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364 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Edificabilità legale: unico criterio per l’esproprio
In un caso di occupazione illegittima di un terreno privato da parte di un Comune, la Corte di Cassazione ha stabilito che il risarcimento del danno deve basarsi esclusivamente sulla edificabilità legale del suolo, così come definita dagli strumenti urbanistici. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari che chiedevano una valutazione superiore basata sulla situazione di fatto dell'area, confermando che la classificazione formale prevale su ogni altra considerazione.
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Rimborso costi personale: i limiti del contratto
Una cooperativa sanitaria ha richiesto il rimborso integrale dei costi del personale per un servizio 118, sostenendo di aver impiegato più dipendenti del limite previsto. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il rimborso costi personale è vincolato ai limiti massimi fissati dalla delibera regionale e dai contratti stipulati con l'azienda sanitaria, in un'ottica di contenimento della spesa pubblica. Costi extra non sono rimborsabili.
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Liquidazione equitativa danno: onere della prova
Due società immobiliari subiscono l'occupazione abusiva dei loro appartamenti. A causa dell'inerzia dello Stato nell'eseguire lo sgombero, chiedono il risarcimento. La Cassazione chiarisce i limiti della liquidazione equitativa del danno, affermando che non può essere usata per sopperire alla mancata prova dell'esistenza stessa del danno da parte del danneggiato.
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Risoluzione parziale del contratto: quando è dovuta?
Una società fornitrice di componenti industriali, poi fallita, si oppone alla risoluzione del contratto per inadempimento da parte di un'azienda di trasporti. La Corte di Cassazione, pur rigettando le critiche alla perizia tecnica, accoglie il ricorso su un punto cruciale: l'omessa pronuncia della Corte d'Appello sulla richiesta di risoluzione parziale del contratto. Viene stabilito che il giudice di merito deve valutare il diritto del fornitore a essere pagato per i beni già consegnati e utilizzati dalla committente, anche in caso di risoluzione. Il caso è rinviato per una nuova valutazione.
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Liquidazione equitativa del danno: la Cassazione
Un utente, agente di commercio, subisce l'interruzione della linea telefonica per 12 giorni. Il Giudice di Pace liquida un danno di 400 euro. Il Tribunale, in appello, nega il risarcimento per carenza di prova sul quantum. La Cassazione cassa la sentenza d'appello, affermando che la difficoltà di provare l'esatto ammontare del danno non impedisce la liquidazione equitativa del danno, una volta accertata la sua esistenza (l'an).
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Compenso avvocato e revoca: la clausola è valida
Una cliente revoca il mandato al proprio legale e si rifiuta di pagare il compenso pattuito, sostenendo che la clausola contrattuale fosse vessatoria. Il Tribunale di Venezia ha stabilito che la clausola che, in caso di recesso, prevede il pagamento del compenso avvocato secondo la tariffa professionale per l'attività svolta non è abusiva. Tale previsione, infatti, ricalca quanto disposto dal Codice Civile e non crea uno squilibrio a danno del consumatore. Di conseguenza, la cliente è stata condannata al pagamento integrale delle somme richieste.
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Imposta pubblicità pensilina: quando il colore è tassa
La Corte di Cassazione stabilisce che la fascia colorata sulla pensilina di una stazione di servizio può essere soggeta a imposta sulla pubblicità se il colore richiama il marchio e attira l'attenzione. In un caso riguardante l'imposta pubblicità pensilina, una società energetica si è vista confermare la tassazione sulla base della funzione pubblicitaria del colore. La Corte ha però cassato la sentenza per omessa pronuncia sulla richiesta di riduzione delle sanzioni.
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Mansioni superiori: ricorso inammissibile, le regole
Un dipendente di un ente locale ha ottenuto in Appello il riconoscimento del diritto a differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale del lavoratore, relativo ai criteri di calcolo delle somme, sia quello incidentale dell'ente, che contestava lo svolgimento stesso delle mansioni superiori. L'inammissibilità è derivata principalmente dal mancato rispetto del principio di autosufficienza del ricorso, che impone una specifica indicazione degli atti e dei documenti su cui si fonda l'impugnazione.
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Mancato guadagno: prova e liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di risarcimento per mancato guadagno derivante dalla violazione di un accordo di subappalto. La sentenza chiarisce importanti principi procedurali, stabilendo che l'annullamento della decisione sull'importo del danno (quantum) non inficia la precedente sentenza, passata in giudicato, che accertava il diritto al risarcimento (an). Viene inoltre confermata la legittimità del ricorso alla prova presuntiva e alla liquidazione equitativa per determinare il danno da mancato guadagno, basandosi sulla normale aspettativa di profitto di un'impresa.
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Imposta pubblicità pensilina: quando è tassabile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha esaminato il caso relativo all'imposta pubblicità pensilina di un distributore di carburante. La Corte ha stabilito che l'intera cornice colorata della pensilina può essere considerata mezzo pubblicitario e quindi tassabile, se il giudice di merito ne accerta la funzione attrattiva legata al marchio. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo la misura delle sanzioni, rinviando alla commissione tributaria regionale per la rideterminazione, distinguendo tra omessa e infedele dichiarazione.
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Danno morale: quando è domanda nuova in appello?
