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Presunzione Di Conoscenza

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127 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Presunzione di conoscenza: licenziamento valido?
Un dipendente pubblico ha impugnato un licenziamento oltre i termini, sostenendo che la madre convivente gli avesse nascosto la lettera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo il principio della presunzione di conoscenza. Secondo la Corte, l'atto si considera conosciuto quando giunge all'indirizzo del destinatario. L'occultamento da parte di un familiare non costituisce un'impossibilità oggettiva e incolpevole di venire a conoscenza dell'atto, poiché rientra nella sfera di controllo del destinatario. La decadenza dall'impugnazione è stata quindi confermata.
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Notifica cartella esattoriale: quando il ricorso è nullo
Un contribuente impugna una cartella esattoriale sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché il ricorrente ha impropriamente mescolato diversi motivi di appello, un errore comune nella gestione della notifica cartella esattoriale. La sentenza ribadisce che l'onere di provare la mancata ricezione spetta al destinatario.
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Notifica con poste private: quando è valida?
Un contribuente ha contestato un atto fiscale sostenendo l'invalidità della notifica perché la raccomandata informativa era stata gestita da un servizio di poste private. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la piena validità della notifica con poste private, in particolare per l'invio della comunicazione di avvenuto deposito ex art. 140 c.p.c., a seguito della liberalizzazione del settore postale. La Corte ha inoltre ribadito che la firma sull'avviso di ricevimento crea una presunzione di consegna superabile solo con una querela di falso.
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Impugnazione delibera condominiale: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di impugnazione delibera condominiale, rigettando il ricorso di una condomina. La Corte chiarisce importanti principi sulla presunzione di conoscenza della convocazione inviata per raccomandata, sui limiti dell'incompatibilità del giudice e sulla corretta procedura decisionale in appello.
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Recesso locazione: onere prova lettera raccomandata
La Corte d'Appello di Bologna ha rigettato l'appello di un locatore che chiedeva il pagamento di canoni aggiuntivi. La sentenza chiarisce che, in un caso di recesso locazione, l'onere della prova sul contenuto di una lettera raccomandata spetta al destinatario. Poiché il locatore non ha dimostrato che la raccomandata ricevuta avesse un contenuto diverso da quello di recesso dichiarato dalla conduttrice, la Corte ha confermato la decorrenza del preavviso dalla data di ricezione della comunicazione, respingendo le pretese del locatore.
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Indebito assistenziale: quando restituire le somme?
La Corte di Appello ha stabilito che un cittadino deve restituire le somme percepite a titolo di indennità di accompagnamento a partire dalla data di comunicazione del verbale medico che ne negava i requisiti. La sentenza chiarisce che il ritardo dell'ente previdenziale nel sospendere l'erogazione non genera un legittimo affidamento nel percipiente. La conoscenza legale del verbale, anche per compiuta giacenza della raccomandata, fa venire meno la buona fede e impone la restituzione dell'indebito assistenziale.
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Impugnazione licenziamento: i termini da rispettare
Un lavoratore del settore scolastico contesta la sua rimozione da una graduatoria e la conseguente risoluzione del contratto. Tuttavia, non impugna un successivo e distinto licenziamento disciplinare. La Corte d'Appello rigetta il suo ricorso, stabilendo che la mancata impugnazione del licenziamento disciplinare lo ha reso definitivo, facendo venire meno l'interesse a contestare gli atti precedenti, poiché il rapporto di lavoro era comunque cessato.
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