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Proroga Tacita

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'estensione di un termine contrattuale che non avviene con un accordo scritto, ma si desume dal comportamento concludente delle parti, che agiscono come se il termine non fosse scaduto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Proroga tacita pubblico impiego: no senza un atto formale
Una lavoratrice continua a prestare servizio per un Comune anche dopo la revoca formale della proroga del suo contratto. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un punto fondamentale: la proroga tacita pubblico impiego non è ammissibile. A differenza del settore privato, nel lavoro con la Pubblica Amministrazione ogni estensione contrattuale deve basarsi su un atto scritto e formale dell'organo competente. La semplice continuazione dell'attività lavorativa non è sufficiente a sanare la mancanza di una valida delibera. Di conseguenza, la Corte ha dato ragione al Comune, annullando la precedente decisione favorevole alla dipendente e stabilendo che il rapporto di lavoro era illegittimamente proseguito.
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Proroga Tacita: Silenzio Salva Contratto, l’Acquirente Perde la Caparra
La Cassazione ha stabilito che il comportamento delle parti dopo la scadenza di un termine non essenziale in un contratto preliminare può integrare una **proroga tacita del termine**. Nel caso specifico, un'acquirente immobiliare ha comunicato la risoluzione del contratto per mancata approvazione di un progetto edilizio entro la data pattuita, ma solo dopo che il progetto era stato approvato tardivamente e dopo aver continuato le trattative. I giudici hanno ritenuto che il silenzio e la prosecuzione dei rapporti dopo la scadenza avessero prorogato il termine. Di conseguenza, il recesso dell'acquirente è stato considerato ingiustificato, legittimando i venditori a trattenere la caparra versata.
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Riconoscimento sentenze straniere: regole e limiti
La Corte di Cassazione ha confermato la validità del riconoscimento sentenze straniere emesse da un tribunale russo in merito alla restituzione di un prestito tra privati. Il ricorrente contestava la giurisdizione del giudice estero e sosteneva che la dazione di una ingente somma in contanti violasse l'ordine pubblico italiano e le norme anti-riciclaggio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione straniera si intende tacitamente accettata se non contestata nel primo grado di giudizio estero e che le regole probatorie o i limiti all'uso del contante non costituiscono una violazione dei principi cardine dell'ordinamento internazionale.
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Imposta comunale pubblicità: stop aumenti dopo 2012
Una società ha richiesto il rimborso per l'imposta comunale pubblicità versata in eccesso dal 2012 al 2017. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le maggiorazioni tariffarie deliberate dai Comuni prima del 2012 non potevano essere prorogate, neanche tacitamente, per gli anni successivi. L'abrogazione della norma che consentiva tali aumenti ha reso illegittima la loro applicazione a partire dal 2013.
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Proroga tacita contratto PA: truffa e peculato
Una professionista sanitaria è stata condannata per truffa aggravata e peculato d'uso per aver modificato le procedure di pagamento a seguito della scadenza di una convenzione con l'ente sanitario pubblico. La Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile, affermando che la "proroga tacita contratto PA", avvenuta per garantire la continuità del servizio, non autorizzava la professionista a deviare dalle regole amministrative, causando un danno economico all'ente.
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