LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Quantum Debeatur

Pagina 14 di 19

364 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Opposizione a decreto ingiuntivo: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6005/2024, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, confermando che in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo spetta al creditore l'onere della prova del proprio credito. La radicale negazione da parte del debitore circa l'esecuzione dei lavori è sufficiente a contestare l'intera pretesa, compreso l'importo, senza che ciò cristallizzi il quantum richiesto. La Corte ha ritenuto la domanda del debitore di ridurre la condanna 'nei limiti del provato' non come una domanda nuova, ma come una mera limitazione della richiesta di rigetto totale.
Continua »
Giudicato interno: ricorso inammissibile
Un dipendente pubblico ha richiesto benefici economici per lavoro a rischio. L'amministrazione datrice di lavoro ha inizialmente riconosciuto una parte del diritto, eccependo la prescrizione per il resto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il successivo ricorso dell'amministrazione volto a negare l'esistenza stessa del diritto, stabilendo che il riconoscimento parziale aveva formato un giudicato interno sulla questione, precludendo ulteriori contestazioni sul fondamento della domanda.
Continua »
Onere della prova danno: la Cassazione chiarisce
Un gruppo di azionisti di minoranza ha citato in giudizio una nota società di servizi online per il drastico calo di valore delle loro azioni, attribuito a operazioni societarie complesse. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, non entrando nel merito della liceità delle operazioni, ma evidenziando come gli azionisti non abbiano rispettato l'onere della prova del danno. La loro produzione documentale, definita caotica e disorganizzata ("alla rinfusa"), è stata ritenuta inutilizzabile, rendendo impossibile per il giudice quantificare il presunto pregiudizio economico e portando al rigetto totale della richiesta di risarcimento.
Continua »
Danno reputazionale: quando la prova è insufficiente
Due società del settore giocattoli hanno citato in giudizio un'emittente televisiva per danno reputazionale, a seguito della pubblicazione di una notizia relativa a un'altra azienda con un marchio simile coinvolta in un'indagine penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha ribadito che, per ottenere un risarcimento, è indispensabile fornire la prova rigorosa del nesso causale tra la notizia diffusa e il danno patrimoniale o d'immagine lamentato, prova che nel caso di specie è mancata.
Continua »
Ricorso inammissibile: i requisiti di forma in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una richiesta di risarcimento per occupazione illegittima di un immobile. La decisione si fonda sulla grave e insanabile carenza nell'esposizione sommaria dei fatti, un requisito formale essenziale previsto dall'art. 366 c.p.c. La Corte ha ribadito che il ricorso deve essere autosufficiente, permettendo una chiara comprensione della controversia senza la necessità di consultare altri atti. Questo caso evidenzia come un errore procedurale possa precludere l'esame nel merito delle ragioni, rendendo un ricorso inammissibile.
Continua »
Retribuzione feriale: indennità incluse, lo dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le indennità variabili, se collegate alle mansioni, devono essere incluse nella retribuzione feriale. Un dipendente di una società di trasporti ha ottenuto il ricalcolo del suo stipendio per le ferie, includendo varie indennità. La Corte ha ribadito che la paga durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria per non dissuadere dal godimento del riposo. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto, data la precarizzazione introdotta dalle recenti riforme.
Continua »
Retribuzione per ferie: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione per ferie deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, come quelle di bordo o di riserva. La decisione, basata sul diritto europeo, mira a non scoraggiare il lavoratore dal godere del riposo, garantendogli una remunerazione analoga a quella dei periodi lavorativi. Rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti.
Continua »
Comunione de residuo: onere della prova e contestazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della comunione de residuo nei procedimenti di separazione. Il caso riguarda la richiesta di una ex moglie di ottenere il 50% dei proventi non consumati dell'attività lavorativa dell'ex marito. La Corte ha rigettato il ricorso della donna, confermando che l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tali somme grava su chi le richiede. È stato inoltre chiarito che una contestazione, anche se non dettagliata, è sufficiente a impedire che il fatto sia considerato come ammesso. La decisione sottolinea i principi fondamentali in materia di onere della prova e di valutazione delle spese legali.
Continua »
Prova del danno: quando il giudice non può liquidare
Un proprietario terriero subisce danni da un incendio partito da un fondo vicino. Nonostante la responsabilità dei vicini sia stata accertata, la Corte di Cassazione ha negato il risarcimento perché la vittima non ha fornito una adeguata prova del danno subito. L'ordinanza chiarisce che la liquidazione equitativa è possibile solo se l'esistenza del danno è provata.
Continua »
Indennità sostitutiva: quando spetta al lavoratore?
Un agente di polizia municipale ha richiesto un'indennità sostitutiva e un risarcimento per la mancata fornitura della divisa da parte del Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per ottenere l'indennità sostitutiva è necessaria una specifica previsione di legge o contrattuale. Inoltre, ha chiarito che qualsiasi danno, incluso quello all'immagine, non è mai presunto ma deve essere sempre allegato e provato in modo specifico dal lavoratore.
