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Prededuzione Dei Crediti

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un diritto che permette a certi crediti di essere pagati con priorità rispetto ad altri, specialmente in situazioni di insolvenza o di gestione di beni sottoposti a procedure particolari, come il sequestro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Credito in Sequestro Preventivo: Cassazione Nega Pagamento Oro in Conto Vendita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Fornitore che chiedeva il pagamento di un credito in sequestro preventivo. Il Fornitore aveva fornito oro a un'Azienda Acquirente, i cui beni erano stati sottoposti a sequestro. Sosteneva che, grazie a un contratto estimatorio (conto vendita), la proprietà dell'oro fosse passata dopo il sequestro, rendendo il suo credito prededucibile. Il GIP aveva già rigettato la richiesta per mancanza di prove sulla fornitura e sulla tempistica. La Cassazione ha confermato che la decisione del GIP era ben motivata e che le argomentazioni del Fornitore erano infondate, condannandolo alle spese. Questo caso evidenzia l'importanza di prove solide per far valere un credito in sequestro preventivo.
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Prededuzione dei crediti: il bivio tra privilegio e chirografo
Un'impresa di trasporti ha richiesto l'ammissione al passivo di un credito di circa centodiciassettemila euro nei confronti di una grande società siderurgica in amministrazione straordinaria. L'impresa pretendeva il riconoscimento della prededuzione dei crediti per i servizi di trasporto effettuati. Il Tribunale ha invece qualificato il credito come chirografario, ritenendo che i trasporti non fossero funzionali agli impianti essenziali della società e rilevando la mancanza di prove documentali. L'impresa ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, ritenendo la questione di particolare rilevanza giuridica riguardo ai requisiti necessari per l'applicazione della prededuzione a favore delle imprese di autotrasporto, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Prededuzione dei crediti: trasporto merci o chirografo?
Un'impresa di autotrasporti ha richiesto l'ammissione al passivo di una grande società in amministrazione straordinaria per servizi di trasporto merci, pretendendo la prededuzione dei crediti. Il Tribunale ha invece qualificato il credito come chirografario, escludendo la prededuzione poiché i trasporti riguardavano prodotti finiti distribuiti alla clientela (fase post-produzione) e non il ciclo produttivo interno. L'impresa ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, ritenendo la questione di particolare rilevanza giuridica riguardo ai requisiti oggettivi e soggettivi per il riconoscimento della prededuzione dei crediti di autotrasporto, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Prededuzione dei crediti: sì al diritto di prova, no alla priorità
Una Società Fornitrice ha chiesto l'ammissione al passivo di un'Azienda in Amministrazione Straordinaria per forniture di pneumatici, pretendendo la prededuzione dei crediti. Il Tribunale ha negato tale priorità, ritenendo che le forniture non riguardassero gli impianti produttivi essenziali (l'area a caldo dell'acciaieria), ed ha escluso una parte del credito per mancata prova della consegna, rifiutando i testimoni. La Corte di Cassazione ha confermato che la prededuzione dei crediti spetta solo per le attività strettamente indispensabili alla produzione primaria (fino alla bramma d'acciaio). Tuttavia, ha accolto il ricorso della fornitrice sulla parte di credito esclusa: il Tribunale ha sbagliato a rifiutare le prove testimoniali sulla consegna della merce usando argomenti validi solo per la prededuzione. La causa torna al Tribunale per un nuovo esame.
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Prededuzione dei crediti: trasporti salvi anche fuori fabbrica
Un'impresa di trasporti ha proposto opposizione allo stato passivo di una grande azienda siderurgica in amministrazione straordinaria, chiedendo il riconoscimento della prededuzione dei crediti per i servizi di trasporto effettuati. Il Tribunale aveva escluso tale priorità, ritenendo che il trasporto di prodotti finiti all'estero non rientrasse direttamente nel ciclo produttivo dell'acciaio dello stabilimento principale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'impresa di trasporti. I giudici hanno chiarito che la legge riconosce la prededuzione dei crediti a tutte le imprese di autotrasporto che garantiscono la funzionalità complessiva degli impianti dell'azienda strategica, a prescindere dal singolo stabilimento o dalla specifica fase produttiva. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Prededuzione dei crediti: nessun favore se i vizi sono occulti
Una società creditrice chiede l'ammissione al passivo del fallimento di un'azienda per i costi di sostituzione di tubi d'acciaio difettosi. Il credito viene richiesto in prededuzione dei crediti, basandosi su un accordo transattivo autorizzato dal Tribunale durante il precedente concordato preventivo. Tuttavia, i difetti dei tubi erano vizi occulti, dolosamente taciuti dall'azienda fallita e non menzionati nell'accordo. Il Tribunale di Vicenza accoglie la richiesta, ma la Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che la prededuzione dei crediti non si estende ai danni da vizi occulti non espressamente inclusi nella transazione autorizzata e taciuti al giudice. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Prededuzione dei crediti: la funzionalità è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prededuzione dei crediti sorti dopo la domanda di concordato preventivo non è automatica. È necessario accertare la 'funzionalità' del credito, ovvero che l'atto da cui deriva sia stato coerente e necessario per il piano di risanamento. Nel caso di specie, una fornitura di beni a una società poi fallita non poteva essere considerata prededucibile senza questa verifica, che il tribunale di merito aveva omesso di compiere. La Corte ha quindi cassato la decisione e rinviato la causa per un nuovo esame.
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