Un uomo, già condannato per associazione mafiosa ed estorsione, ha chiesto di applicare il beneficio del **reato continuato** per unificare le sue pene con altre condanne per spaccio e favoreggiamento. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo che mancava un unico disegno criminale. I giudici hanno chiarito che il favoreggiamento era un episodio isolato, legato a un'amicizia e avvenuto prima che il clan fosse pienamente operativo. Inoltre, non è stato dimostrato che lo spaccio, commesso anni dopo l'adesione al clan, fosse stato programmato fin dall'inizio. La sentenza sottolinea che spetta al condannato provare l'esistenza di un piano unitario, prova che in questo caso non è stata fornita. Di conseguenza, le pene restano separate e non viene concesso alcuno sconto.
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