La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un soggetto accusato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Durante una perquisizione, sono stati rinvenuti circa 12 grammi di cocaina pura, frazionati in numerosi involucri e nascosti in diversi punti della casa, insieme a un bilancino di precisione. La difesa ha sostenuto l'uso personale e l'assenza di proventi in denaro, ma i giudici hanno ritenuto tali elementi incompatibili con il consumo privato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando come la personalità dell'indagato, gravato da precedenti specifici, e le modalità di occultamento della droga configurino un pericolo di reiterazione attuale. La decisione ribadisce che il frazionamento della sostanza e la presenza di strumenti di pesatura sono indizi gravi di un'attività di spaccio strutturata.
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