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Principio Di Collaborazione E Buona Fede

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Dovere reciproco di correttezza e lealtà che deve caratterizzare i rapporti tra l'amministrazione finanziaria e il contribuente, evitando comportamenti pretestuosi o inutilmente vessatori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso delle ritenute d’acconto: il Fisco perde contro la banca
Una banca ha richiesto il rimborso delle ritenute d'acconto relative all'anno d'imposta 1991, presentando quaranta attestati rilasciati dai sostituti d'imposta. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso, sostenendo che spettasse al contribuente dimostrare l'effettivo versamento delle somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che il certificato del sostituto d'imposta costituisce prova idonea della ritenuta subita. Inoltre, in base al principio di collaborazione e buona fede, l'Amministrazione finanziaria non può pretendere dal cittadino documenti o informazioni che già possiede nei propri archivi informatici. Spetta quindi all'ufficio dimostrare l'eventuale mancato versamento se intende negare il rimborso.
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Riduzione TASI immobile inagibile: lavori non bastano, serve prova
Una società ha richiesto la riduzione TASI per immobile inagibile sostenendo che il Comune fosse a conoscenza dei lavori di ristrutturazione in corso. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiaro: la semplice comunicazione di inizio lavori non è sufficiente per ottenere lo sconto fiscale. Per beneficiare della riduzione TASI per immobile inagibile, il contribuente ha l'onere di dimostrare l'effettivo stato di inagibilità con prove specifiche, come una perizia tecnica o una dichiarazione sostitutiva. La conoscenza dei lavori da parte del Comune non implica automaticamente il riconoscimento dello stato di degrado richiesto dalla legge. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare l'imposta per intero.
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Esenzione TARI immobile inutilizzabile: vince chi prova, non chi firma
Un contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU) relativa a un immobile in ristrutturazione. Pur non avendo presentato una formale denuncia di variazione, aveva comunicato al Comune l'inizio dei lavori. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'esenzione TARI per un immobile inutilizzabile: la comunicazione formale non è necessaria se l'ente impositore era già a conoscenza dello stato dell'immobile attraverso altri atti ufficiali. Basandosi sul principio di collaborazione e buona fede, la Corte ha dato ragione al contribuente, affermando che la sostanza prevale sulla forma. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione IMU Sisma: Vince l’Azienda anche senza Certificato
Una società immobiliare si oppone a un avviso di accertamento IMU per un immobile danneggiato dal sisma del 2012. Il Comune pretendeva il pagamento perché la società non aveva richiesto un certificato formale di inagibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale a favore del contribuente: per ottenere l'esenzione IMU sisma, non è sempre necessaria un'ordinanza di sgombero o un certificato. È sufficiente che il contribuente abbia comunicato i danni al Comune, mettendolo in condizione di effettuare le verifiche. In base al principio di collaborazione e buona fede, l'inerzia del Comune nel certificare l'inagibilità non può danneggiare il cittadino. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, dando ragione alla società.
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IMU immobile inagibile: no richiesta se il Comune sa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione del 50% dell'IMU per un immobile inagibile spetta anche senza una richiesta formale da parte del contribuente, qualora il Comune sia già a conoscenza dello stato di degrado. Nel caso specifico, il Comune aveva emesso un'ordinanza di messa in sicurezza e aveva già concesso l'esenzione TARI per lo stesso motivo, rendendo la sua conoscenza dello stato dell'immobile innegabile. La Corte ha rigettato il ricorso del Comune, sottolineando il principio di collaborazione e buona fede che deve governare i rapporti tra fisco e contribuente.
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Immobile inagibile ICI: la riduzione spetta sempre
Con la sentenza n. 34597 del 30/12/2019, la Corte di Cassazione, Sez. V Civile, ha stabilito un principio cruciale in materia di ICI per gli immobili inagibili. Il caso riguarda un'azienda a cui era stata negata la riduzione del 50% dell'imposta perché non aveva presentato una preventiva richiesta formale. La Suprema Corte ha chiarito che, se l'inagibilità dell'immobile è già nota al Comune attraverso documenti in suo possesso, la riduzione spetta di diritto. Questa decisione sul tema 'immobile inagibile ICI' rafforza il principio di collaborazione e buona fede tra fisco e contribuente, affermando che l'ente impositore non può ignorare fatti di cui è già a conoscenza.
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