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Prescrizione Risarcimento Danni

19 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione risarcimento danni: la conoscenza del danno è cruciale
Un ex socio ha chiesto al Ministero il risarcimento per danni subiti da un'esondazione fluviale del 1992, attribuita a carenze nelle opere idrauliche. Il Ministero ha eccepito la prescrizione risarcimento danni. I giudici di merito hanno fissato il dies a quo (inizio del termine) della prescrizione decennale al 2000 (rinvio a giudizio dell'ingegnere) o 2003 (sua condanna), ritenendo il diritto già prescritto. Il ricorrente ha impugnato, sostenendo che la prescrizione dovesse decorrere dal 2008-2009, quando le cause tecniche furono accertate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la prescrizione risarcimento danni inizia quando il danneggiato ha la conoscenza (o la conoscibilità con ordinaria diligenza) del danno e del suo nesso causale con la condotta altrui. La valutazione di tale conoscenza è un accertamento di fatto non sindacabile in Cassazione se motivato.
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Difetti Costruttivi: la Prescrizione Risarcimento Danni non scatta subito
Un Condominio ha citato in giudizio un'Azienda Appaltatrice e il suo Direttore dei Lavori per gravi difetti di costruzione, inclusi distacchi di rivestimenti esterni. L'Azienda si è difesa sostenendo la prescrizione risarcimento danni, affermando che i vizi erano noti da tempo. La Corte di Cassazione ha confermato che il termine di prescrizione per il risarcimento danni per gravi difetti costruttivi decorre solo dal momento in cui il committente acquisisce piena e sicura conoscenza della gravità dei difetti e delle loro cause, spesso a seguito di un accertamento tecnico. La Corte ha ritenuto che i danni iniziali (infiltrazioni) fossero distinti dai successivi (distacchi), rendendo la denuncia del Condominio tempestiva.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia il conto alla rovescia?
Un'Azienda ha chiesto il risarcimento danni al Ministero per un'esondazione fluviale avvenuta nel 1992, attribuendo la colpa a carenze nelle opere idrauliche. Il Ministero ha eccepito la prescrizione risarcimento danni. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo che il termine decennale di prescrizione fosse decorso dal rinvio a giudizio (2000) o dalla condanna (2003) di un ingegnere responsabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la prescrizione inizia quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con ordinaria diligenza e indagini tecnico-scientifiche, piena conoscenza del nesso causale tra il danno e la condotta del responsabile. L'accertamento di merito su tale conoscenza è insindacabile se ben motivato.
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Danni da esondazione: la prescrizione risarcimento danni
Una società commerciale chiedeva al Ministero il risarcimento per i danni causati dall'esondazione di un fiume avvenuta nel 1992, notificando l'atto di citazione solo nel 2015. I giudici di primo grado respingevano la domanda dichiarando estinto il diritto per intervenuta prescrizione decennale, conteggiata a partire dal rinvio a giudizio penale del progettista dell'opera idraulica nel 2000. La società proponeva appello contestando genericamente il momento di effettiva conoscibilità dell'illecito, ma l'impugnazione veniva dichiarata inammissibile. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato la decisione: nei giudizi civili, chi si oppone all'eccezione deve indicare con precisione la data alternativa di decorrenza del termine. La prescrizione risarcimento danni scatta infatti quando il danneggiato può percepire il nesso di causa usando l'ordinaria diligenza, e l'appello privo di specifiche confutazioni è inammissibile.
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Prescrizione risarcimento danni: illecito permanente o istantaneo?
Un'Azienda Agricola ha citato in giudizio un Comune e una Regione per danni a terreni agricoli causati dalla costruzione di un impianto di fertirrigazione. I lavori, eseguiti da un'Azienda Appaltatrice, avevano provocato dissesti geologici e ristagni d'acqua. Il Tribunale aveva dichiarato la Prescrizione risarcimento danni, qualificando la responsabilità come extracontrattuale. La Corte d'Appello ha invece ritenuto l'illecito permanente, facendo decorrere la prescrizione di giorno in giorno, condannando Comune e Regione al ripristino e l'Azienda Appaltatrice a manlevare la Regione. L'Azienda Appaltatrice ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'errata qualificazione dell'illecito e la conseguente decorrenza della Prescrizione risarcimento danni. La Corte ha rinviato la causa all'udienza pubblica data la complessità delle questioni.