Continua »
Definizione agevolata: rinvio causa per chiarimenti
In un contenzioso relativo all'ICI per l'anno 2011, la Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata dopo l'udienza di discussione ma prima della sentenza. Ritenendo che tale richiesta potesse estinguere la controversia, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, invitando le parti a fornire chiarimenti sull'esito della procedura amministrativa entro sessanta giorni.
Continua »
Revocazione sentenza: quando è colpa della parte?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva la revocazione di una sentenza sfavorevole. La richiesta si basava su documenti contabili scoperti dopo la decisione, che a dire della società provavano l'assenza di un debito verso un ente previdenziale. La Corte ha stabilito che la revocazione sentenza non è ammissibile se la mancata produzione dei documenti è dovuta a una negligenza della parte stessa, la quale non ha utilizzato tutti gli strumenti a sua disposizione, come l'accesso agli atti, per ottenerli tempestivamente.
Continua »
Retribuzione pausa pranzo: la decisione della Cassazione
Alcuni lavoratori hanno ottenuto il diritto al compenso per il prolungamento dell'orario di lavoro di 30 minuti, corrispondente a una pausa pranzo non goduta. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione dei fatti del giudice di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente, poiché il ricorso mirava a un riesame del merito e non a una violazione di legge. Viene così consolidato il principio sulla retribuzione pausa pranzo quando questa non viene effettivamente fruita.
Continua »
Valore probatorio fatture: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 685/2024, ha chiarito i limiti del valore probatorio delle fatture in un contenzioso. In un caso riguardante una fornitura di carburante non pagata, la Suprema Corte ha confermato la decisione d'appello che rigettava la richiesta della creditrice. È stato stabilito che, quando il rapporto contrattuale è contestato, la fattura ha solo valore indiziario e non è sufficiente a provare l'esatto ammontare del credito (il 'quantum debeatur'). Il creditore ha l'onere di fornire prove più solide, non potendo il giudice basarsi solo su fatture e testimonianze generiche.
Continua »
Prova testimoniale generica: quando è inammissibile
Un'impresa individuale contesta una richiesta di pagamento di contributi previdenziali. Dopo un rinvio dalla Cassazione, la Corte d'Appello dichiara nuovamente inammissibile la richiesta di prove testimoniali, questa volta definendola come prova testimoniale generica. La Cassazione conferma questa decisione, chiarendo che una precedente valutazione sulla tempestività della prova non impedisce al giudice di rinvio di valutarne la specificità. L'appello dell'imprenditore viene definitivamente respinto.
Continua »
Ingiusta detenzione: condotta e risarcimento
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di risarcimento per ingiusta detenzione, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare d'ufficio se il richiedente abbia contribuito con dolo o colpa grave alla propria detenzione. La Corte ha chiarito che l'assoluzione non garantisce automaticamente il diritto all'indennizzo e che la condotta del soggetto, sia processuale che extraprocessuale, deve essere sempre esaminata attentamente, anche per determinare l'ammontare del risarcimento in caso di colpa lieve.
Continua »
Disconoscimento scrittura privata: cosa fare?
Un'impresa edile perde la causa per il pagamento di lavori a seguito del disconoscimento scrittura privata da parte degli eredi del committente. La Cassazione conferma che, in caso di contestazione di una fotocopia, è onere di chi la produce presentare l'originale e avviare un formale procedimento di verificazione, non potendo supplire con prove testimoniali non correttamente riproposte in appello.
Continua »
Riparazione errore giudiziario: la Cassazione decide
Un uomo, assolto in revisione, chiede un'integrazione della sua riparazione per errore giudiziario in base a una nuova legge più favorevole. La Cassazione nega la richiesta, affermando che la nuova norma, non essendo legge penale sostanziale, non può applicarsi retroattivamente per modificare una decisione risarcitoria già divenuta definitiva.
Continua »
Ristrutturazione del debito: riduce la confisca?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44519/2024, ha stabilito che un accordo di ristrutturazione del debito tributario, a differenza di una semplice rateizzazione, riduce il profitto del reato fiscale e, di conseguenza, l'importo della confisca. La Corte ha chiarito che mantenere la confisca nella sua misura originaria dopo una riduzione del debito viola il principio di proporzionalità, creando una duplicazione sanzionatoria. La decisione si fonda sulla natura transattiva della ristrutturazione del debito, che incide direttamente sul quantum del debito stesso.
Continua »
Assegno divorzile: la Cassazione conferma l’importo
La Cassazione ha confermato la debenza di un assegno divorzile in favore dell'ex moglie, valorizzando la funzione compensativa dell'istituto. Nonostante la diminuzione del reddito dell'ex marito, la Corte ha ritenuto decisivi la lunga durata del matrimonio (29 anni) e il sacrificio professionale della moglie, che si è dedicata interamente alla famiglia, contribuendo così alla fortuna economica del coniuge. L'assegno è stato confermato anche nell'importo, ritenuto congruo per riequilibrare le posizioni economiche.
Continua »