Un Lavoratore, cittadino senegalese, ha chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria o della Protezione umanitaria, sostenendo di essere perseguitato per motivi etnici. La Corte d'Appello ha respinto la sua domanda, giudicando la sua storia non credibile e la situazione generale del Senegal non sufficiente a giustificare la protezione. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando una scorretta applicazione della legge sulla Protezione umanitaria e la mancata valutazione del suo inserimento lavorativo in Italia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le argomentazioni troppo generiche e non sufficientemente critiche rispetto alle motivazioni della sentenza di appello, in particolare sulla non credibilità della vicenda personale e sulla mancanza di elementi specifici per la Protezione umanitaria.
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