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Plusvalenza

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625 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione giudizio tributario: il caso del condono
Una contribuente, coinvolta in una lunga disputa per plusvalenze del 2005, ha ottenuto l'estinzione del giudizio tributario aderendo a una definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il caso chiuso dopo aver verificato l'istanza e i pagamenti, stabilendo che ogni parte sostenga le proprie spese legali. La contribuente è stata inoltre esentata dal pagamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Plusvalenze cessione calciatori: quando si paga l’IRAP
Una società di calcio ha contestato l'imponibilità IRAP delle plusvalenze sulla cessione dei calciatori. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il diritto alla prestazione sportiva dell'atleta è un bene immateriale strumentale, la cui cessione genera una plusvalenza che rientra nella base imponibile IRAP.
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Cessione di cubatura: il valore al momento dell’atto
L'Agenzia delle Entrate contestava il calcolo di una plusvalenza su una vendita immobiliare, sostenendo che il valore derivante da una cessione di cubatura dovesse essere considerato solo dopo il rilascio del permesso di costruire. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cessione di cubatura è un atto con effetti traslativi immediati. Di conseguenza, il suo valore economico deve essere incluso nel costo iniziale del bene dal momento dell'accordo, riducendo così la plusvalenza tassabile.
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Plusvalenza cessione terreno: Cassazione chiarisce
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva calcolato l'imposta basandosi esclusivamente sul valore del bene accertato ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4865/2024, ha accolto il ricorso della contribuente, affermando che il valore accertato per l'imposta di registro non è di per sé sufficiente a determinare la plusvalenza ai fini IRPEF. L'Amministrazione finanziaria ha l'onere di fornire ulteriori prove, gravi, precise e concordanti, per dimostrare un corrispettivo superiore a quello dichiarato.
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Nuovo motivo appello: la difesa non è inammissibile
Un contribuente ottiene l'annullamento di un avviso di accertamento per una plusvalenza, sostenendo di aver rivalutato il bene. In appello, l'Agenzia delle Entrate contesta l'insufficienza del pagamento per la rivalutazione. La Commissione Regionale dichiara il motivo inammissibile. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che non si tratta di un 'nuovo motivo appello', ma di una 'mera difesa' ammissibile, in quanto l'onere di provare il corretto perfezionamento dell'agevolazione spetta al contribuente.
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Ritardo pagamento indennità esproprio: niente tasse
Un cittadino ha ricevuto un'indennità di esproprio molti anni dopo l'evento, a causa di ritardi della Pubblica Amministrazione. Nel frattempo, una nuova legge ha reso tassabili tali indennità. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a causa dell'ingiustificato ritardo nel pagamento dell'indennità di esproprio, il cittadino non è tenuto a pagare le imposte. Il ritardo è attribuibile allo Stato nel suo complesso, compreso il sistema giudiziario, e il contribuente non deve essere penalizzato per l'inefficienza statale.
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Plusvalenza tassabile anche se il contratto è risolto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3936/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: la plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un'azienda si considera realizzata al momento della stipula del contratto. Eventi successivi, come il mancato pagamento del prezzo e la conseguente risoluzione del contratto, non eliminano l'obbligo fiscale sorto in quel momento. Tali eventi potranno dar luogo a una minusvalenza deducibile in un periodo d'imposta successivo, ma non annullano la tassazione originaria.
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Sale and lease back plusvalenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3884/2024, ha stabilito che la plusvalenza derivante da un'operazione di sale and lease back non va tassata interamente nell'anno della vendita dell'immobile. Al contrario, deve essere ripartita e imputata fiscalmente lungo tutta la durata del contratto di locazione finanziaria. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, sottolineando la natura unitaria dell'operazione e il principio della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, in linea con i principi contabili nazionali e internazionali.
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Sale and lease back: la Cassazione sulla plusvalenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3886/2024, ha stabilito che la plusvalenza generata da un'operazione di sale and lease back non va tassata interamente nell'anno della vendita, ma deve essere ripartita lungo tutta la durata del contratto di locazione finanziaria. La decisione si fonda sul principio della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, allineando il trattamento fiscale alla rappresentazione contabile dell'operazione come un unico finanziamento, e non come due negozi separati (vendita e leasing).
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Accertamento plusvalenza: no a presunzioni fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3725/2024, ha annullato un accertamento plusvalenza che si basava esclusivamente sul valore definito ai fini dell'imposta di registro. In applicazione di una legge interpretativa con efficacia retroattiva, è stato stabilito che l'Agenzia delle Entrate deve fornire prove ulteriori e concrete per poter contestare il prezzo di vendita di un immobile, non potendo fare affidamento su una mera presunzione.
