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Proscioglimento Ex Art. 129 Cod. Proc. Pen.

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48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso patteggiamento: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23178/2024, ha ribadito i severi limiti per impugnare una sentenza di patteggiamento. Il caso analizza l'inammissibilità del ricorso patteggiamento quando i motivi addotti, come la mancata assoluzione nel merito (ex art. 129 c.p.p.), non rientrano tra quelli tassativamente previsti dalla riforma del 2017. La decisione conferma che la valutazione delle prove è esclusa dalle possibili censure in sede di legittimità per questo rito.
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Ricorso concordato in appello: limiti e motivi ammessi
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello) per un reato di lieve entità legato a stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che con il ricorso concordato in appello si rinuncia a far valere gran parte dei motivi di impugnazione. L'impugnazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, ma non per riesaminare questioni di merito come la possibilità di un'assoluzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19088/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che, in tali casi, non è possibile contestare motivi rinunciati o la determinazione della pena, a meno che questa non sia palesemente illegale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di impugnazione, impedendo di sollevare in Cassazione questioni come la mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p. o la misura della pena concordata, salvo i casi di illegalità.
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Appello patteggiamento: i limiti fissati dalla legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per furto. L'analisi si concentra sui limiti dell'appello patteggiamento, che non può basarsi su una richiesta di proscioglimento, non rientrando tra i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis, c.p.p.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un'imputata, dopo aver concordato la pena in secondo grado per il reato di truffa tramite il meccanismo del 'patteggiamento in appello', ha presentato ricorso in Cassazione. Lamentava il mancato esame da parte della Corte d'Appello di eventuali cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la scelta del patteggiamento in appello implica la rinuncia ai motivi di impugnazione e limita la cognizione del giudice all'accordo sulla pena, senza imporre una nuova valutazione sul merito della causa.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso patteggiamento di un imputato che lamentava la mancata assoluzione. La Corte ricorda che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di ricorso contro la sentenza di patteggiamento sono tassativi e non includono la valutazione sulla responsabilità penale o sulla prova, che sono presupposti della richiesta stessa.
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Patteggiamento: l’appello è inammissibile
Un imputato, dopo aver concordato la pena tramite patteggiamento per reati di rapina, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la scelta del patteggiamento implica una rinuncia a contestare i fatti. La Corte ha chiarito che il giudice non è tenuto a una motivazione dettagliata sulla mancata assoluzione se non emergono prove evidenti di non colpevolezza, specialmente in presenza di ammissioni dello stesso imputato.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
Un'imputata, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'adesione al concordato in appello preclude la possibilità di sollevare motivi di doglianza a cui si è rinunciato, come la richiesta di assoluzione ex art. 129 c.p.p., confermando la solidità di questo istituto processuale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia a contestare la motivazione sulla pena e la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, rendendo il successivo ricorso per tali motivi non consentito.
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Ricorso concordato in appello: quando è inammissibile
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello', lamentando che il giudice non avesse motivato la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. per il proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il ricorso concordato in appello non può basarsi su motivi rinunciati con l'accordo, come la valutazione delle cause di non punibilità, ma solo su vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o all'illegalità della pena.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento presentato per motivi non previsti dalla legge. L'ordinanza chiarisce che, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., l'appello avverso una sentenza di patteggiamento è limitato a specifiche violazioni, escludendo una generica rivalutazione sulla necessità di proscioglimento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: i motivi non consentiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento in appello per rapina aggravata. L'ordinanza chiarisce che i motivi proposti erano manifestamente infondati, in particolare riguardo all'obbligo di motivazione sul proscioglimento ex art. 129 c.p.p., alla prescrizione bloccata dalla recidiva e alla sussistenza delle aggravanti.
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Ricorso patteggiamento: l’inammissibilità ex art. 448
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentata rapina. Il ricorso era basato sulla mancata valutazione, da parte del giudice, delle condizioni per un proscioglimento immediato. La Corte ribadisce che, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., tale motivo di ricorso patteggiamento è espressamente precluso, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: i limiti per sentenze di pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati avverso una sentenza di patteggiamento per rapina e lesioni. L'ordinanza chiarisce che il ricorso è limitato a specifici motivi, come la pena illegale, e non può contestare la mancata applicazione di una causa di proscioglimento se non palesemente evidente. La Corte ha ribadito che la pena è illegale solo se non rientra nei limiti edittali previsti dalla legge.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di 'concordato in appello' per reati legati agli stupefacenti. L'imputato lamentava la mancata valutazione delle condizioni per un proscioglimento immediato. La Corte ha ribadito che, aderendo al concordato, l'imputato rinuncia a tali doglianze, rendendo il ricorso proponibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà o all'illegalità della pena, non presenti nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: gli effetti del concordato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché l'imputato, avendo accettato un "concordato in appello", ha di fatto rinunciato a contestare la propria responsabilità, precludendo così ogni ulteriore esame nel successivo giudizio di legittimità, inclusa la valutazione delle condizioni per un proscioglimento.
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Ricorso patteggiamento: limiti di impugnazione
Un imputato presenta ricorso contro una sentenza di patteggiamento per lesioni personali, lamentando la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. (cause di non punibilità). La Corte di Cassazione dichiara il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che l'impugnazione di tali sentenze è circoscritta dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. a motivi tassativi, tra cui non rientra la mancata verifica di cause di proscioglimento. Il ricorso è stato inoltre ritenuto generico.
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Patteggiamento in appello: no obbligo di motivazione
Un imputato ricorre in Cassazione lamentando che la Corte d'Appello, nell'applicare la pena concordata tramite patteggiamento in appello per rapina, non abbia valutato le cause di proscioglimento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che in questa procedura il giudice non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento dell'imputato.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il difensore sosteneva che il giudice non avesse valutato la possibilità di un'assoluzione immediata. La Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è possibile solo per motivi specifici, tra cui non rientra la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p., consolidando la stabilità di questo rito alternativo.
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