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Prescrizione Contributi Previdenziali

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181 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione Contributi: Perde la Causa per un Ricorso Generico
Una contribuente si oppone a una richiesta di pagamento per contributi previdenziali risalenti a oltre dieci anni prima, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La sua richiesta viene respinta perché non aveva impugnato la cartella di pagamento originaria nei termini di legge. La contribuente ricorre in Cassazione, lamentando che l'Agente della riscossione non avesse prodotto in giudizio la copia della cartella, ma solo la relata di notifica. La Corte Suprema, con la sentenza n. 6949/2023, dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla genericità e sulla mancanza di specificità dei motivi del ricorso, che di fatto miravano a un riesame dei fatti. La Corte ha così confermato la validità della pretesa creditoria, sottolineando l'importanza del rispetto delle regole processuali nel contestare la prescrizione dei contributi previdenziali.
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Prescrizione Contributi: Rigetto del ricorso vale come condanna?
La Corte di Cassazione affronta un caso cruciale sulla prescrizione contributi previdenziali. Due società avevano impugnato un verbale di accertamento dell'INPS, ma il loro ricorso era stato definitivamente respinto. L'Ente previdenziale ha quindi sostenuto che il termine di prescrizione del credito si fosse convertito da cinque a dieci anni, come avviene per i diritti accertati da una sentenza definitiva. Le società, invece, ritenevano che solo una sentenza di condanna, e non una di semplice rigetto del loro ricorso, potesse produrre tale effetto. Riconoscendo la complessità e la rilevanza della questione, la Corte non ha emesso una decisione finale, ma ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. La questione rimane aperta.
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Prescrizione Contributi: Proroga Salva l’Ente, Professionista Paga
Una professionista si oppone alla richiesta di pagamento dei contributi del 2009, ritenendo il suo debito estinto per prescrizione. I giudici di merito le danno ragione, calcolando la scadenza quinquennale dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Corte chiarisce che una proroga governativa aveva spostato il termine di pagamento al 6 luglio 2010. Questo slittamento ha spostato anche l'inizio del calcolo della prescrizione contributi previdenziali, rendendo la richiesta dell'Ente tempestiva e valida. Di conseguenza, la professionista è tenuta a versare i contributi richiesti.
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Prescrizione contributi previdenziali: nuove regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che la prescrizione contributi previdenziali viene interrotta dalla regolare notifica delle cartelle esattoriali. Se l'agente della riscossione rimane inerte, l'ente creditore ha diritto a richiedere il risarcimento del danno, che può essere quantificato dal giudice in via equitativa. Inoltre, l'interruzione della prescrizione è considerata un'eccezione in senso lato, pertanto il giudice può rilevarla d'ufficio se i fatti interruttivi risultano dai documenti ritualmente acquisiti nel processo.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida mobilità
La Corte di Cassazione ha confermato che i crediti vantati dall'ente previdenziale per oneri derivanti dalla cosiddetta mobilità lunga sono soggetti alla prescrizione contributi previdenziali quinquennale. Il caso ha riguardato una società di telecomunicazioni a cui l'ente chiedeva il rimborso di somme erogate ai lavoratori licenziati. La Suprema Corte ha chiarito che tali oneri, essendo correlati al finanziamento della contribuzione figurativa, rientrano nell'ampia categoria dei contributi previdenziali e non possono essere soggetti alla prescrizione ordinaria decennale.
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Prescrizione contributi previdenziali: nuove regole
La Corte d'Appello di L’Aquila ha riformato una sentenza di primo grado riguardante la prescrizione contributi previdenziali. Il caso ha chiarito che le istanze di rateizzazione dei debiti INPS valgono come riconoscimento del debito, interrompendo la prescrizione. Inoltre, è stata confermata la validità delle notifiche effettuate tramite deposito alla casa comunale, rendendo inoppugnabili le pretese dell'ente di riscossione se non contestate tempestivamente.
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Prescrizione contributi: la denuncia del lavoratore
Un lavoratore si opponeva a una cartella esattoriale per contributi previdenziali non versati. La questione centrale era il termine di prescrizione, se decennale o quinquennale. La Corte di Cassazione, in una complessa vicenda giudiziaria, ha stabilito che la denuncia di omissione contributiva presentata dal lavoratore aveva conservato il più lungo termine di prescrizione decennale a favore dell'ente previdenziale. Il successivo ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile, confermando la sua condanna al pagamento dei contributi per il periodo controverso.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce i termini della prescrizione contributi previdenziali in un caso complesso. Un ex lavoratore in prepensionamento ha perso la causa per l'adeguamento dei contributi perché il diritto dell'ente previdenziale a riscuoterli si era estinto per prescrizione quinquennale. La Corte ha stabilito che le questioni assorbite in un grado di giudizio possono essere riesaminate in sede di rinvio e che le azioni del lavoratore non interrompono la prescrizione, essendo un onere del solo ente creditore.
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Prescrizione contributi previdenziali: cosa decide la Cassazione?
Un'erede agiva in giudizio contro una società e l'ente previdenziale per ottenere il corretto versamento dei contributi dovuti al defunto lavoratore. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione dei contributi previdenziali. Anche se il diritto ai contributi non può essere oggetto di rinuncia da parte del lavoratore, esso è comunque soggetto ai normali termini di prescrizione. La Corte ha chiarito che l'eccezione di prescrizione, non decisa in un precedente giudizio di Cassazione, poteva essere legittimamente esaminata e accolta dal giudice del rinvio, portando al rigetto definitivo della domanda.
