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Preleggi

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Le disposizioni sulla legge in generale, dette anche preleggi sono un insieme di articoli (in origine erano 31, poi dopo l'abrogazione delle corporazioni sono diventati in tutto 12) emanate con Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262 con cui fu anche approvato il codice civile italiano nel 1942.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Natanti e Limiti di Velocità: la Cassazione esclude l’Analogia Legis
Un Comune ha multato un Lavoratore per aver superato il limite di velocità con il suo natante in un canale. I giudici di primo e secondo grado hanno annullato la multa, applicando per Analogia Legis una norma del Codice della Strada che prevede un margine di tolleranza per la velocità rilevata da apparecchi elettronici. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il diritto della navigazione è una legislazione speciale e non può essere integrato per analogia con norme del Codice della Strada, che persegue interessi diversi. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso del Comune, rinviando la causa per una nuova decisione.
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Abusivismo finanziario: pene raddoppiate o ridotte? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'abusivismo finanziario, chiarendo l'applicazione delle pene. Un Giudice aveva dichiarato inefficace una misura cautelare per un indagato, ritenendo che la pena massima per l'abusivismo finanziario fosse di quattro anni. Questo perché una legge successiva (L. 141/2010) aveva riscritto l'articolo di riferimento (Art. 132 TUB), ripristinando la pena originaria e tacitamente abrogando il raddoppio delle sanzioni introdotto da una legge precedente (L. 262/2005). La Cassazione ha confermato questa interpretazione: il raddoppio delle pene non è più applicabile, con conseguente riduzione dei termini di prescrizione e della durata delle misure cautelari.
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Giudicato endofallimentare e riparto: rigettato il ricorso
Una società di gestione crediti ha contestato il piano di riparto finale in un'amministrazione straordinaria, sostenendo che il calcolo degli interessi non rispettasse lo stato passivo approvato. La questione riguardava l'applicazione del giudicato endofallimentare, ossia la stabilità del decreto che ammette il credito al concorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società creditrice, confermando la correttezza del piano di riparto. I giudici hanno chiarito che il decreto di approvazione dello stato passivo equivale a una regola legale e deve essere interpretato secondo i criteri oggettivi delle leggi. Poiché la somma assegnata nel riparto finale copriva interamente il credito spettante tra quota fissa ipotecaria e quota variabile chirografaria, la doglianza del creditore è stata ritenuta del tutto priva di fondamento.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato il massimale
Una lavoratrice ha chiesto il ricalcolo della propria quota B di pensione lavoratori dello spettacolo. La donna sosteneva la disapplicazione del tetto massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalle norme del 1971. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo abrogato tacitamente il limite a seguito delle riforme previdenziali del 1997. L'ente previdenziale ha presentato ricorso per cassazione per contestare l'esistenza di un'abrogazione implicita. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che il massimale giornaliero resta pienamente in vigore anche per le anzianità maturate dopo il 1992, al fine di garantire la sostenibilità economica dell'intero sistema previdenziale.
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Principio di irretroattività: no a sconti IVA su vecchi acconti
Un promittente venditore ha contestato il calcolo del saldo dovuto per il trasferimento di due immobili, stabilito con sentenza ex art. 2932 c.c. La Corte d'Appello aveva detratto dal saldo l'IVA versata sugli acconti tra il 2001 e il 2002, applicando un'esenzione introdotta solo nel 2006. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del venditore, stabilendo che il regime fiscale degli acconti si determina al momento del pagamento. Applicare l'esenzione successiva viola il principio di irretroattività della legge (Art. 11 preleggi). La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Impugnazione per revocazione: il ritardo che costa carissimo
Una società propone un'impugnazione per revocazione contro una precedente sentenza della Corte di Cassazione. Tuttavia, il ricorso viene notificato oltre il termine di sei mesi previsto dalla legge, introdotto dalla riforma del 2016 per i provvedimenti pubblicati successivamente alla sua entrata in vigore. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso per tardività, confermando l'applicazione del termine semestrale (calcolato considerando la sospensione feriale e la scadenza slittata dal sabato al lunedì). La ricorrente viene condannata a pagare le spese di giudizio alle controparti e un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Calo Ponderale Fisiologico: Azienda vince contro il Fisco
Un'azienda del settore metallurgico ha ricevuto un accertamento fiscale per presunti ricavi non dichiarati. La contestazione nasceva dalla differenza tra il peso del materiale acquistato e quello, inferiore, fatturato alla vendita. L'azienda si è difesa sostenendo che la differenza fosse dovuta a un normale 'calo ponderale fisiologico' del metallo, come previsto dagli usi commerciali locali. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio importante: le raccolte ufficiali degli usi commerciali, come quelle delle Camere di Commercio, costituiscono una prova valida che il giudice deve considerare. La sentenza precedente, che aveva ignorato tale prova, è stata annullata.
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Massimale pensionabile: calcolo Quota B spettacolo
La Corte di Cassazione ha chiarito che il massimale pensionabile giornaliero per i lavoratori dello spettacolo rimane applicabile anche alla Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla richiesta di un pensionato di ricalcolare il supplemento di pensione senza il tetto retributivo previsto dalla normativa del 1971. Mentre i giudici di merito avevano ipotizzato un'abrogazione tacita del limite a seguito delle riforme del 1995 e 1997, la Suprema Corte ha ribaltato tale visione. La decisione conferma che il massimale pensionabile è uno strumento essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali e non può considerarsi superato senza una chiara volontà legislativa.
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Condono fiscale: quando la lite è pendente?
