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Promessa Di Pagamento

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66 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Promessa di pagamento: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una debitrice relativo a una promessa di pagamento. La decisione si fonda sul fatto che la sentenza d'appello era sorretta da una doppia motivazione e la ricorrente ne aveva impugnata solo una, rendendo la censura irrilevante. Il caso riguardava degli assegni firmati dalla madre della titolare del conto, usati come prova di un debito commerciale.
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Promessa di pagamento: cambiale prescritta vale ancora
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 419/2025, ha stabilito che una serie di cambiali, sebbene prescritte per l'azione cambiaria diretta, conservano la loro validità come promessa di pagamento. Questa qualificazione dispensa il creditore dall'onere di provare il rapporto sottostante e sposta sul debitore il compito di dimostrare l'inesistenza del debito. La Corte ha rigettato il ricorso del debitore, il quale contestava l'irregolarità fiscale dei titoli e invocava una prescrizione più breve, confermando che l'azione basata sulla promessa di pagamento si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.
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Promessa di pagamento: onere della prova e assegno
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo basato su un assegno, negando l'esistenza del prestito sottostante e sostenendo anzi un proprio credito verso l'ex amministratore. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, chiarendo che quando il debitore contesta specificamente il titolo del debito (il "perché" della dazione di denaro), l'onere di provare il contratto di mutuo torna in capo al creditore. La sola promessa di pagamento derivante dall'assegno non è sufficiente se il creditore non dimostra il fondamento della sua pretesa.
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Cambiale incompleta: vale come promessa di pagamento?
Un creditore aveva ottenuto un decreto ingiuntivo basato su alcune cambiali. Gli eredi del debitore si erano opposti, sostenendo che i titoli fossero incompleti e quindi nulli. Il Tribunale aveva dato loro ragione, revocando il decreto. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che una cambiale incompleta, sebbene non valida come titolo di credito, funge da promessa di pagamento. Questo inverte l'onere della prova: spetta al debitore dimostrare l'inesistenza del debito. Poiché gli eredi non hanno fornito tale prova, il decreto ingiuntivo è stato confermato.
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Assegno senza data: la sua validità come promessa
Una sentenza analizza il caso di un'opposizione a un decreto ingiuntivo basato su un assegno senza data. L'assegno era stato emesso come garanzia in una compravendita immobiliare. A seguito dell'inadempimento del venditore, l'acquirente ha chiesto il doppio della caparra. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando che un assegno senza data, sebbene nullo come titolo di credito, costituisce una valida promessa di pagamento, invertendo l'onere della prova a carico del debitore, che non è riuscito a dimostrare l'estinzione del debito.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: guida al caso
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo per fatture insolute, contestando la competenza territoriale e la validità delle prove. Durante la causa, la società salda il debito. Il Tribunale di Milano respinge l'opposizione a decreto ingiuntivo, confermando la legittimità del credito e condannando l'opponente al pagamento delle spese legali. La sentenza chiarisce che il pagamento, sebbene porti alla revoca del decreto, costituisce un'acquisizione definitiva della somma da parte del creditore quando l'opposizione è infondata.
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