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Prescrizione contributi previdenziali: la Cassazione
Un ex lavoratore ha richiesto la riliquidazione della pensione sulla base di contributi non versati da una società subentrante. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, rigettando il ricorso e stabilendo che il diritto ai contributi era estinto per la prescrizione dei contributi previdenziali quinquennale. La Corte ha chiarito che il principio di automaticità delle prestazioni non opera se i contributi sono prescritti e che la denuncia del lavoratore non è sufficiente a interrompere o raddoppiare tale termine.
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Prescrizione contributi previdenziali: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione dei contributi previdenziali, confermando il termine quinquennale introdotto dalla L. 335/1995. La Corte ha stabilito che la denuncia del lavoratore non ha l'effetto di raddoppiare tale termine per i contributi maturati dopo l'entrata in vigore della legge, né di interrompere la prescrizione. Il ricorso del lavoratore, che lamentava il mancato versamento dei contributi da parte della società datrice di lavoro, è stato rigettato, confermando la decisione della Corte territoriale che aveva accolto l'eccezione di prescrizione sollevata dall'Ente Previdenziale.
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Prescrizione contributi: da quando decorre il termine?
Una professionista ha impugnato una cartella esattoriale per contributi non versati, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la prescrizione dei contributi previdenziali decorre non dall'anno di produzione del reddito, ma dalla data in cui tale reddito viene comunicato all'ente previdenziale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità dei motivi.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
Una società è stata condannata al versamento di contributi previdenziali in base a un accordo transattivo con una lavoratrice. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto della lavoratrice di agire per l'adempimento dell'accordo, ma ha accolto il ricorso della società per quanto riguarda la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte ha stabilito che l'obbligo di versamento è limitato ai soli contributi non estinti per la prescrizione quinquennale, poiché questa norma è inderogabile.
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Prescrizione contributi: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore, il cui rapporto è stato riqualificato da autonomo a subordinato, ha richiesto i contributi omessi. La Cassazione ha confermato la parziale prescrizione dei contributi previdenziali, stabilendo che il termine decorre dall'inizio del rapporto e non dalla sentenza di riqualificazione. È stato inoltre confermato il principio di non cumulabilità, detraendo i contributi già versati dal lavoratore per altre attività nello stesso periodo.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agenzia di riscossione in un caso di prescrizione contributi previdenziali. Ha inoltre rigettato il ricorso dell'ente impositore, chiarendo che la prescrizione quinquennale in materia previdenziale è un principio di ordine pubblico e non può essere rinunciata, neanche con una richiesta di rateizzazione successiva alla sua maturazione.
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Prescrizione contributi: il termine decorre dalla scadenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di contributi previdenziali per l'anno 2008, ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che la prescrizione dei contributi previdenziali decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprese eventuali proroghe legali. Di conseguenza, la richiesta dell'ente previdenziale è stata considerata tempestiva.
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Prescrizione contributi: no alla rinuncia tacita
Una società si opponeva a diverse intimazioni di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11690/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione contributi previdenziali. Sebbene una richiesta di rateizzazione interrompa la prescrizione per i crediti non ancora scaduti, non può essere considerata una rinuncia alla prescrizione per i debiti già estinti per decorso del tempo. In materia previdenziale, infatti, la prescrizione non è nella disponibilità delle parti e il suo maturare estingue il diritto di credito, effetto che non può essere annullato da un successivo riconoscimento del debito.
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Prescrizione contributi: la denuncia tardiva è inutile
La Corte di Cassazione ha stabilito che la denuncia di omissione contributiva da parte di un lavoratore, se presentata dopo la scadenza del termine di prescrizione di cinque anni, non è idonea a estendere tale termine a dieci anni. L'ente previdenziale aveva impugnato la decisione della Corte d'Appello che lo condannava a regolarizzare i contributi per un periodo lavorativo dal 2004, a seguito di una denuncia del lavoratore del 2011. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che un diritto già prescritto non può essere "resuscitato" da una denuncia tardiva, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi: occultamento non automatico
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo che il diritto dell'ente a riscuoterli fosse scaduto per prescrizione. L'ente previdenziale replicava che la prescrizione era stata sospesa a causa dell'occultamento doloso del debito da parte del professionista, il quale non aveva compilato la sezione specifica (Quadro RR) della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo un principio fondamentale in materia di prescrizione contributi previdenziali: la semplice omissione di un dato nella dichiarazione non equivale automaticamente a un 'occultamento doloso'. È necessario che l'ente creditore fornisca la prova di un comportamento intenzionale volto a nascondere il debito, cosa che i giudici di merito non avevano accertato. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi: la proroga sposta il dies a quo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per la prescrizione dei contributi previdenziali decorre dalla data di scadenza del pagamento, anche se questa è stata prorogata da un decreto ministeriale. In un caso riguardante un professionista e l'ente previdenziale per i contributi del 2009, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente calcolato l'inizio della prescrizione dalla scadenza originaria. La proroga del termine di versamento sposta in avanti anche il 'dies a quo' per il calcolo dei cinque anni, rendendo tempestiva la richiesta dell'ente.
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