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Prescrizione — Anno 2025

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2020 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Prescrizione

Provvedimenti

Prescrizione conto corrente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di un formale contratto di affidamento, il termine di prescrizione conto corrente per la ripetizione dell'indebito decorre da ogni singolo versamento con natura solutoria, e non dalla chiusura del rapporto. L'ordinanza analizza un caso in cui un'imprenditrice contestava usura e addebiti illegittimi. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le contestazioni si basavano su accertamenti di fatto, non sindacabili in sede di legittimità, circa la mancata prova di una linea di credito prima di una certa data.
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Prescrizione conto corrente: quando si applica?
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un istituto bancario per pratiche illegittime sul proprio conto corrente, chiedendo il ricalcolo del saldo. La banca ha sollevato l'eccezione di prescrizione per le somme versate oltre dieci anni prima. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che la prescrizione conto corrente si applica anche se il cliente chiede solo l'accertamento del saldo e non la restituzione di somme, riducendo drasticamente il credito del correntista. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile.
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Onere della prova fido di fatto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31766/2025, ha stabilito che in un'azione di ripetizione di indebito bancario, l'onere della prova del fido di fatto grava sul correntista. La semplice tolleranza della banca verso gli sconfinamenti non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un'apertura di credito, elemento cruciale per contrastare l'eccezione di prescrizione sollevata dall'istituto di credito. La Corte ha quindi respinto il ricorso del fallimento di una società, confermando la decisione d'appello che aveva negato il rimborso delle somme ritenute prescritte.
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Prescrizione azione di ripetizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di ripetizione di indebito contro un istituto di credito, chiarendo i principi sulla prescrizione azione di ripetizione e sulla validità delle clausole anatocistiche. La Corte stabilisce che per eccepire la prescrizione, alla banca basta allegare l'inerzia del titolare, spettando poi al correntista l'onere di provare la natura non solutoria delle rimesse. Viene inoltre confermato che le vecchie clausole anatocistiche, nulle, necessitano di una nuova pattuizione scritta per essere valide. La sentenza è cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Ultrapetizione: quando il giudice decide troppo
Un cittadino si opponeva a un debito contributivo del 2008 chiedendone la prescrizione. La Corte d'Appello, però, dichiarava prescritti anche debiti relativi ad altri anni non contestati. La Cassazione ha annullato questa decisione per vizio di ultrapetizione, stabilendo che il giudice non può pronunciarsi oltre i limiti della domanda presentata, riaffermando il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Prescrizione assegno vitalizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la prescrizione per le somme dovute a titolo di rivalutazione dell'assegno vitalizio per le vittime del dovere è decennale e non quinquennale. Questa decisione si fonda sul principio che il termine breve di cinque anni si applica solo ai crediti liquidi e disponibili, condizione non soddisfatta nel caso in cui l'Amministrazione non abbia completato il procedimento di liquidazione. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato la prescrizione assegno vitalizio quinquennale.
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Prescrizione e danni: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39131/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di bancarotta fraudolenta, chiarendo un punto cruciale su prescrizione e danni. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decorre dalla data di ammissione al concordato preventivo, non dall'omologa. Tuttavia, ha stabilito che se la prescrizione matura dopo la sentenza di primo grado, il giudice d'appello può legittimamente confermare le statuizioni civili. Nel caso di specie, pur correggendo la data di decorrenza, il calcolo ha dimostrato che il reato non era prescritto al momento della prima condanna, rendendo la decisione d'appello corretta nella sostanza, nonostante un errore nel calcolo.
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Prescrizione e recidiva: Cassazione chiarisce il calcolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'estinzione di un reato per decorso dei termini. La Corte ha confermato che la recidiva aggravata (art. 99, co. 2, c.p.) estende significativamente il termine di prescrizione, incidendo sia sul calcolo base sia sulla proroga in caso di interruzioni. Questa ordinanza rafforza il principio secondo cui la valutazione della prescrizione e recidiva è fondamentale nel processo penale.
