LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Prescrizione Del Reato — Anno 2023

Pagina 11 di 40

891 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Prescrizione Del Reato

Provvedimenti

Reato di rissa: quando la difesa diventa aggressione reciproca
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due fratelli accusati di reato di rissa, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. I due avevano scatenato una violenta e prolungata colluttazione con un terzo soggetto all'interno e all'esterno di un bar. All'arrivo delle forze dell'ordine, i giovani avevano reagito con calci e pugni contro i militari. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi della difesa, confermando che per la configurabilità del reato di rissa è sufficiente la partecipazione di almeno tre persone in uno scontro reciproco prolungato. Inoltre, i giudici hanno ritenuto legittimo il diniego della sospensione condizionale della pena per uno dei condannati a causa dei suoi precedenti penali, e hanno escluso la prescrizione dei reati poiché il decreto di citazione in appello, anche se nullo, interrompe comunque il decorso dei termini.
Continua »
Prescrizione del reato: condanna annullata per calcolo errato
L'Imputato era stato condannato per il reato di calunnia. Nel ricorso in Cassazione, la difesa ha eccepito l'avvenuta prescrizione del reato prima della sentenza d'appello, evidenziando che l'esclusione della recidiva in primo grado influiva sul calcolo dei tempi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che la valutazione dei precedenti penali per negare le attenuanti generiche non equivale al riconoscimento della recidiva. Di conseguenza, il termine massimo di prescrizione (pari a sette anni e sei mesi, più una breve sospensione) era già decorso prima della decisione di secondo grado. Non emergendo elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Cassazione ha applicato la causa estintiva. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per l'avvenuta prescrizione del reato, eliminando ogni effetto penale per L'Imputato.
Continua »
Prescrizione del reato: l’assoluzione negata costa caro
Il Tribunale dichiarava estinti per prescrizione del reato i reati di caccia abusiva e spari pericolosi contestati all'Imputato. Quest'ultimo proponeva impugnazione chiedendo l'assoluzione nel merito per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, una volta maturata la prescrizione del reato, non è possibile sollevare vizi di motivazione per ottenere l'assoluzione in sede di legittimità. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Prescrizione del reato: stop ai termini se la colpa è definitiva
L'Imputato, condannato per estorsione, propone ricorso in Cassazione lamentando la mancata dichiarazione di prescrizione del reato durante il giudizio di rinvio. Tale giudizio era stato disposto esclusivamente per rideterminare la pena. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene ribadito il principio secondo cui l'annullamento parziale limitato al solo trattamento sanzionatorio determina il passaggio in giudicato della responsabilità penale. Di conseguenza, la prescrizione del reato non può più decorrere nel successivo giudizio di rinvio. L'Imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Prescrizione del reato: annullato il risarcimento alle vittime
L'Imputato era accusato di associazione a delinquere finalizzata a truffe e falsi, promettendo assunzioni in cambio di denaro. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione per i singoli reati ma confermato il risarcimento danni per il reato associativo. La Cassazione accoglie il ricorso dell'Imputato: a causa di un errato calcolo della sospensione per l'emergenza Covid-19, la prescrizione del reato associativo era già maturata prima della sentenza di primo grado. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio le statuizioni civili, eliminando la condanna al risarcimento danni in favore delle Parti Civili.
Continua »
Prescrizione del reato: finti rogiti salvi senza l’aggravante
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due soggetti accusati di falsità ideologica per aver indotto in errore alcuni notai durante vendite immobiliari fittizie. Per il primo ricorrente, i giudici hanno annullato la sentenza con rinvio per ricalcolare la recidiva, elemento decisivo per stabilire la prescrizione del reato. Per il secondo ricorrente, la Corte ha escluso l'aggravante dell'atto pubblico fidefacente poiché non era stata contestata in modo chiaro e specifico nell'imputazione. Di conseguenza, senza tale aggravante, è scattata la prescrizione del reato per il decorso del tempo, con il conseguente annullamento senza rinvio della condanna e la revoca dei risarcimenti civili.
