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Programma Trattamentale

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il piano individualizzato di rieducazione e reinserimento sociale predisposto per ogni detenuto, che include attività lavorative, formative e ricreative.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Revoca della detenzione domiciliare: violazioni e carcere
Il Tribunale di sorveglianza dispone la revoca della detenzione domiciliare a carico di un condannato a causa delle sue reiterate violazioni delle prescrizioni imposte. L'uomo si allontanava ingiustificatamente di notte dalla propria abitazione provocando anche un incidente stradale. Inoltre, la moglie manifestava timore per possibili condotte violente rifiutando di accoglierlo ulteriormente in casa. Il condannato impugna il provvedimento lamentando una presunta sproporzione e la mancata considerazione del percorso rieducativo svolto. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la revoca della misura alternativa. I giudici evidenziano che l'inosservanza delle prescrizioni e l'assenza di una reale adesione al percorso risocializzante giustificano pienamente il ripristino della carcerazione ordinaria.
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Misura alternativa della semilibertà: ammesso il volontariato
Il Tribunale di Sorveglianza concedeva a un detenuto la misura alternativa della semilibertà per svolgere attività di volontariato come cuoco. Il Procuratore Generale impugnava il provvedimento, contestando la mancata valutazione della pericolosità sociale del soggetto, legata a vecchi procedimenti per reati associativi e a presunti legami con la criminalità organizzata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'accusa. I giudici di legittimità hanno evidenziato che il Tribunale di Sorveglianza ha motivato correttamente la decisione: i reati contestati risalivano a oltre vent'anni prima, il detenuto aveva mostrato un eccellente percorso rieducativo e l'attività di volontariato proposta era idonea al reinserimento. La Cassazione ha ribadito che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità se la motivazione del giudice di merito è logica e completa.
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Revoca della detenzione domiciliare: no a scuse sugli orari
Il Tribunale di sorveglianza ha disposto la revoca della detenzione domiciliare nei confronti de Il Condannato a causa delle sue ripetute violazioni. L'uomo non si era presentato presso il SERd entro i termini stabiliti e aveva saltato tre convocazioni consecutive. Il Condannato ha fatto ricorso in Cassazione, giustificando le assenze con l'incompatibilità degli orari di uscita autorizzati. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del provvedimento. I giudici hanno evidenziato che il comportamento non collaborativo e la reiterazione delle violazioni dimostrano l'incompatibilità del soggetto con il percorso rieducativo. Di conseguenza, la revoca della detenzione domiciliare è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Droga in casa: confermata la revoca della detenzione domiciliare
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della detenzione domiciliare per un uomo trovato in possesso di hashish nella sua abitazione. I giudici hanno stabilito che commettere un nuovo reato durante l'esecuzione della misura alternativa dimostra l'inidoneità del percorso rieducativo e la sua pericolosità sociale. La detenzione di stupefacenti viola gravemente le condizioni del beneficio, rendendo inevitabile il ritorno in carcere. Il ricorso del condannato è stato dichiarato inammissibile, con l'aggiunta di una condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Semilibertà e volontariato: via libera dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale contro la concessione della semilibertà a un detenuto. La Corte ha stabilito che un'attività di volontariato non retribuita è sufficiente per il percorso di reinserimento, se supportata da una revisione critica del passato e dall'assenza di attuale pericolosità sociale, valutata sulla base del comportamento post-condanna e non solo sulla gravità dei reati commessi.
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Liberazione anticipata: condotte negative successive
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata a un detenuto a causa di gravi illeciti disciplinari (intimidazione e uso di droghe) commessi dopo il semestre oggetto di valutazione. La sentenza stabilisce che condotte negative successive possono retroattivamente inficiare il giudizio sulla partecipazione al percorso rieducativo, dimostrando la non genuinità del ravvedimento.
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