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Prededuzione

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442 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Credito in prededuzione: requisiti e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società fornitrice che chiedeva l'ammissione integrale del proprio credito in prededuzione nei confronti di una grande impresa in amministrazione straordinaria. La decisione si fonda sul principio di autosufficienza del ricorso: il ricorrente non ha dimostrato di aver contestato specificamente la ratio decidendi del provvedimento impugnato, la quale si basava sulla mancata prova dei requisiti di fatto necessari per qualificare la prestazione come essenziale al risanamento ambientale.
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Correzione errore materiale: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione annulla un decreto di correzione di errore materiale, stabilendo che la rivalutazione di una prova costituisce errore di giudizio, non emendabile con tale procedura. L'ordinanza chiarisce anche che una motivazione è solo apparente, e quindi nulla, se non spiega il percorso logico seguito dal giudice per giungere alla sua decisione, rendendo di fatto impossibile comprenderne le ragioni.
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Prededuzione crediti: la Cassazione sui requisiti PMI
Un'impresa di autotrasporti si è vista negare la richiesta di prededuzione crediti verso una grande azienda in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per ottenere tale privilegio è indispensabile provare di essere una Piccola e Media Impresa (PMI). La Corte ha chiarito che questo requisito soggettivo non è stato eliminato dalle norme successive, rimanendo un presupposto fondamentale insieme ai requisiti oggettivi legati alla funzionalità del servizio per l'impresa debitrice.
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Crediti prededucibili: prova per i trasporti
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una società di trasporti che richiedeva il riconoscimento di crediti prededucibili nei confronti di una grande impresa in amministrazione straordinaria. Pur correggendo l'interpretazione restrittiva della legge fornita dal tribunale di merito, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso. La decisione si fonda sulla mancata prova, da parte della società creditrice, della funzionalità delle prestazioni di trasporto al ciclo produttivo dell'impresa debitrice. L'ordinanza sottolinea come, per ottenere la prededuzione, non sia sufficiente invocare la norma, ma sia indispensabile fornire prove concrete come contratti e fatture che ne dimostrino i presupposti.
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Prededuzione crediti: quando la fornitura è essenziale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i limiti per la prededuzione crediti nell'ambito dell'amministrazione straordinaria. Un fornitore di pneumatici industriali si è visto negare il pagamento privilegiato del proprio credito verso una grande acciaieria, non avendo provato che la fornitura fosse destinata al ciclo produttivo essenziale, definito in senso restrittivo. La Corte ha confermato che l'onere della prova grava sul creditore e che il principio di 'vicinanza della prova' non è applicabile in questo contesto.
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Crediti prededucibili: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Cassazione ha annullato un decreto che negava la prededuzione a un fornitore di un'acciaieria in amministrazione straordinaria. La Corte ha stabilito che i crediti prededucibili si dividono in due categorie: quelli per la continuità produttiva, che richiedono lo status di PMI, e quelli per interventi ambientali, che non lo richiedono. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Prededuzione del credito: l’eccezione del debitore
Una società fornitrice ha richiesto l'ammissione di un credito con prededuzione nei confronti di una grande impresa in amministrazione straordinaria. La richiesta è stata accolta solo in parte. La creditrice ha impugnato la decisione, sostenendo che l'opposizione della debitrice fosse un'eccezione tardiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la contestazione dei requisiti per la prededuzione del credito costituisce una mera difesa, non un'eccezione in senso stretto, e può essere sollevata anche in fase di opposizione.
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Domanda ultratardiva: quando è inammissibile?
Una società di gestione crediti ha presentato una domanda ultratardiva di ammissione al passivo fallimentare per un'indennità di occupazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del tribunale. La motivazione si basa sul fatto che il ricorrente non ha contestato una delle due autonome ragioni della decisione di merito, la quale riteneva la domanda inammissibile perché presentata quasi un anno dopo la cessazione della causa impeditiva, senza una valida giustificazione per tale ritardo.
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Crediti dei terzi: quando sono ammessi al passivo?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi presentati da alcuni creditori, familiari di un soggetto condannato, che chiedevano l'ammissione dei loro crediti al passivo di società i cui beni erano stati confiscati. I crediti, derivanti da fideiussioni, canoni di locazione e prestiti obbligazionari, sono stati respinti. La Corte ha ribadito che per l'ammissione dei crediti dei terzi è fondamentale dimostrare la buona fede e la non strumentalità del credito rispetto all'attività illecita che ha causato la confisca, sottolineando che i fatti costitutivi del credito devono essere antecedenti al provvedimento di sequestro.
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Prededuzione crediti: i requisiti per le PMI
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di autotrasporti che chiedeva la prededuzione dei crediti vantati verso una grande impresa siderurgica in amministrazione straordinaria. L'ordinanza chiarisce che, per ottenere tale privilegio, non è sufficiente dimostrare il collegamento del servizio con l'attività produttiva del debitore. È indispensabile che l'impresa creditrice provi anche il possesso del requisito soggettivo di Piccola e Media Impresa (PMI), secondo i parametri europei. La mancanza di questa prova è stata decisiva per il rigetto della domanda.
