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Prezzo Massimo Di Cessione

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il prezzo massimo imposto dalla legge per la vendita di immobili realizzati nell'ambito dell'edilizia economica e popolare, definito da una convenzione con l'ente comunale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prezzo massimo di cessione: nullo il prezzo libero senza svincolo
Un venditore e un acquirente firmano un preliminare per un immobile soggetto a edilizia convenzionata. Sorge un contrasto sul prezzo di vendita, poiché l'acquirente contesta il superamento del limite legale. Il venditore chiede la risoluzione del contratto, mentre l'acquirente chiede il trasferimento forzato con riduzione del prezzo. La Corte d'Appello dichiara nulla la clausola sul prezzo eccedente il prezzo massimo di cessione e sospende il trasferimento in attesa dello svincolo comunale, condannando il venditore a risarcire i danni da ritardo. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando entrambi i ricorsi: il vincolo sul prezzo massimo di cessione costituisce un onere reale che segue il bene, e il contratto rimane valido ma ineseguibile fino al completamento della procedura di affrancazione.
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Prezzo massimo di cessione: scontro tra vincoli e mercato
Un acquirente ha acquistato un appartamento in edilizia convenzionata pagando un prezzo di molto superiore a quello stabilito dalla convenzione comunale. L'acquirente ha quindi citato in giudizio i venditori chiedendo la restituzione della differenza, invocando il rispetto del prezzo massimo di cessione. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, dichiarando la nullità parziale del contratto e disponendo la restituzione di oltre 128.000 euro. I venditori hanno fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la normativa sopravvenuta sull'affrancazione dei vincoli avesse estinto il diritto dell'acquirente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per valutare l'impatto delle nuove norme.
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Edilizia agevolata: ritardo non è inadempimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28256/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di edilizia agevolata. Ha chiarito che il ritardo del costruttore nella stipula del contratto definitivo non costituisce inadempimento se è causato dall'attesa della determinazione del prezzo massimo di cessione da parte del Comune. Tale attesa è considerata una condizione necessaria per garantire la validità dell'atto, tutelando così entrambe le parti. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello che aveva erroneamente condannato la società venditrice per inadempimento.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Prezzo massimo cessione: la clausola è inderogabile
La Corte di Cassazione ha confermato che il prezzo massimo di cessione per gli immobili in edilizia convenzionata è una norma imperativa. Qualsiasi clausola in un contratto preliminare che stabilisca un prezzo superiore è parzialmente nulla e viene automaticamente sostituita dal prezzo legale. Nel caso di specie, un costruttore è stato condannato a trasferire l'immobile al prezzo imposto dalla convenzione comunale e a restituire all'acquirente la somma versata in eccedenza, consolidando la tutela per gli acquirenti in questo settore.
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Prezzo massimo di cessione: vincolo reale perpetuo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5850/2024, ha stabilito che il vincolo del prezzo massimo di cessione per gli immobili in edilizia agevolata costituisce un onere reale che segue il bene anche dopo il venir meno del divieto di alienazione. La mancata comunicazione di tale vincolo da parte del promittente venditore configura una culpa in contrahendo, giustificando la risoluzione del contratto preliminare. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito su questo punto, sottolineando che la conoscenza del vincolo si presume per legge, ma ha cassato la sentenza per un vizio procedurale relativo alla liquidazione delle spese legali, rinviando la causa alla Corte d'Appello.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a una controversia sul prezzo massimo di cessione di un immobile in edilizia convenzionata. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non applicare una nuova legge (ius superveniens) che consente al venditore di rimuovere il vincolo di prezzo tramite la procedura di 'affrancazione', la quale sospende la richiesta di rimborso dell'acquirente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prezzo massimo di cessione: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il vincolo del prezzo massimo di cessione per un immobile in edilizia convenzionata non è applicabile se la convenzione originaria tra Comune e costruttore non lo prevede espressamente. Di conseguenza, gli acquirenti che hanno pagato un prezzo di libero mercato non hanno diritto alla restituzione della differenza, poiché manca il presupposto normativo per l'integrazione automatica del contratto.
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Prezzo massimo di cessione: affrancazione retroattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32705/2024, interviene sul tema del prezzo massimo di cessione per immobili in edilizia convenzionata. La Corte ha stabilito che una legge sopravvenuta (ius superveniens) che consente di rimuovere il vincolo di prezzo tramite affrancazione deve essere applicata retroattivamente. Di conseguenza, anche il venditore che non è più proprietario del bene può avviare tale procedura per sanare una vendita avvenuta a un prezzo superiore a quello legale, anche se il vincolo era formalmente scaduto. Questa decisione cassa la precedente sentenza d'appello che aveva condannato i venditori alla restituzione della differenza di prezzo.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, confermando che il prezzo massimo di cessione per gli immobili in edilizia convenzionata, stabilito dal Comune, si sostituisce automaticamente a qualsiasi prezzo superiore pattuito in un contratto preliminare. Di conseguenza, il rifiuto dei promissari acquirenti di pagare il prezzo più alto non costituisce inadempimento, ma un legittimo esercizio del loro diritto, potendo essi richiedere il trasferimento coattivo dell'immobile al prezzo legale.
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