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Prescrizione Risarcimento Danni: la Cassazione e la Conoscibilità del Fatto
Gli eredi di un danneggiato da un'esondazione fluviale del 1992 hanno chiesto il risarcimento al Ministero competente. Il Ministero ha eccepito la prescrizione del diritto. I giudici precedenti avevano stabilito che la prescrizione risarcimento danni decennale decorresse dal rinvio a giudizio (2000) o dalla condanna penale (2003) di un ingegnere. I ricorrenti contestavano, sostenendo una decorrenza successiva (2008-2009), legata all'accertamento definitivo delle cause. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la prescrizione inizia quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con normale diligenza, piena conoscenza del danno e del suo legame causale con la condotta del responsabile. L'accertamento di tale conoscenza, se ben motivato, è insindacabile.
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Prescrizione risarcimento danni: medico specializzando perde il diritto
Un ex medico specializzando ha chiesto il risarcimento danni allo Stato per la mancata remunerazione durante i corsi, a causa del ritardo nell'applicazione di direttive europee. I giudici di merito hanno dichiarato il diritto estinto per prescrizione risarcimento danni, ritenendo decorso il termine decennale dal 27/10/1999 (data di entrata in vigore della legge 370/99). La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del medico. La Cassazione ha ribadito che il diritto al risarcimento si prescrive in dieci anni, a partire dalla data di entrata in vigore della legge che ha riconosciuto tale diritto.
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Prescrizione risarcimento danni: quando decorre
Una società immobiliare ha citato in giudizio un istituto bancario per ottenere la nullità di un acquisto di obbligazioni argentine e il risarcimento dei danni per violazione degli obblighi informativi. La Corte di Cassazione ha confermato la validità del contratto-quadro preesistente al T.U.F., ma ha accolto il ricorso sul tema della prescrizione risarcimento danni. La Corte ha stabilito che il termine decennale non decorre dal momento dell'ordine di acquisto, bensì dal momento in cui il danno economico si manifesta concretamente e diventa oggettivamente percepibile per l'investitore.
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Prescrizione risarcimento danni: novità Cassazione
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione risarcimento danni in ambito finanziario. Due investitori avevano citato un istituto di credito per la perdita totale del capitale investito in obbligazioni estere poi andate in default. Mentre il Tribunale aveva dichiarato prescritto il diritto, la Corte d'Appello aveva riconosciuto il risarcimento, fissando la decorrenza del termine decennale dalla data del default e non da quella dell'acquisto. La Suprema Corte, ravvisando la particolare rilevanza della questione sul momento in cui il danno diventa conoscibile e azionabile, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Prescrizione risarcimento danni: decennale o no?
Un ex dipendente ha citato in giudizio un ente di ricerca pubblico per i danni derivanti dal tardivo investimento delle quote di buonuscita in buoni postali fruttiferi. L'ente sosteneva l'applicazione della prescrizione breve di cinque anni, tipica dei crediti di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta non riguarda un credito di lavoro, ma un risarcimento del danno per inadempimento contrattuale. Di conseguenza, si applica la prescrizione risarcimento danni ordinaria di dieci anni, che decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia?
Una società, danneggiata da un'alluvione nel 1992, ha citato in giudizio un Ministero per ottenere un risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che il termine di dieci anni per la prescrizione del risarcimento danni è iniziato a decorrere non dalla conclusione del processo penale, ma dal momento del rinvio a giudizio del tecnico responsabile (avvenuto nel 2000). Secondo la Corte, tale atto era sufficiente a rendere conoscibile alla vittima il nesso di causalità tra l'evento e le carenze delle opere idrauliche, permettendole così di esercitare il proprio diritto.
