La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di furto in spogliatoio piscina, stabilendo un principio importante. Un uomo, condannato per furto aggravato in abitazione per aver rubato da armadietti in una piscina, aveva sostenuto che lo spogliatoio non fosse una 'privata dimora'. La Corte ha respinto questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha chiarito che anche un luogo di svago come lo spogliatoio di una piscina può essere considerato privata dimora. Ciò accade quando una persona lo utilizza per compiere atti riservati della vita privata, come cambiarsi, e dispone di uno spazio esclusivo, come un armadietto chiuso a chiave, da cui può escludere gli altri. Di conseguenza, il furto commesso in queste circostanze è più grave e viene punito come furto in abitazione.
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