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Credito prededucibile: onere della prova per i fornitori
Una società di autotrasporti si è vista negare la richiesta di riconoscimento di un credito prededucibile nei confronti di una grande acciaieria in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il fornitore ha il preciso onere della prova di dimostrare la natura essenziale delle prestazioni fornite, non essendo sufficienti fatture generiche.
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Credito prededucibile: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società fornitrice ha richiesto il riconoscimento di un credito prededucibile nei confronti di una grande impresa in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la natura prededucibile del credito deve essere provata con documentazione rigorosa e non con una semplice autocertificazione. La Corte ha inoltre precisato che un presunto errore di fatto del giudice di merito, come l'omessa valutazione di un documento, deve essere contestato attraverso il rimedio della revocazione e non con un ricorso per cassazione.
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Prededuzione crediti: onere della prova per le PMI
Una società fornitrice ha visto respingere dalla Corte di Cassazione la sua richiesta di ammissione in prededuzione crediti verso una grande impresa in amministrazione straordinaria. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione della qualifica di piccola e media impresa (PMI) e sul difetto di autosufficienza del ricorso, non avendo la ricorrente fornito tutti gli elementi probatori necessari a sostenere le proprie ragioni.
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Credito prededucibile: la necessità, non la fungibilità
Una società fornitrice di un'acciaieria in amministrazione straordinaria ha richiesto il riconoscimento del proprio credito come prededucibile. Il Tribunale aveva negato la richiesta, basandosi sulla fungibilità del bene fornito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il criterio corretto per valutare un credito prededucibile, ai sensi della normativa speciale, non è la non-fungibilità del bene, ma la sua effettiva necessità per la continuità del ciclo produttivo essenziale dell'impresa.
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Omessa pronuncia e nullità del decreto: il caso
Un fornitore in fallimento ha contestato il mancato riconoscimento della prededuzione per i suoi crediti verso una grande società in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione, affrontando il vizio di omessa pronuncia, ha stabilito che il tribunale di merito aveva omesso di decidere su una specifica parte della domanda, violando così il principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Di conseguenza, la Corte ha cassato la decisione su quel punto e ha rinviato la causa per un nuovo esame, dichiarando inammissibili gli altri motivi di ricorso.
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Credito prededucibile: solo per il ciclo produttivo
Una società fornitrice ha richiesto il riconoscimento dello status di credito prededucibile per l'intero ammontare delle sue forniture a una grande impresa industriale in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione, confermando la decisione del Tribunale, ha stabilito che il credito prededucibile spetta solo per le prestazioni strettamente necessarie al ciclo produttivo primario dell'acciaio (la cosiddetta 'area a caldo'), escludendo quelle relative alle fasi di lavorazione successive ('area a freddo').
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Eredità con beneficio di inventario: rimborso coerede
Un coerede, dopo aver accettato l'eredità con beneficio di inventario, paga i debiti ereditari con denaro proprio e agisce per il rimborso nei confronti degli altri coeredi. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, stabilisce che il coerede ha diritto di agire in un autonomo giudizio per l'accertamento del proprio credito, a prescindere dall'insufficienza del patrimonio ereditario. Tale diritto al rimborso sorge dalla surrogazione legale nei diritti dei creditori soddisfatti e non è subordinato alla procedura di liquidazione concorsuale dell'eredità.
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Giudicato endofallimentare: la Cassazione decide
Un locatore chiede il pagamento di un'indennità di occupazione a una società fallita. Inizialmente, il credito viene ammesso solo in parte in prededuzione. Il locatore si oppone solo per l'importo. La Cassazione stabilisce che, non avendo il curatore impugnato la natura prededucibile del credito, tale qualifica è diventata definitiva per il principio del giudicato endofallimentare. Pertanto, l'intero credito deve essere ammesso con tale privilegio.
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Motivazione Apparente: quando la sentenza è nulla
Una società immobiliare si oppone alla decisione del Tribunale in merito ai crediti vantati verso un fallimento per canoni di locazione. La Corte di Cassazione ha annullato il decreto del Tribunale perché la sua giustificazione era incomprensibile, configurando un vizio di motivazione apparente. La Suprema Corte ha chiarito che un provvedimento è nullo quando non permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice, violando il diritto a una decisione motivata.
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Credito prededucibile e consecuzione tra procedure
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso di un professionista, per l'attività svolta in un concordato preventivo poi non omologato, può essere considerato un credito prededucibile nel successivo fallimento. Ciò è possibile se esiste una 'consecuzione' tra le procedure, ossia se entrambe originano dal medesimo stato di insolvenza, a prescindere da intervalli di tempo o da più tentativi di concordato falliti. La valutazione sulla funzionalità della prestazione va fatta 'ex ante'.
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