La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si basa su una serie di elementi probatori, tra cui il quantitativo della sostanza (11 grammi di hashish, equivalenti a 121 dosi), la suddivisione in dosi, il rinvenimento di un taglierino e denaro. Secondo la Corte, questi fattori nel loro complesso sono incompatibili con un uso puramente personale e giustificano la condanna per spaccio, rendendo il ricorso una mera richiesta di riesame dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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