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Protezione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La tutela legale o protezione giuridica, regolamentata da una direttiva della Comunità europea e recepita nell'ordinamento italiano nel 1991, è un contratto di assicurazione con il quale l’assicuratore, a fronte del pagamento di un premio, si obbliga a tenere a suo carico le spese legali e peritali e a fornire prestazioni di altra natura, come ad esempio la consulenza legale, necessarie all’assicurato per la difesa dei suoi interessi in sede giudiziale, in ogni tipo di procedimento, o in sede extragiudiziale, soprattutto allo scopo di conseguire il risarcimento dei danni subiti o per difendersi contro una domanda di risarcimento avanzata nei suoi confronti. Questa forma di assicurazione consente di affrontare una controversia legale o un processo con la serenità di essere sempre e comunque difesi. Talvolta, infatti, si tende a non difendere fino in fondo i propri interessi per paura di essere svantaggiati rispetto alla controparte, che appare economicamente più forte e quindi con maggiori possibilità di ottenere migliore assistenza legale, e consapevoli di non essere in grado di affrontare ingenti spese legali. Le prime forme di questa assicurazione furono realizzate in Francia nel XIX secolo: si trattava di garanzie a favore di medici per la riscossione degli onorari e per difenderli a fronte di loro eventuali responsabilità professionali. Le prime polizze, così come le intendiamo oggi, sono state realizzate dalla società Defense Automobile et Sportive in Francia nel 1917, e più precisamente nella città di Le Mans, per offrire una protezione ai partecipanti alla famosissima gara automobilistica della 24 Ore di Le Mans, per tutelarli nel caso avessero causato incidenti gravi. Categoria:Diritto delle assicurazioni

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Protezione umanitaria: la Cassazione e il contrasto
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un'Amministrazione centrale contro la decisione di merito che riconosceva la protezione umanitaria a un cittadino straniero. Rilevando l'esistenza di un significativo contrasto giurisprudenziale sulla materia, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a un'udienza pubblica. Tale scelta mira a garantire una decisione nomofilattica che possa uniformare l'interpretazione del diritto in tema di permessi per motivi umanitari.
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Protezione umanitaria: la Cassazione fa chiarezza
L'Amministrazione dell'Interno ha proposto ricorso contro la decisione di una Corte d'Appello che aveva riconosciuto la protezione umanitaria a un cittadino straniero. La Suprema Corte, esaminando il caso, ha rilevato l'esistenza di un significativo contrasto giurisprudenziale riguardante i criteri di concessione di tale tutela. Per garantire un'interpretazione uniforme della legge, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a un'udienza pubblica, sospendendo la decisione immediata per favorire un approfondimento nomofilattico.
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Espulsione dello straniero: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino straniero contro il decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura. Il Giudice di Pace aveva inizialmente confermato l'espulsione ignorando la situazione di pericolo nel paese d'origine. Tuttavia, la successiva concessione della protezione sussidiaria da parte del Tribunale e l'annullamento del provvedimento presupposto hanno reso l'atto illegittimo. La Suprema Corte ha deciso nel merito, annullando definitivamente il decreto prefettizio.
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Espulsione dello straniero e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di espulsione dello straniero condannato per traffico di ingenti quantità di eroina. Nonostante il ricorrente avesse invocato la pendenza di una domanda di protezione sussidiaria e l'esistenza di un legame matrimoniale, i giudici hanno ritenuto prevalente l'elevata pericolosità sociale. Tale giudizio si fonda sulla gravità del reato, sui precedenti specifici e sulla mancanza di un reale inserimento lavorativo e sociale nel territorio italiano. La Corte ha ribadito che l'espulsione dello straniero richiede un bilanciamento tra sicurezza pubblica e vita familiare, che nel caso di specie è risultato sfavorevole al condannato.
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Trattenimento CPR: validità e termini procedurali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero riguardante la legittimità del suo trattenimento CPR. Il ricorrente lamentava il superamento dei termini previsti per la procedura accelerata di protezione internazionale. La Suprema Corte ha stabilito che tali termini non hanno natura perentoria e che il ritardo amministrativo, se giustificato da un elevato afflusso di domande, non determina l'automatica cessazione della misura restrittiva, purché questa rimanga entro i limiti temporali fissati dal decreto di convalida.
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