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Proroga

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214 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Regime 41-bis: proroga senza nuovi fatti di reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro la proroga del regime 41-bis. I difensori lamentavano la mancata valutazione dell'attualità della pericolosità del detenuto. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che per la proroga non sono necessari fatti sopravvenuti, essendo sufficiente la permanenza delle condizioni di pericolo originarie, purché la decisione sia adeguatamente motivata. Il controllo della Cassazione è limitato alla violazione di legge e non può estendersi al merito della valutazione sulla pericolosità.
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Proroga regime 41-bis: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto con un passato ruolo di vertice in un'organizzazione criminale. Nonostante la sua recente collaborazione con la giustizia, i giudici hanno ritenuto persistente la sua capacità di mantenere collegamenti con l'esterno. La decisione sottolinea che, per la proroga del regime 41-bis, la valutazione deve considerare la pericolosità complessiva del soggetto, e la sola collaborazione non è sufficiente a dimostrare un'irreversibile rottura con il sodalizio di appartenenza, specialmente in presenza di elementi contrari come il suo inserimento in un elenco di stipendiati del clan fino a tempi recenti.
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Proroga 41-bis: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro la proroga del regime detentivo speciale 41-bis. L'ordinanza chiarisce che, per estendere tale misura, non sono indispensabili fatti nuovi, essendo sufficiente una valutazione ponderata della persistente pericolosità del detenuto e della sua mancata dissociazione dall'organizzazione criminale. La Corte sottolinea che una motivazione adeguata sul ruolo del condannato e sull'assenza di elementi positivi di recupero giustifica la proroga.
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Proroga termini custodia cautelare: la Cassazione decide
Una persona, detenuta per un grave reato, ha impugnato la decisione di estendere la sospensione dei termini di custodia cautelare. L'estensione era dovuta alla concessione di più tempo alla Corte d'Appello per depositare le motivazioni della sentenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la proroga termini custodia cautelare è legittima a condizione che il giudice emetta un nuovo e specifico provvedimento di sospensione per il periodo aggiuntivo. Questa procedura garantisce il controllo giurisdizionale e il rispetto dei diritti della difesa.
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Proroga termini accertamento: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, stabilisce un principio fondamentale sulla proroga termini accertamento fiscale in caso di calamità naturali. Ha chiarito che un'ordinanza ministeriale contingibile e urgente che estende i termini non è superata da una legge successiva che non la menziona esplicitamente. La Corte distingue tra 'proroga' e 'sospensione', affermando la legittimità degli avvisi di accertamento notificati entro il nuovo termine prorogato, accogliendo così il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Proroga 41-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che, in sede di legittimità, non si possono contestare le valutazioni di merito sulla pericolosità attuale del soggetto, ma solo le violazioni di legge. Poiché il provvedimento impugnato era adeguatamente motivato sulla persistenza dei legami con l'associazione criminale, il ricorso è stato respinto.
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Proroga trattenimento straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità della proroga del trattenimento di un cittadino straniero. Il caso riguardava un ricorso contro il decreto di un Giudice di pace che aveva esteso il periodo di trattenimento nonostante un presunto ritardo dell'amministrazione nell'avviare le procedure di identificazione. La Corte ha stabilito che un mero ritardo, se valutato isolatamente, non è sufficiente a rendere illegittima la proroga trattenimento straniero. È necessario valutare la sussistenza complessiva di gravi difficoltà nel rimpatrio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Proroga 41-bis: quando è legittima la conferma?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo legittima la proroga 41-bis per un detenuto. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove di dissociazione e data la persistente pericolosità sociale e capacità di collegamento con l'organizzazione criminale, la motivazione della proroga non può considerarsi apparente ma è fondata su una corretta valutazione dei presupposti di legge.
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Trattenimento stranieri: il controllo del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di trattenimento stranieri. Il giudice, nel convalidare o prorogare la detenzione di un cittadino extracomunitario in un CPR, ha il dovere di effettuare un controllo completo e approfondito su tutta la catena di atti amministrativi che hanno portato alla misura restrittiva. Questo include anche i provvedimenti iniziali, come il decreto di respingimento, anche se non sono stati direttamente impugnati. La mancata produzione di tali atti in giudizio impedisce una valutazione sulla legittimità della procedura e, di conseguenza, la detenzione non può essere convalidata. La sentenza sottolinea come la tutela della libertà personale richieda un sindacato giurisdizionale pieno e non un mero riscontro formale.
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Proroga contratto a termine: la data che conta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4654/2025, ha stabilito un principio cruciale per la proroga contratto a termine. Se la legge cambia tra la data di firma e la data di efficacia della proroga, si applica la normativa in vigore nel momento in cui la proroga inizia a produrre i suoi effetti. Nel caso specifico, una proroga firmata prima dell'entrata in vigore delle norme più restrittive del "Decreto Dignità" ma con decorrenza successiva è stata giudicata illegittima per mancanza della causale, portando alla conversione del rapporto in tempo indeterminato.
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Proroga 41-bis: la Cassazione e i suoi requisiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga 41-bis. L'ordinanza chiarisce che per confermare il regime speciale non sono necessari fatti nuovi, essendo sufficiente una motivazione che attesti la persistenza della capacità del soggetto di mantenere legami con l'organizzazione criminale e della sua pericolosità sociale.
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Proroga 41-bis: la Cassazione chiarisce i criteri
Un detenuto in ergastolo, ex figura di spicco di un'organizzazione mafiosa, contesta la proroga del regime 41-bis. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, ritenendo legittima la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La sentenza sottolinea come, per la proroga 41-bis, siano determinanti il ruolo apicale ricoperto in passato, l'operatività attuale del clan e il persistente rischio di contatti con l'esterno, elementi che superano la presunta dissociazione del detenuto.
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Opposizione atti esecutivi: il calcolo del termine
Una recente ordinanza della Cassazione ha annullato una sentenza di merito per errato calcolo del termine perentorio di 20 giorni previsto per l'opposizione atti esecutivi. La Corte ha ribadito che, se il termine scade in un giorno festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo. Il caso riguardava un'opposizione a una cartella di pagamento presentata da un avvocato contro la propria cassa di previdenza. Il Tribunale aveva erroneamente dichiarato l'opposizione inammissibile per tardività, non considerando che l'ultimo giorno utile cadeva di domenica.
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Proroga termine processuale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla tempestività di un ricorso la cui scadenza cadeva in un giorno festivo (venerdì), seguito da un sabato. La Corte ha stabilito che la proroga del termine processuale si estende fino al primo giorno non festivo successivo, quindi al lunedì. Nel merito, ha rigettato il ricorso di un cliente contro i suoi ex avvocati per presunta negligenza professionale, confermando la decisione della Corte d'Appello che non aveva riscontrato un nesso causale tra la condotta dei legali e il danno lamentato.
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