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Prescrizione risarcimento danni: il dies a quo
Una cittadina ha citato in giudizio un Ministero per i danni subiti a seguito di un'alluvione avvenuta nel 1992. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando che la prescrizione risarcimento danni di dieci anni non decorre dalla sentenza penale definitiva, ma dal momento in cui la vittima, con ordinaria diligenza, avrebbe potuto conoscere la potenziale responsabilità di terzi, identificato in questo caso con il rinvio a giudizio di un funzionario pubblico nel 2000.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia a decorrere
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la prescrizione del diritto al risarcimento danni da fatto illecito decorre dal momento in cui il danneggiato ha, o avrebbe dovuto avere con ordinaria diligenza, conoscenza della riconducibilità causale del danno a un terzo. Nel caso di un'esondazione del 1992, la Corte ha identificato tale momento con il rinvio a giudizio di un funzionario pubblico nel 2000, e non con la successiva sentenza di condanna. Di conseguenza, l'azione risarcitoria, avviata nel 2015, è stata dichiarata prescritta.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia?
La Corte di Cassazione chiarisce il momento da cui decorre la prescrizione per il risarcimento danni contro una banca. Nel caso di specie, un imprenditore, dopo la chiusura della sua attività, agiva per i danni derivanti da presunti tassi usurari. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione risarcimento danni decorre dal momento in cui il danno si manifesta (la chiusura dell'attività) e non dalla sentenza che accerta l'illecito. Inoltre, l'opposizione a un decreto ingiuntivo non interrompe la prescrizione per una separata azione di danno.
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Prescrizione risarcimento danni: guida alla Cassazione
Un proprietario immobiliare ha citato in giudizio un condominio per presunti atti ostruzionistici che impedivano l'uso di un suo terreno come parcheggio. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, dichiarando la prescrizione del risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'appello, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha sottolineato che non è possibile introdurre nuove questioni di diritto o chiedere un riesame dei fatti in sede di legittimità, ribadendo la distinzione tra illecito istantaneo e permanente ai fini del calcolo della prescrizione.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia?
Una società danneggiata da un'alluvione del 1992 ha citato in giudizio il Ministero competente. La questione centrale riguarda la decorrenza della prescrizione del risarcimento danni. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che il termine di prescrizione non decorre dalla fine del processo penale, ma dal momento in cui il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere, una sufficiente conoscenza del nesso causale tra il danno e la condotta altrui. In questo caso, tale momento è stato identificato con il rinvio a giudizio del funzionario responsabile, avvenuto nel 2000, rendendo la richiesta di risarcimento del 2015 tardiva e quindi prescritta.
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Prescrizione risarcimento danni: quando si perde il diritto
Un cittadino ha citato in giudizio un istituto di credito per un'errata comunicazione alla Guardia di Finanza, che ha innescato un'indagine per evasione fiscale. La richiesta di risarcimento danni è stata respinta in tutti i gradi di giudizio perché tardiva. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo maturata la prescrizione del risarcimento danni e sottolineando l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso, che ha reso inammissibili le altre censure.
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Prescrizione risarcimento danni: quando decorre?
Un cittadino chiedeva il risarcimento dei danni al Ministero e a due militari per una multa ritenuta ingiusta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito sulla base della prescrizione del diritto. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione risarcimento danni: il termine per agire inizia a decorrere dal momento in cui si verifica il fatto illecito (la contestazione della violazione), e non da quando si concludono eventuali procedimenti amministrativi o penali correlati. Il ricorso è stato respinto anche per l'inammissibilità degli altri motivi.
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Prescrizione risarcimento danni: decorrenza e prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di risparmiatori contro un'autorità di vigilanza, confermando l'estinzione del diritto per prescrizione. La sentenza ribadisce che il termine per la prescrizione del risarcimento danni decorre da quando il danneggiato, con ordinaria diligenza, può conoscere il danno e la sua causa, non dalla data in cui ne ha prova documentale. Inoltre, spetta sempre al creditore dimostrare l'avvenuta interruzione della prescrizione.
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