Continua »
Prescrizione del reato: stop ai danni se il tempo scade prima
L'Imputato era stato condannato in primo grado, ma la Corte di Appello ha successivamente dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione. Tuttavia, i giudici di secondo grado hanno confermato il risarcimento dei danni e il pagamento delle spese legali a favore della Parte Civile. L'Imputato ha fatto ricorso, evidenziando che la prescrizione del reato era maturata prima della sentenza di primo grado. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che se la prescrizione del reato matura prima della condanna di primo grado, il giudice non può decidere sulle questioni civili. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio le statuizioni civili e la condanna alle spese, liberando l'Imputato da tali obblighi.
Continua »
Termine a comparire violato: la Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per reati edilizi e paesaggistici inflitta a un privato cittadino. La difesa aveva tempestivamente eccepito il mancato rispetto del termine a comparire per l'udienza d'appello, poiché la citazione era stata notificata solo dodici giorni prima dell'udienza anziché i venti previsti dalla legge. Trattandosi di una nullità a regime intermedio tempestivamente rilevata, la Corte d'Appello avrebbe dovuto rinviare il processo. Poiché l'eccezione era fondata e nel frattempo è maturata la prescrizione dei reati, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata dichiarando l'estinzione dei reati.
Continua »
Prescrizione del reato: ricorso errato costa tremila euro
Il Ricorrente, condannato per violazione delle norme di pubblica sicurezza, ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la mancata dichiarazione della prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Al momento della sentenza di primo grado, infatti, il termine di prescrizione non era ancora decorso. L'inammissibilità del ricorso impedisce la costituzione di un valido rapporto processuale di impugnazione. Di conseguenza, i giudici non hanno potuto rilevare la prescrizione del reato maturata successivamente alla sentenza impugnata. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Prescrizione del reato: la recidiva blocca lo sconto di pena
L'Imputato, condannato per tentato furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che fosse già maturata la prescrizione del reato prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la recidiva, in quanto circostanza ad effetto speciale, rileva ai fini del calcolo del tempo necessario a prescrivere il reato, anche se il giudice d'appello ha deciso di non applicare in concreto il relativo aumento di pena. Di conseguenza, il termine di prescrizione del reato non era ancora decorso al momento della decisione di secondo grado. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato e recidiva: la frode non si cancella
L'Imputato, condannato per frode assicurativa (art. 642 c.p.), ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata dichiarazione di prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la contestata recidiva reiterata e specifica, operando come circostanza aggravante ad effetto speciale, allunga notevolmente i tempi necessari per la prescrizione del reato e recidiva. Di conseguenza, il termine massimo di prescrizione scadrà solo nel marzo 2026. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato: lo sciopero difensivo evita l’impunità
L'Imputato, condannato per furto in abitazione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato la tesi difensiva, evidenziando che il termine di prescrizione del reato, originariamente pari a sette anni e sei mesi, ha subito due sospensioni dovute all'adesione del difensore all'astensione dalle udienze proclamata dalle Camere penali. Queste sospensioni hanno posticipato la scadenza del termine al 27 luglio 2022, data successiva alla sentenza d'appello del 28 aprile 2022. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto in abitazione: la condanna resta e la prescrizione sfuma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per il reato di furto in abitazione aggravato dalla violenza sulle cose. L'imputato lamentava l'errata applicazione della legge penale e la mancata dichiarazione di prescrizione del reato. I giudici di legittimità hanno chiarito che, in presenza di recidiva reiterata specifica infraquinquennale, il termine di prescrizione aumenta notevolmente, superando i tredici anni e quattro mesi di base, incrementati ulteriormente di due terzi. Di conseguenza, il reato commesso nel 2009 non è risultato prescritto. La Cassazione ha confermato la condanna dell'imputato, ordinando anche il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Lesioni personali aggravate: dente rotto e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di lesioni personali aggravate nei