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Quaestio Facti

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364 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Trasferimento ramo d’azienda: autonomia funzionale
Un gruppo di dipendenti ha contestato la legittimità del proprio trasferimento a una nuova società, avvenuto nell'ambito di un'operazione di trasferimento ramo d'azienda, sostenendo che l'unità ceduta non possedesse la necessaria autonomia funzionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. I giudici hanno stabilito che il ramo ceduto costituiva un'entità economica preesistente e autonoma, rendendo l'operazione legittima. Durante il procedimento, per alcuni lavoratori è intervenuto un accordo transattivo.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Gli eredi di un lavoratore chiedono la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto revocatorio. Sostengono che la Corte abbia ignorato la loro tempestiva contestazione all'acquisizione di un documento da parte del CTU. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che la valutazione degli atti processuali, inclusa l'idoneità di una contestazione, costituisce un errore di giudizio e non una svista materiale, non integrando i presupposti per la revocazione.
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Proroga trattenimento C.P.R.: quando il ricorso è out
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la proroga trattenimento C.P.R. di un cittadino straniero. Decisiva la mancata impugnazione di una delle autonome 'rationes decidendi' del giudice di merito, relativa alla non accertata veridicità del permesso di soggiorno estero.
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Revocatoria fallimentare: quando l’acquisto è a rischio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11150/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due acquirenti di un immobile contro un'azione di revocatoria fallimentare. La Corte ha ribadito che le tutele previste dal D.Lgs. 122/2005 non sono retroattive e ha confermato che la conoscenza dello stato di insolvenza del venditore (scientia decoctionis) può essere provata tramite indizi oggettivi come ipoteche e pignoramenti, valutati al momento del rogito notarile definitivo.
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Giudicato esterno: come blocca un nuovo processo
Una società ha impugnato una decisione della Corte d'Appello che riconosceva a un dipendente il diritto all'assunzione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione in base al principio del giudicato esterno, poiché una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti aveva già negato tale diritto. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i ricorsi di altri lavoratori relativi a un presunto trasferimento di ramo d'azienda, confermando che tale valutazione è una questione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Impresa cooptata: responsabilità e appello in Cassazione
Una società, definendosi 'impresa cooptata' in un'associazione temporanea di imprese (ATI), ha tentato di evitare il rimborso a una compagnia assicurativa che aveva pagato una polizza fideiussoria per l'ATI. La società ha sostenuto di non essere un'associata a pieno titolo e quindi non responsabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la qualificazione del ruolo di un'impresa sulla base di un contratto è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. La decisione della Corte d'Appello, che aveva considerato la società un'associata a tutti gli effetti, è stata quindi confermata.
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Revocatoria fallimentare: no esenzione per ritardi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società fornitrice contro un'azione di revocatoria fallimentare. La Corte ha stabilito che i pagamenti ricevuti da un'azienda poi fallita, seppur con un ritardo minimo, non possono beneficiare dell'esenzione prevista per i 'termini d'uso' quando avvengono in un contesto di conclamata difficoltà finanziaria del debitore, caratterizzato da precedenti inadempimenti e piani di rientro. Il contesto generale del rapporto commerciale prevale sulla mera esiguità del ritardo del singolo pagamento.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e contratti bancari
Due clienti hanno citato in giudizio una banca per presunte irregolarità su un conto corrente e un mutuo con ammortamento alla francese, tra cui l'anatocismo. Dopo la reiezione in Appello, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in toto, confermando la sentenza precedente. I motivi sono stati respinti perché criticavano la valutazione dei fatti del giudice di merito, potere non concesso in sede di legittimità.
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Requisiti di fallibilità: onere della prova del debitore
Una società immobiliare e la sua socia illimitatamente responsabile ricorrono in Cassazione contro la sentenza che ne ha dichiarato il fallimento. Contestano la sussistenza del credito vantato dalla società energetica istante e il superamento dei requisiti di fallibilità. La Suprema Corte rigetta il ricorso, affermando principi chiave: spetta al debitore l'onere della prova di non superare tutte le soglie dimensionali previste dalla legge; la valutazione del credito da parte del tribunale fallimentare è incidentale e non richiede un accertamento definitivo; per le società, il termine annuale per la dichiarazione di fallimento decorre dalla cancellazione dal registro delle imprese, non dalla cessazione di fatto dell'attività.
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Fallimento cooperativa: quando prevale sulla lca?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di concorrenza tra procedura di fallimento e liquidazione coatta amministrativa per una società cooperativa, prevale quella che per prima giunge a una formale declaratoria. L'ordinanza chiarisce che il momento determinante non è la presentazione della domanda, ma l'emissione del provvedimento di apertura (sentenza di fallimento o decreto di liquidazione). Nel caso specifico, il fallimento della cooperativa è stato confermato perché dichiarato prima che il procedimento amministrativo di liquidazione fosse concluso.