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Estorsione aggravata: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di tentata estorsione aggravata commessa da due fratelli tramite atti incendiari. La Corte ha annullato la sentenza di condanna, specificando che l'aggravante delle persone riunite richiede la presenza simultanea di almeno due correi al momento della minaccia, non essendo sufficiente una mera successione di atti intimidatori. Tale decisione, estesa anche al coimputato con ricorso inammissibile, apre la via alla prescrizione del reato.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per spendita di monete false. L'appello, basato sulla presunta prescrizione del reato, è stato ritenuto privo della necessaria specificità e manifestamente infondato, portando alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Prescrizione reato e documenti falsi: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa e falso. La richiesta di prescrizione reato è stata respinta perché basata su un calcolo presuntivo e ipotetico della data di creazione di documenti falsi, ritenuto inattendibile dai giudici.
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Giudizio di rinvio: limiti ai motivi d’appello
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, ribadendo i confini invalicabili del giudizio di rinvio. La Corte ha chiarito che non è possibile sollevare questioni su capi d'imputazione già coperti da giudicato parziale, né invocare la prescrizione per reati la cui responsabilità è stata definitivamente accertata. La decisione sottolinea come l'annullamento con rinvio per specifici motivi cristallizzi le altre parti della sentenza, rendendole non più impugnabili.
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Prescrizione bancarotta: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta semplice documentale, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione bancarotta. Il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data della prima dichiarazione di fallimento dell'imprenditore individuale e non dalla successiva estensione del fallimento a una società di fatto. Nel caso di specie, il reato è stato dichiarato estinto perché il tempo massimo era già trascorso al momento della sentenza di secondo grado.
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Prescrizione reato: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per esercizio abusivo di professione e falso. Il motivo principale è l'intervenuta prescrizione reato. Nonostante la condanna nei primi due gradi di giudizio, la Corte ha calcolato che il tempo massimo per perseguire i reati, commessi nel 2015, era scaduto. La sentenza sottolinea l'obbligo del giudice di dichiarare immediatamente l'estinzione del reato, annullando la sentenza impugnata senza rinvio.
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Ricorso inammissibile: limiti e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per percosse emessa dal Giudice di Pace. I motivi sono stati giudicati generici, ripetitivi di doglianze già respinte in appello e non consentiti dalla legge per questo tipo di sentenze. Anche l'eccezione di prescrizione è stata rigettata per l'applicazione delle sospensioni previste dalla "Legge Orlando".
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Prescrizione del reato: quando annulla la condanna?
Una persona, condannata in primo e secondo grado per violazione di domicilio, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, prima di esaminare il merito, ha rilevato l'intervenuta prescrizione del reato. Ha stabilito che, in presenza di una causa estintiva, l'assoluzione nel merito è possibile solo se le prove di innocenza sono palesi e indiscutibili. Non essendo questo il caso, la Corte ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando il reato estinto.
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Opposizione intimazione pagamento: la rateizzazione vince
Una società ha presentato opposizione a un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti e l'intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi cruciali: l'errata qualificazione del ricorso in primo grado va contestata con ricorso per cassazione e non con l'appello. Inoltre, la richiesta di rateizzazione del debito costituisce un atto ricognitivo che interrompe la prescrizione, rendendo vana la successiva opposizione intimazione pagamento su tale base.
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Estorsione datore di lavoro: busta paga e prescrizione
La Cassazione chiarisce il reato di estorsione del datore di lavoro che costringe i dipendenti a restituire parte dello stipendio. La sentenza analizza la minaccia di licenziamento e stabilisce che la prescrizione del reato decorre da ogni singolo pagamento illecito, non dalla firma del contratto.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di Appello. I giudici hanno ritenuto infondato il motivo sulla prescrizione di un reato tributario, inammissibile quello sulla confisca perché sollevato per la prima volta in Cassazione, e infondato quello sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha chiarito che le norme sulle attenuanti nel giudizio ordinario non si applicano alla procedura di concordato in appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione revoca sospensione: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso, chiarendo un principio fondamentale sulla prescrizione dopo la revoca della sospensione condizionale. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione della pena inizia a decorrere dalla data del provvedimento di revoca del beneficio, non da un momento precedente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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