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Procedura Ablativa

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'insieme degli atti amministrativi con cui la Pubblica Amministrazione acquisisce forzatamente la proprietà di un bene privato per motivi di pubblica utilità, come nel caso di un esproprio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso indennità di esproprio: la Regione non paga
Un Consorzio costruttore ha chiesto tramite ingiunzione il rimborso indennità di esproprio a un Ente Regionale per opere viarie realizzate dopo il terremoto. L'Ente Regionale ha contestato il debito. La legge statale prevede il passaggio delle strade al demanio regionale, ma riserva all'ente statale concedente i debiti per fatti antecedenti al trasferimento. La Corte d'Appello ha condannato la Regione, ritenendo trasferite le vertenze già concluse. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto e revocato l'ingiunzione. I giudici hanno stabilito che l'ente statale risponde di tutte le obbligazioni sorte da fatti anteriori alla cessione stradale, escludendo ogni debito a carico dell'amministrazione regionale.
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Rimborso indennità di esproprio: la Regione non paga i vecchi debiti
Un consorzio costruttore ottiene un decreto ingiuntivo contro un ente regionale per ottenere il rimborso indennità di esproprio anticipate ai proprietari dei terreni durante la costruzione di un raccordo stradale. L'opera pubblica era stata originariamente gestita dall'ente statale delle strade e solo in seguito trasferita al patrimonio della Regione. La Regione si oppone alla richiesta eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva. I giudici di merito danno torto all'ente territoriale ritenendolo subentrato in tutti i debiti. La Corte di Cassazione ribalta il verdetto accogliendo il ricorso regionale. I Supremi Giudici stabiliscono che i debiti per espropri basati su atti e fatti anteriori al trasferimento restano a carico dell'ente statale cedente. Di conseguenza la Cassazione revoca definitivamente l'ingiunzione di pagamento.
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Rimborso indennità di esproprio: la Regione vince in Cassazione
Un consorzio concessionario per la ricostruzione stradale ha anticipato ai proprietari terrieri somme dovute per servitù di elettrodotto. Successivamente ha azionato un decreto ingiuntivo contro l'Ente Regionale per ottenere il rimborso indennità di esproprio. L'Ente Regionale ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, sostenendo che tali obblighi gravassero sull'ente statale delle strade. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione regionale, ritenendo che il passaggio del bene al demanio locale comportasse il subentro nei debiti derivanti da contenziosi già conclusi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Regionale: per tutti i contenziosi originati da fatti anteriori alla data limite stabilita dalla legge, la competenza e l'onere economico restano a carico dell'ente statale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha revocato definitivamente l'ingiunzione di pagamento emessa contro la Regione.
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Indennità di espropriazione e valore del suolo
Un ente pubblico per lo sviluppo industriale ha espropriato un terreno privato destinato a infrastrutture produttive. I proprietari hanno contestato la quantificazione dell'indennità di espropriazione stabilita dalla Corte di Appello. I ricorrenti chiedevano una stima basata su una compravendita stipulata anni dopo a prezzi superiori e contestavano l'utilizzo degli accordi di cessione volontaria stipulati dall'ente per terreni limitrofi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei privati. I giudici hanno chiarito che il confronto con vendite successive non è utilizzabile se l'area ha acquistato maggior valore solo dopo le opere pubbliche. La stima basata sugli atti di cessione di suoli non ancora urbanizzati rappresenta fedelmente il valore di mercato al momento dell'esproprio.
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Indennità di esproprio: i registri pubblici battono l’eredità
Due sorelle hanno contestato la quantificazione dell'indennità di esproprio per un terreno occupato dal Comune, sostenendo di esserne comproprietarie. Tuttavia, i registri immobiliari indicavano una congregazione religiosa come unica proprietaria dell'area espropriata. La Corte d'Appello ha respinto la domanda per difetto di legittimazione attiva, decisione poi confermata dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno chiarito che l'opposizione alla stima dell'indennità di esproprio spetta solo a chi risulta proprietario dai registri immobiliari o catastali, o a chi dimostri concretamente tale qualità in contrasto con la procedura di esproprio. Non basta contestare la correttezza delle trascrizioni senza fornire prove documentali valide. Il ricorso delle sorelle è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese di giudizio.
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Notifica dell’esproprio al Catasto: il vero proprietario perde
Il Proprietario Effettivo ha impugnato la procedura di esproprio di un terreno ereditato, lamentando che il Consorzio espropriante avesse inviato la notifica dell'esproprio solo al precedente intestatario catastale e non a lui. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che la Pubblica Amministrazione non deve svolgere indagini complesse: è sufficiente inviare gli atti a chi risulta proprietario nei registri catastali. Questa modalità non rende invalido l'esproprio, ma impedisce solo la decorrenza dei termini di decadenza per l'impugnazione da parte del vero proprietario. Poiché il Proprietario Effettivo era comunque a conoscenza del procedimento e non ha dimostrato vizi sostanziali, l'esproprio resta pienamente valido ed efficace.
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Ritardo PA: plusvalenza da esproprio non imponibile, vince il cittadino
Un cittadino riceve nel 2004 l'indennità per un terreno espropriato nel 1988. Nel frattempo, una legge del 1991 ha introdotto una tassa sulla plusvalenza. L'Agenzia delle Entrate pretende il pagamento della tassa in base al 'principio di cassa' (si tassa quando si incassa). La Cassazione dà ragione al cittadino, stabilendo un principio fondamentale: la plusvalenza da esproprio non imponibile se il pagamento dell'indennità subisce un ritardo ingiustificato da parte della Pubblica Amministrazione. Il contribuente non deve essere danneggiato da una nuova legge sfavorevole, applicabile solo a causa del ritardo dell'ente pubblico. Di conseguenza, il cittadino ottiene il rimborso delle tasse versate.
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Espropriazione: danni al Giudice Amministrativo, indennizzo al Civile
Una proprietaria cita in giudizio un Comune per l'occupazione di un suo fondo, divenuta illegittima per la mancata emissione del decreto di esproprio. La cittadina chiede la restituzione del bene, il risarcimento dei danni e un indennizzo per il periodo di occupazione legittima. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, interviene per definire il corretto riparto di giurisdizione espropriazione. Stabilisce che le domande di restituzione e risarcimento danni per il comportamento illecito del Comune spettano al giudice amministrativo. La sola domanda di indennizzo per il periodo di occupazione inizialmente legittima, invece, rientra nella competenza del giudice ordinario.
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Indennità aggiuntiva esproprio: la legge applicabile
Un coltivatore diretto ha richiesto un'indennità aggiuntiva per esproprio di un terreno agricolo. La Provincia Autonoma ha contestato la richiesta come tardiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa da applicare è quella in vigore all'inizio della procedura espropriativa, non una legge successiva più restrittiva. Di conseguenza, il diritto del coltivatore non era decaduto, ribaltando la decisione della Corte d'Appello.
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