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Principio Di Non Discriminazione

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89 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Divisore orario e discriminazione part-time: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società concessionaria autostradale per aver applicato un divisore orario meno favorevole a un lavoratore part-time turnista rispetto ai colleghi a tempo pieno. La sentenza ribadisce il fondamentale principio di non discriminazione part-time, secondo cui la retribuzione oraria deve essere calcolata in modo equo, indipendentemente dall'orario ridotto. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso dell'azienda, inclusa l'eccezione di prescrizione, affermando che il termine decorre dalla fine del rapporto di lavoro.
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Discriminazione part-time: no a carriera più lenta
La Corte di Cassazione ha stabilito che negare a una lavoratrice part-time la stessa progressione di carriera prevista per i colleghi a tempo pieno costituisce una forma di discriminazione part-time. La sentenza analizzata chiarisce che la progressione di carriera rientra tra le "condizioni di impiego" tutelate dal principio di non discriminazione di derivazione europea. Di conseguenza, un'interpretazione del contratto collettivo che escluda i lavoratori part-time dagli avanzamenti di livello automatici, basandosi sulla presunzione di una minore professionalità acquisita, è illegittima. La Corte ha cassato la decisione precedente, affermando il diritto della lavoratrice al corretto inquadramento e alle relative differenze retributive.
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Anzianità di servizio e precari: la Cassazione decide
Una ricercatrice, stabilizzata dopo anni di contratti a termine, si è vista negare la progressione di carriera basata sull'anzianità di servizio maturata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20076/2025, ha accolto il suo ricorso. Ha stabilito che, in base al principio europeo di non discriminazione, l'anzianità di servizio pregressa deve essere pienamente riconosciuta. La mancata valutazione da parte del datore di lavoro non può essere un ostacolo; anzi, l'azienda è tenuta ad attivarla una volta maturati i requisiti.
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Riconoscimento anzianità precari: sì alla carriera
Una ricercatrice, assunta a tempo indeterminato dopo anni di contratti a termine, si è vista negare la progressione di carriera basata sull'anzianità pre-ruolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di non discriminazione impone il pieno riconoscimento dell'anzianità dei precari. Il datore di lavoro pubblico non può negare la progressione stipendiale adducendo la mancata valutazione della performance, ma ha l'obbligo di attivarla considerando l'intero periodo di servizio.
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Carta Docenti: Sì anche ai precari. La sentenza
Il Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, ha accolto il ricorso di una docente precaria, riconoscendole il diritto a ricevere la 'Carta Docenti' da 500 euro per gli anni scolastici in cui ha lavorato con contratti a tempo determinato. La sentenza stabilisce che escludere i docenti precari da questo beneficio viola il principio di non discriminazione sancito dal diritto dell'Unione Europea e dalla Costituzione italiana, poiché la necessità di formazione continua è identica a quella dei docenti di ruolo. Di conseguenza, l'amministrazione scolastica è stata condannata al pagamento delle somme non corrisposte per gli anni di servizio precario.
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Carta del docente ai precari: la sentenza di Bergamo
Con la sentenza del 9 luglio 2025 (N. R.G. 877/25), il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il diritto alla Carta del docente anche per gli insegnanti precari. La decisione stabilisce che escludere i docenti con contratto a tempo determinato dal bonus di 500€ per la formazione costituisce una discriminazione illegittima, in linea con la giurisprudenza europea e nazionale. Il Ministero è stato condannato a erogare il beneficio per gli anni scolastici dal 2020/21 al 2022/23.
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Progressione economica supplenti: sì alla parità
Con la sentenza n. 7658/2019, la Cass. Civ., Sez. Lavoro, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione. Il caso riguardava il diritto alla progressione economica supplenti, negata a un'assistente amministrativa con contratti a termine. La Corte ha preso atto della rinuncia del Ministero, basata sull'ormai consolidato orientamento che vieta la discriminazione retributiva tra personale di ruolo e precario, in linea con la direttiva UE 1999/70/CE.
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Pensione invalidità stranieri: basta un soggiorno stabile
Un cittadino straniero con permesso per cure mediche di 10 mesi ha richiesto la pensione di invalidità. L'ente previdenziale ha negato la prestazione per la durata del permesso inferiore all'anno. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, accordando la pensione. Ha stabilito che per la pensione invalidità stranieri non conta la durata formale del singolo permesso, ma la stabilità e non occasionalità del soggiorno, valutabile anche tramite i rinnovi successivi.
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Carta del Docente Precari: Sì al Bonus di 500€
Un docente con contratti a tempo determinato per gli anni scolastici 2019-2023 ha richiesto e ottenuto il riconoscimento del diritto alla Carta del Docente. Il Tribunale di Pescara, basandosi sul principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea e dalla giurisprudenza nazionale, ha condannato l'amministrazione scolastica ad attribuire al ricorrente il bonus di 500 euro annui per l'aggiornamento professionale, disapplicando la norma interna che lo riservava ai soli docenti di ruolo.
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