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato il riconoscimento di un condono fiscale a favore di una contribuente, sostenendo che la lite non fosse più pendente al momento dell'entrata in vigore della normativa agevolativa. Sebbene il procedimento fosse attivo alla data di riferimento del 1° maggio 2011, la sentenza di primo grado era passata in giudicato il 4 luglio 2011, ovvero due giorni prima dell'efficacia del decreto legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la controversia deve risultare pendente non solo alla data fissata dalla norma, ma anche al momento della sua effettiva entrata in vigore.
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Sanzioni amministrative: no al mancato aggiornamento
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento delle sanzioni amministrative irrogate dall'ANAC nei confronti di alcuni amministratori locali. Il fulcro della controversia riguardava il mancato aggiornamento del piano triennale di prevenzione della corruzione. La Suprema Corte ha stabilito che la norma sanzionatoria colpisce esclusivamente la mancata adozione del piano e non il suo aggiornamento annuale. In virtù del principio di tipicità, non è consentita un'interpretazione estensiva o analogica che equipari le due condotte, trattandosi di fatti materiali distinti e di diversa gravità.
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Stabilizzazione: no automatismo per i co.co.co.
Un gruppo di rilevatori ha agito contro un Ente Nazionale di Ricerca per ottenere il riconoscimento della subordinazione e la conseguente stabilizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle domande, evidenziando che la stabilizzazione nel settore pubblico non può prescindere da procedure selettive concorsuali. La decisione ribadisce che il mero svolgimento di attività lavorativa, anche se continuativa, non garantisce l'accesso automatico al ruolo senza il rispetto dei requisiti previsti dalla legge e dalla Costituzione.
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Credito privilegiato per garanzie PMI: la Cassazione
Una società in concordato preventivo ha contestato la natura privilegiata di un debito derivante dall'escussione di una garanzia pubblica su finanziamenti anteriori alla legge istitutiva del privilegio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33369/2023, ha stabilito che il credito del Fondo di Garanzia è un credito privilegiato se la liquidazione delle somme (il pagamento al creditore) è avvenuta dopo l'entrata in vigore della norma, indipendentemente dalla data del finanziamento originario. La Corte ha chiarito che la legge speciale del 2015 ha creato una nuova fattispecie di credito privilegiato legata al momento del pagamento da parte del Fondo.
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Rottamazione quater: estinzione processo e spese
Una società in lite con l'ente previdenziale per contributi non versati ha aderito alla rottamazione quater durante il giudizio in Cassazione. La Suprema Corte, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che, in base alla normativa specifica sulla definizione agevolata, le spese legali restano a carico di ciascuna parte che le ha anticipate, senza alcuna pronuncia nel merito della controversia.
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Atto unico notarile: la Cassazione chiarisce il calcolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27577/2024, ha stabilito che in caso di un atto unico notarile per il trasferimento di proprietà di più autoveicoli, il contributo fisso di 15 euro è dovuto una sola volta per l'intero atto e non per ogni singolo veicolo. La Corte ha chiarito che il criterio dirimente è l'unicità del negozio giuridico, come una vendita in blocco, e non il numero di beni trasferiti, accogliendo così il ricorso di un notaio contro la pretesa dell'Archivio Notarile.
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Presenza del minore: la Cassazione chiarisce.
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per violenza domestica, chiarendo l'applicazione dell'aggravante per la presenza del minore. Secondo la Corte, questa circostanza si applica anche quando il reato è commesso davanti a un bambino molto piccolo, incapace di comprendere razionalmente l'accaduto. È sufficiente la mera percezione sensoriale (visiva o uditiva) dell'atto, poiché la legge mira a proteggere lo sviluppo psicologico del minore sin dai primi istanti di vita.
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Scorrimento graduatorie: stop a progressioni interne
La Corte di Cassazione ha stabilito che una pubblica amministrazione non può procedere allo scorrimento di una graduatoria preesistente, derivante da una selezione per progressioni verticali riservata al solo personale interno, se una nuova legge (ius superveniens) impone per quelle posizioni il concorso pubblico. La decisione di procedere allo scorrimento è un atto nuovo che deve rispettare la normativa vigente al momento della sua adozione, anche se la graduatoria è stata formata in precedenza. Di conseguenza, il ricorso dei dipendenti è stato respinto.
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Elezione di domicilio appello: basta il richiamo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'ammissibilità dell'impugnazione, non è necessaria una nuova elezione di domicilio se l'imputato era presente al giudizio di primo grado. È sufficiente che l'atto di appello contenga un richiamo chiaro ed inequivocabile al domicilio già eletto. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza della Corte d'Appello che aveva dichiarato l'inammissibilità del gravame per un'interpretazione troppo formalistica della norma sull'elezione di domicilio appello, oggi abrogata ma applicabile al caso.
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Mandato ad impugnare: la legge applicabile è decisiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'obbligo del mandato ad impugnare. Il caso verteva sull'applicabilità delle nuove norme introdotte dalla Riforma Cartabia a sentenze emesse prima della sua entrata in vigore. La Corte ha stabilito che, per gli atti processuali come l'impugnazione, vale il principio 'tempus regit actum': si applica la legge in vigore al momento in cui l'atto viene compiuto, non quella del momento della sentenza. Di conseguenza, l'appello senza il mandato ad impugnare, richiesto dalla nuova legge, è stato correttamente ritenuto inammissibile.
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Inquadramento dirigenziale: no all’automatismo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una dipendente universitaria che chiedeva l'inquadramento dirigenziale automatico basato su anzianità e normative degli anni '70-'80. La Corte ha stabilito che l'accesso alla qualifica di dirigente nel pubblico impiego richiede sempre una procedura selettiva, non potendo avvenire in modo automatico per sola anzianità, salvo esplicita previsione di legge derogatoria, qui assente.
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