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Principio Dell'Assorbimento

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio secondo cui, dopo una sentenza di condanna, la valutazione sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza viene 'assorbita' dalla decisione del giudice di merito, limitando la possibilità di riesaminarla in sede cautelare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patto di conglobamento: stipendio più alto ma l’autista vince
Un autista ha lavorato alle dipendenze di un'Ambasciata, chiedendo poi il pagamento di differenze retributive per TFR e tredicesima mensilità. L'Ambasciata ha sostenuto che il superminimo pagato mensilmente assorbisse tali somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ambasciata, stabilendo che il patto di conglobamento, con cui si inseriscono nella retribuzione ordinaria istituti come la tredicesima, è valido solo se nell'accordo sono indicati chiaramente i singoli titoli a cui si riferisce la somma complessiva. In mancanza di questa specifica, si presume che lo stipendio pagato compensi solo l'attività ordinaria. L'Ambasciata è stata quindi condannata a pagare oltre 74.000 euro al lavoratore, oltre alle spese legali.
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Rapporto di lavoro subordinato: i limiti della Cassazione
Un lavoratore ottiene la riqualificazione del suo contratto in un rapporto di lavoro subordinato. Non soddisfatto di alcuni aspetti della decisione d'appello (livello di inquadramento, data di cessazione e calcolo delle somme dovute), ricorre in Cassazione. La Suprema Corte rigetta il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o le prove, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. La sentenza conferma quindi la decisione di merito che aveva applicato il principio di assorbimento per le retribuzioni già percepite.
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Contratto a progetto: Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso riguardante la riqualificazione di un contratto a progetto in rapporto di lavoro subordinato. La controversia nasce dalla divergenza tra la sentenza di primo grado, che aveva riconosciuto al lavoratore le retribuzioni piene, e quella d'appello, che aveva invece applicato un'indennità risarcitoria forfettaria e il principio di assorbimento dei compensi già percepiti. Rilevando un contrasto giurisprudenziale sulle conseguenze sanzionatorie della violazione delle norme sul contratto a progetto, la Suprema Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza per il suo rilievo nomofilattico, ossia per stabilire un principio di diritto uniforme.
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Principio dell’assorbimento: limiti per il TFR
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso degli eredi di un lavoratore il cui rapporto di lavoro quasi quarantennale con una casa di cura è stato riqualificato come subordinato. Pur applicando il principio dell'assorbimento per le differenze retributive, la Corte ha stabilito che le somme pagate in eccesso rispetto ai minimi contrattuali non possono assorbire il Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Il TFR, infatti, ha natura di retribuzione differita e matura solo alla cessazione del rapporto, pertanto non può essere compensato con le eccedenze corrisposte durante lo svolgimento del rapporto stesso. La sentenza di merito è stata cassata su questo punto specifico.
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Giudicato cautelare: limiti del riesame post-condanna
La Corte di Cassazione respinge il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per un soggetto accusato di associazione di tipo mafioso e narcotraffico, già condannato in primo grado. La sentenza chiarisce che, in presenza di una condanna, il riesame sulla gravità indiziaria è precluso dal principio del cosiddetto "giudicato cautelare" e dell'assorbimento, potendosi discutere solo della persistenza delle esigenze cautelari sulla base di elementi realmente nuovi.
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