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Eccezione incompetenza territoriale: quando è tardiva?
Una società, dichiarata fallita, ha impugnato la decisione sostenendo un'eccezione incompetenza territoriale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'eccezione di incompetenza deve essere sollevata non oltre la prima udienza di comparizione. Presentarla in una memoria successiva, anche se autorizzata, la rende tardiva. I motivi relativi alla valutazione dello stato di insolvenza sono stati altresì respinti in quanto miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Cessione crediti in blocco: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13635/2024, ha stabilito che la cessione crediti in blocco ai sensi dell'art. 58 T.U.B. può comprendere anche la sola cessione di crediti, trasferendo all'acquirente l'intera titolarità del rapporto giuridico. Di conseguenza, la banca cedente perde la legittimazione passiva nelle cause relative a quel rapporto, che spetta unicamente alla banca cessionaria.
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Amministratore di fatto: quando il sequestro è valido
La Corte di Cassazione ha confermato un decreto di sequestro probatorio emesso nei confronti di un imprenditore, indagato per emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il ricorso si basava sulla presunta estraneità dell'indagato alla gestione societaria, ma la Corte ha ritenuto corretta la sua qualificazione come amministratore di fatto, basandosi su elementi concreti come l'utilizzo di fondi sociali per acquisti personali. La sentenza distingue nettamente tra le valutazioni di merito, non sindacabili in Cassazione, e le questioni di diritto, confermando la legittimità del sequestro.
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Sequestro probatorio: motivazione, limiti e validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro probatorio di un'area usata per l'autodemolizione. La motivazione del provvedimento, anche se concisa, è valida se è funzionale a compiere accertamenti sui fatti, come la classificazione dei rifiuti per verificare l'ipotesi di reato.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un debitore, dopo la vendita di immobili a un'amica, subisce un'azione revocatoria da parte di una società creditrice. Dopo il rigetto del suo ricorso in Cassazione, egli chiede la revocazione della decisione, lamentando un errore di fatto revocatorio. La Suprema Corte dichiara la richiesta inammissibile, specificando che un dissenso sulla valutazione delle prove costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non può quindi giustificare la revocazione della sentenza.
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Termini d’uso revocatoria: no esenzione per piani rientro
Una società creditrice ha ricevuto pagamenti da un'azienda, poi finita in amministrazione straordinaria, sulla base di un piano di rientro per debiti pregressi. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di tali pagamenti, stabilendo che non possono beneficiare dell'esenzione prevista per i pagamenti nei cosiddetti "termini d'uso revocatoria". L'ordinanza chiarisce che tale esenzione si applica solo alle transazioni fisiologiche e correnti dell'attività d'impresa, non a quelle che ristrutturano un debito già scaduto, poiché queste ultime sono indice della conoscenza dello stato di crisi del debitore.
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Fondo vittime mafia: estraneità, requisito essenziale
La Corte di Cassazione ha negato l'accesso al fondo vittime mafia ai familiari di una persona uccisa in un contesto di criminalità organizzata. La Corte ha confermato che la totale estraneità ad ambienti criminali è un requisito essenziale e immanente, che deve essere soddisfatto sia dalla vittima deceduta sia dai richiedenti. Una legge successiva che ha esplicitato tale condizione ha solo chiarito un principio già insito nella normativa originaria.
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Accertamento stato di insolvenza: la Cassazione decide
Una società in liquidazione ricorre in Cassazione contro la propria dichiarazione di fallimento, sostenendo un errato accertamento dello stato di insolvenza da parte dei giudici di merito. La società riteneva che i giudici avessero sottovalutato un ingente credito vantato verso una società estera e sopravvalutato un debito tributario non ancora definitivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'enorme debito erariale e l'incertezza sulla riscossione del credito erano sufficienti a dimostrare l'incapacità della società di soddisfare integralmente tutti i creditori, integrando così lo stato di insolvenza.
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Valore probatorio: la Cassazione chiarisce i limiti
Una richiesta di risarcimento per aggressione viene respinta in tutti i gradi di giudizio. La Cassazione, nel dichiarare inammissibile il ricorso, chiarisce il corretto valore probatorio da attribuire a filmati e referti medici, sottolineando che la diagnosi in essi contenuta è liberamente apprezzabile dal giudice. Viene inoltre ribadito il limite della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi.
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Impugnazione inammissibile: motivi di ricorso generici
La Corte di Cassazione dichiara l'impugnazione inammissibile in un caso di inadempimento contrattuale relativo a un trasporto internazionale. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano generici, non coglievano la vera ratio decidendi della sentenza d'appello e miravano a un inammissibile riesame dei fatti. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure specifiche e pertinenti in sede di legittimità.
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