L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di rettifica per un accertamento immobiliare basato sulla presunta sottofatturazione di compravendite effettuate da una società di persone. Gli elementi probatori principali erano costituiti dai valori OMI e, soprattutto, dall'importo dei mutui contratti dagli acquirenti, risultati superiori al prezzo dichiarato negli atti. La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scostamento tra mutuo e prezzo, unito ai valori OMI e ad altri indizi di antieconomicità, legittima il recupero fiscale. La Corte ha inoltre censurato la decisione dei giudici di merito che avevano ridotto forfettariamente l'accertamento del 30% senza fornire una motivazione logica e specifica a supporto di tale abbattimento.
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