confronti di un uomo che aveva causato la rottura di un dente alla vittima. La difesa sosteneva che l'imputato fosse legittimamente impedito a partecipare all'udienza per motivi di salute e che la perdita di un dente non costituisse un indebolimento permanente dell'organo della masticazione. I giudici hanno invece stabilito che il certificato medico non dimostrava un impedimento assoluto e che anche la menomazione di un singolo dente integra la circostanza aggravante dell'indebolimento permanente dell'organo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato: ricalcolo pena e condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per detenzione abusiva di armi. Il ricorrente contestava la misura della pena e sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha chiarito che il calcolo della sanzione era logico e motivato. Ha inoltre stabilito che la prescrizione del reato non opera se la sentenza d'appello deriva da un precedente annullamento con rinvio limitato alla sola determinazione della pena. In questo caso, infatti, la responsabilità penale è già accertata in via definitiva. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
Continua »
Occupazione abusiva di immobili: le chiavi costano la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un privato per il reato di occupazione abusiva di immobili (art. 633 c.p.). L'imputata aveva contestato la sussistenza del reato e invocato la prescrizione, sostenendo di non avere la disponibilità materiale del bene. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la condotta di occupazione ha carattere permanente e che la disponibilità delle chiavi d'accesso dimostra l'effettivo possesso dell'immobile. Inoltre, la Cassazione non può riesaminare le prove di fatto già valutate nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato e recidiva: la Cassazione nega lo sconto
Il caso riguarda un uomo condannato per false dichiarazioni sulla propria identità. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo il calcolo dei termini. Poiché all'imputato era stata contestata la recidiva specifica e infraquinquennale, il tempo base di prescrizione di sei anni è stato aumentato della metà, arrivando a nove anni. Con l'ulteriore aumento dovuto agli atti interruttivi, il termine complessivo per la prescrizione del reato è stato fissato a tredici anni e sei mesi, posticipando la scadenza al febbraio 2026. Di conseguenza, nel 2023 il reato non era affatto prescritto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato e sciopero: la Cassazione condanna
L'Imputato è stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per il possesso ingiustificato di un machete. Egli ha proposto ricorso in Cassazione contestando la natura offensiva dell'oggetto e sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Riguardo alla prescrizione del reato, i giudici hanno chiarito che il termine è rimasto sospeso per l'intera durata del rinvio dell'udienza ottenuto a causa dell'adesione del difensore all'astensione collettiva della categoria. Tale astensione non costituisce un legittimo impedimento, determinando così la sospensione del decorso del tempo per tutto il periodo del rinvio. Di conseguenza, l'Imputato perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rissa e lesioni: la prescrizione del reato cancella la pena
Una violenta rissa avvenuta nel 2014 ha portato alla condanna penale di diversi soggetti per rissa e lesioni aggravate. Gli imputati hanno fatto ricorso in Cassazione eccependo la prescrizione del reato prima della sentenza d'appello del 2022. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il calcolo dei termini di prescrizione non doveva includere i rinvii d'ufficio disposti durante l'emergenza Covid-19, in linea con la Corte Costituzionale. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza penale per intervenuta prescrizione del reato. Tuttavia, ha confermato la responsabilità civile di due imputati, dichiarando inammissibili i loro ricorsi su questo punto e condannandoli a risarcire le spese legali alla vittima che aveva riportato lesioni personali.
Continua »
Prescrizione del reato: il Covid non salva i condannati
Due soggetti venivano condannati per ricettazione di carta filigranata originale per banconote. Gli imputati proponevano ricorso in Cassazione eccependo l'avvenuta prescrizione del reato, contestando in particolare il calcolo dei sessantaquattro giorni di sospensione legati all'emergenza Covid-19. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando che la prescrizione del reato non era maturata prima della sentenza di appello. I giudici hanno chiarito che, oltre alla sospensione per l'emergenza sanitaria, andavano sommati i rinvii disposti in primo grado e quelli richiesti dalla difesa per trattative di patteggiamento. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »