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Proprietà Industriale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il complesso dei diritti esclusivi che tutelano marchi, brevetti, modelli e disegni industriali a favore del legittimo creatore o titolare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concorrenza sleale: La Cassazione ribalta la competenza
Un'Azienda Ricorrente ha accusato un'Azienda Intimata, suo ex fornitore, di **concorrenza sleale** e appropriazione indebita di clientela e informazioni riservate. L'Azienda Intimata avrebbe usato la denominazione e le informazioni della Ricorrente per accaparrarsi clienti nel settore della raccolta batterie esauste. Il Tribunale aveva inizialmente ritenuto la causa non rientrante nella materia della proprietà industriale, declinando la propria competenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le controversie sulla concorrenza sleale che interferiscono con i diritti di proprietà industriale, inclusi i segni distintivi non registrati (come la ragione sociale), rientrano nella competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa. La causa torna al Tribunale di Firenze, sezione specializzata.
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Peluche con monogramma: la contraffazione di marchi è reato grave
Un imprenditore importava in Italia oltre 2.500 peluche a forma di orsetto che riproducevano, sulle orecchie e sulle zampe, una trama graficamente quasi identica al celebre monogramma registrato da una nota casa di moda. La Corte di Appello condannava l'amministratore per i delitti di ricettazione e commercio di prodotti con segni falsi a due mesi di reclusione con la sospensione condizionale. L'imputato proponeva ricorso per Cassazione, sostenendo l'applicabilità della meno grave fattispecie di fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la contraffazione di marchi idonea a ingannare i consumatori lede direttamente la fede pubblica e integra il più grave delitto previsto dal codice penale.
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Proprietà industriale: limiti alla solidarietà
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due imprenditori agricoli condannati per la riproduzione abusiva di varietà vegetali protette, violando le norme sulla Proprietà industriale. Nonostante la prescrizione del reato, i giudici hanno confermato la responsabilità civile basata sulla consapevolezza della violazione del brevetto comunitario. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la condanna al risarcimento in solido, stabilendo che, in assenza di un concorso diretto o di un evento dannoso unitario, le responsabilità risarcitorie devono essere valutate individualmente in base alle specifiche condotte e alla gravità dei fatti contestati a ciascun imputato.
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Doppia incriminazione e mandato di arresto europeo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della consegna di un cittadino straniero alle autorità tedesche in esecuzione di un mandato di arresto europeo per reati legati alla contraffazione di borse di lusso. Il ricorrente contestava la sussistenza della doppia incriminazione, sostenendo che la condotta non fosse punibile in Italia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, precisando che per la consegna non occorre una perfetta coincidenza tra le norme incriminatrici, ma è sufficiente che il fatto storico sia punibile in entrambi gli ordinamenti, come avviene nel caso di specie attraverso la tutela della proprietà industriale.
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Proprietà industriale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice di società, condannata per aver importato prodotti in ceramica in violazione della proprietà industriale di un noto marchio. L'imputata sosteneva che i beni fossero autorizzati da un precedente accordo transattivo, ma la Corte ha respinto i motivi del ricorso, chiarendo i limiti del vizio di travisamento della prova e l'inammissibilità di censure procedurali non correttamente formulate.
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