').

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Liquidazione equitativa del danno pur senza stima esatta
Un incendio causato da un privato ha distrutto un tratto di binari ferroviari, bloccando il traffico per diversi giorni. L'ente gestore della rete ha chiesto il risarcimento dei danni subiti. I giudici hanno accertato la responsabilità del privato. Tuttavia, la Corte d'Appello ha respinto la domanda risarcitoria per l'impossibilità del perito di calcolare i costi esatti tramite documentazione interna. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Se la presenza del danno è certa, la difficoltà di calcolo non giustifica il rifiuto del risarcimento. La legge impone la liquidazione equitativa del danno da parte del giudice, il quale deve valutare tutti gli elementi disponibili, compresi i verbali delle autorità intervenute.
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Risarcimento danni immobile locato: la prova del quantum è decisiva
Un Lavoratore ha concesso in locazione un immobile a un'Azienda. A seguito di un allagamento causato dalla rottura di un tubo dell'impianto idrovoro, l'Azienda ha subito danni alla merce e ha chiesto il Risarcimento danni immobile locato. Il Tribunale ha condannato il Lavoratore, ritenendolo responsabile della manutenzione. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, rigettando la richiesta dell'Azienda. Ha applicato il principio della "ragione più liquida", ritenendo che l'Azienda non avesse provato adeguatamente l'ammontare effettivo dei danni (il quantum). La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello, stabilendo che il principio della "ragione più liquida" è applicabile anche tra questioni di merito, e ha rigettato il ricorso dell'Azienda, condannandola alle spese.
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Liquidazione equitativa del danno: negata senza prove
Una società cliente ha fatto causa al proprio gestore telefonico a causa del completo isolamento della linea telefonica aziendale per circa un mese e mezzo. Nonostante l'accertato inadempimento del gestore, i giudici di merito hanno respinto la richiesta di risarcimento poiché la società non ha fornito prove concrete del danno subito. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. Gli Ermellini hanno chiarito che la liquidazione equitativa del danno non può essere applicata in modo automatico. Questo strumento serve solo a quantificare un danno di cui sia stata già dimostrata con certezza l'esistenza. Senza la prova del verificarsi del pregiudizio, il giudice non può inventare o presumere il danno, lasciando la società senza risarcimento e condannandola a pagare le spese legali.
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Linea muta, chance perse: risarcimento anche senza prova del danno
Un avvocato rimane senza linea telefonica per mesi a causa di un disservizio tra due compagnie telefoniche durante una migrazione. L'utente chiede il risarcimento per la perdita di potenziali clienti. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: per ottenere il **risarcimento danno da perdita di chance** non è necessaria la prova di un danno economico certo e quantificato, come un calo di fatturato. È sufficiente dimostrare, in termini di probabilità, di aver perso l'opportunità di conseguire un vantaggio economico. Questo è particolarmente vero per un'attività professionale, dove la reperibilità telefonica è essenziale. La Corte ha quindi dato ragione al professionista, annullando la precedente decisione negativa.
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Onere della prova del danno: bar bloccato ma senza risarcimento
Un esercizio commerciale ha citato in giudizio un Comune per i danni causati dal protrarsi eccessivo di lavori stradali che ne ostacolavano l'accesso. La Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento. La Corte ha stabilito che l'esercente non ha rispettato l'onere della prova del danno. Sebbene abbia dimostrato il disagio e la durata anomala del cantiere, non ha fornito una prova contabile adeguata a quantificare la perdita economica. Il solo registro dei corrispettivi è stato ritenuto insufficiente per dimostrare un calo dei profitti, non solo degli incassi. Di conseguenza, il Comune ha vinto la causa.
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Incapacità a testimoniare: no al dipendente teste?
Un'azienda agricola subisce danni ingenti a causa di un'illegittima interruzione di energia elettrica. La Corte d'Appello nega il risarcimento, ritenendo inammissibili le testimonianze dei dipendenti per presunta incapacità a testimoniare. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che la qualità di dipendente non implica automaticamente l'incapacità a testimoniare, la quale deve essere eccepita dalla controparte e non rilevata d'ufficio. Inoltre, una volta provata l'esistenza del danno, il giudice ha il dovere di quantificarlo, anche in via equitativa, senza potersi pronunciare con un 'non liquet'.
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