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Prestanome — Anno 2025

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84 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Prestanome

Provvedimenti

Bancarotta fraudolenta: prova del dolo specifico
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta documentale a carico di un amministratore che aveva sottratto le scritture contabili. La sentenza chiarisce che il dolo specifico, ovvero l'intento di recare pregiudizio ai creditori, può essere provato attraverso indizi gravi, precisi e concordanti, come la nomina di un prestanome, la sparizione di liquidità e l'impossibilità di ricostruire il patrimonio aziendale.
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Bancarotta documentale semplice: la colpa del prestanome
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore unico condannato per bancarotta documentale semplice. La Corte ha stabilito che anche un amministratore 'prestanome', che si disinteressa completamente della gestione e della tenuta delle scritture contabili, risponde del reato a titolo di colpa. L'accettazione della carica comporta doveri di vigilanza e controllo non delegabili, la cui omissione integra la fattispecie criminosa.
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Dolo eventuale prestanome: responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per reati tributari a carico di un'amministratrice di società, qualificata come 'prestanome'. La sentenza stabilisce che, pur non essendo l'autrice materiale del reato, l'amministratrice è responsabile per dolo eventuale. La Corte ha ritenuto che l'accettazione consapevole del ruolo di facciata, a fronte di un compenso e in presenza di evidenti anomalie gestionali, equivale ad accettare il rischio che vengano commessi illeciti, integrando così la responsabilità penale del prestanome.
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Costi operazioni soggettivamente inesistenti: deducibili?
Un'azienda vinicola si è vista negare la deduzione di costi per acquisti da un fornitore fittizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20753/2025, ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo che in caso di costi da operazioni soggettivamente inesistenti, non è sufficiente che la merce sia reale. Il contribuente deve anche dimostrare la certezza e l'inerenza dei costi. La grave negligenza nei controlli sul fornitore è stata considerata prova della partecipazione alla frode, rendendo i costi indeducibili.
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