A seguito di un sinistro stradale, una Corte d'Appello ha stabilito un principio fondamentale sul risarcimento del danno morale. La richiesta di liquidazione autonoma del danno morale, se non formulata in primo grado ma presentata solo in appello, viene considerata una "domanda nuova" e quindi inammissibile. La Corte ha chiarito che la richiesta di "personalizzazione del danno biologico" è concettualmente diversa dalla richiesta di un autonomo risarcimento per danno morale. La sentenza ha invece accolto l'appello dei familiari della vittima sulla compensazione delle spese legali, affermando che la loro condanna deve essere adeguatamente motivata e non può essere generica, soprattutto in caso di accoglimento parziale della domanda.
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Giurisdizione accordi P.A.: chi decide sulle liti?
Una società energetica e un ente locale disputavano sul pagamento di somme previste da una convenzione per un impianto eolico. Dopo un conflitto tra tribunale civile e amministrativo, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione sugli accordi con la P.A. spetta al giudice ordinario quando la controversia ha natura puramente patrimoniale e non riguarda l'esercizio di poteri pubblici.
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Giurisdizione giudice ordinario: accordi PA e privati
La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto sollevato dal TAR, ha affermato la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia tra un Comune e una società energetica. La lite, riguardante obblighi di pagamento derivanti da una convenzione per un impianto eolico, è stata ritenuta di natura puramente patrimoniale e priva di elementi legati all'esercizio di poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione.
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Giurisdizione giudice ordinario: accordi P.A.
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 22774/2025, ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia tra un Comune e due società energetiche. Il caso riguarda il mancato pagamento di misure compensative previste da una convenzione per un parco eolico. La Corte ha chiarito che, quando la disputa ha carattere puramente patrimoniale e non coinvolge l'esercizio di poteri autoritativi della P.A., la competenza spetta al giudice ordinario, anche se la legge prevede un obbligo di rinegoziazione dell'accordo.
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Contratto di gestione: qualificazione e risarcimento
La Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento del danno per una società che aveva interrotto illegittimamente un contratto di gestione di un impianto di carburanti. La sentenza analizza la qualificazione del rapporto come collaborazione coordinata e continuativa e stabilisce i criteri per il calcolo del danno da mancato guadagno, rigettando i motivi di ricorso basati su presunta incompetenza e vizi di motivazione.
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Appalto lavori stradali e danni a terzi: la guida
Un Comune, dopo aver risarcito un ciclista per un incidente causato da una buca, agisce in rivalsa contro la società concessionaria dei lavori stradali. La Corte d'Appello chiarisce che la responsabilità in un appalto di lavori stradali segue la catena dei contratti. La concessionaria è responsabile verso il Comune, ma può rivalersi integralmente sull'appaltatrice, che a sua volta può rivalersi sulla subappaltatrice esecutrice dei lavori. L'onere finale ricade su chi ha materialmente eseguito l'opera.
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Responsabilità amministratore condominio per danni
Un tribunale ha condannato un condominio a risarcire un proprietario per danni da infiltrazioni provenienti dal tetto comune. Contestualmente, ha riconosciuto la responsabilità dell'ex amministratore, condannandolo a rimborsare il condominio. La decisione si fonda sulla negligenza dell'amministratore, che, pur essendo stato informato, ha omesso di convocare un'assemblea e di adottare le misure necessarie, aggravando i costi e i danni. La sua inerzia, non giustificata, ha violato il mandato ricevuto, causando un danno diretto al condominio che ora deve risarcire.
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Principio di non contestazione e caduta in casa
La Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado, affermando la responsabilità del proprietario di un immobile per la caduta di un'anziana parente. La decisione si fonda sul principio di non contestazione, poiché il proprietario, pur costituendosi in giudizio, non aveva specificamente contestato la dinamica dell'incidente (caduta su scala bagnata) descritta dalla danneggiata, limitandosi a contestare l'ammontare del danno richiesto. Di conseguenza, i fatti si sono ritenuti provati. La Corte ha invece dichiarato inammissibile la domanda degli eredi contro la compagnia assicurativa del proprietario, non essendo prevista un'azione diretta.
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Riduzione compensi gioco lecito: la decisione
Una sentenza della Corte di Appello di Firenze ha confermato la condanna di una società di gestione di apparecchi da gioco a pagare una somma a una società concessionaria a titolo di 'riduzione compensi gioco lecito', un prelievo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015. La Corte ha rigettato tutti i motivi di appello, stabilendo la competenza territoriale del Tribunale in base al domicilio del creditore al momento della scadenza dell'obbligazione. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di costituzionalità sul criterio di calcolo del prelievo, basato sul numero di apparecchi anziché sul volume delle giocate, e ha confermato che il gestore è responsabile del versamento, avendo trattenuto indebitamente somme destinate alla filiera.
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Responsabilità del custode per danni da neve dal tetto
Un'automobile viene danneggiata dalla caduta di neve dal tetto di un edificio pubblico. La Corte d'Appello riforma la sentenza di primo grado, affermando la piena responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c. Viene escluso sia il caso fortuito, dato che una forte nevicata in montagna è prevedibile, sia il concorso di colpa dell'automobilista. L'ente proprietario è condannato al risarcimento integrale del danno.
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