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Proscioglimento Ex Art. 129 Cod. Proc. Pen.

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48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso patteggiamento inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, ma la legge (art. 448, co. 2-bis c.p.p.) preclude questo specifico motivo di appello. Di conseguenza, il ricorso patteggiamento inammissibile ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina aggravata a seguito di patteggiamento. L'imputato aveva lamentato un vizio di motivazione relativo al mancato proscioglimento. La Corte ha stabilito che tale motivo non rientra tra quelli, tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., per i quali è consentito il ricorso patteggiamento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Ricorso patteggiamento: i motivi in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Un imputato, condannato per minaccia aggravata, ha impugnato la sentenza lamentando la mancata valutazione delle cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017 (art. 448, comma 2-bis c.p.p.), tale impugnazione è possibile solo per specifici motivi tassativamente elencati, tra cui non rientra quello sollevato dal ricorrente. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso Patteggiamento: i limiti dell’appello
Un imputato, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per reati di rissa, lesioni e porto di coltello, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Sosteneva che il giudice avrebbe dovuto assolverlo per mancanza di prove. La Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, chiarendo che la legge limita severamente i motivi di impugnazione per questo tipo di sentenze. Il ricorso è possibile solo per vizi specifici, come un errore sulla volontà dell'imputato o sulla qualificazione giuridica, non per una generica rivalutazione della colpevolezza.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per i reati di rapina e ricettazione. Il ricorso era basato unicamente su vizi relativi al trattamento sanzionatorio. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., il ricorso patteggiamento è consentito solo se si lamenta la mancata assoluzione dell'imputato per evidente innocenza, come previsto dall'art. 129 c.p.p., e non per contestare la pena concordata.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello per furto in abitazione, ha tentato di impugnare la sentenza per motivi di qualificazione giuridica e insussistenza del fatto. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude ulteriori doglianze, salvo errori manifesti o pene illegali, non riscontrati nel caso di specie.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti. Il ricorso era basato sulla presunta omessa valutazione da parte del giudice di merito delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 448-bis c.p.p., i motivi di ricorso sono tassativi e non includono il vizio di motivazione su questo specifico punto, condannando la ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è più possibile contestare nel merito la vicenda, come la presenza di aggravanti o la proporzionalità della sanzione. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso.
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