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Disapplicazione sanzioni tributarie: quando chiederla
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di disapplicazione sanzioni tributarie per obiettiva incertezza normativa non può essere presentata per la prima volta in appello. Deve essere formulata sin dal ricorso introduttivo di primo grado. Nel caso specifico, una contribuente aveva omesso di farlo, rendendo la sua successiva richiesta inammissibile. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva annullato le sanzioni, riaffermando un principio consolidato sulla tempestività delle domande processuali.
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Plusvalenza immobiliare: quando si paga l’imposta?
Un contribuente ha contestato la tassazione di una plusvalenza immobiliare sostenendo che il momento rilevante fosse il contratto preliminare, stipulato quando il terreno era agricolo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2906/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che il presupposto impositivo sorge con l'atto definitivo di compravendita. È in quel momento, infatti, che si trasferisce la proprietà e si deve valutare la natura edificabile del terreno, rendendo la plusvalenza imponibile.
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Agevolazione IRES enti ecclesiastici: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2884/2024, ha stabilito principi fondamentali sull'agevolazione IRES per gli enti ecclesiastici. La Corte ha chiarito che la riduzione d'imposta non è automatica solo per la natura dell'ente, ma richiede una valutazione oggettiva dell'attività svolta, che non deve configurarsi come un'impresa commerciale in concorrenza sul mercato. Inoltre, ha confermato la tassabilità delle plusvalenze derivanti dalla vendita di terreni edificabili, anche se acquisiti per successione tra enti (ope legis), poiché la tassazione è legata alla caratteristica intrinseca del bene e non alla modalità di acquisto.
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Agevolazione fiscale enti ecclesiastici: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2869/2024, ha stabilito i criteri per l'applicazione dell'agevolazione fiscale per gli enti ecclesiastici. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un Istituto Diocesano, negando la riduzione dell'IRES sui redditi derivanti dalla locazione di immobili. È stato chiarito che non è sufficiente la natura religiosa dell'ente; è necessario dimostrare che l'attività economica svolta non sia di tipo commerciale e che i proventi siano esclusivamente e direttamente destinati ai fini istituzionali. La sentenza ha anche confermato che, ai fini fiscali, un terreno si considera edificabile dal momento dell'adozione del piano urbanistico da parte del Comune, indipendentemente dalle approvazioni successive.
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Ritardo pagamento indennità: quando è tassabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassabilità di un'indennità di esproprio dipende dal momento della percezione della somma, non dal trasferimento del bene. Un ritardo pagamento indennità da parte della Pubblica Amministrazione esclude la tassazione solo se il contribuente prova che tale ritardo è stato ingiustificato e colpevole, e non una conseguenza di un lungo iter giudiziario per la determinazione dell'importo.
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Tassazione indennità esproprio: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1887/2024, ha stabilito che la tassazione dell'indennità di esproprio dipende dalla natura edificabile del terreno al momento dell'avvio della procedura, non dalla sua futura destinazione. L'ordinanza chiarisce anche che l'omessa ritenuta d'acconto da parte dell'ente espropriante non esonera il contribuente dal pagamento dell'imposta e delle relative sanzioni, confermando la sua responsabilità solidale.
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Suscettività edificatoria: quando si tassa la vendita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1881/2024, chiarisce i presupposti per la tassazione della plusvalenza derivante dalla vendita di terreni. Il caso riguardava un terreno, formalmente agricolo, per il quale l'Agenzia delle Entrate riteneva sussistente una 'suscettività edificatoria' di fatto basata su atti comunali preliminari. La Corte ha stabilito che, ai fini fiscali, non sono sufficienti atti meramente programmatici o prodromici, ma è necessario un atto formale, come una variante urbanistica adottata dal Comune, che modifichi la destinazione del terreno, anche se non ancora definitivamente approvato a livello regionale. Di conseguenza, la plusvalenza non era tassabile.
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Plusvalenza terreno edificabile: quando si paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza su un terreno edificabile è tassabile anche in presenza di vincoli che ne limitano l'edificabilità, come fasce di rispetto o destinazione a verde. Secondo i giudici, se il terreno mantiene una potenzialità edificatoria, anche parziale, e il prezzo di vendita è superiore a quello agricolo, la tassazione è dovuta. La decisione chiarisce la differenza tra vincoli limitativi e vincoli di inedificabilità assoluta.
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Cessione fabbricato da demolire: no plusvalenza
Un contribuente ha trasferito un immobile a una società, ma l'Agenzia delle Entrate ha riqualificato l'operazione come cessione di area edificabile, tassando una presunta plusvalenza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1834/2024, ha annullato l'accertamento. Ha stabilito che la cessione di un fabbricato da demolire non può essere assimilata a quella di un terreno edificabile. Ciò che conta è la natura oggettiva del bene al momento del trasferimento, non le intenzioni future delle parti, come la demolizione e ricostruzione.
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Accertamento a tavolino: no al contraddittorio
Un contribuente contesta un avviso di accertamento per plusvalenze immobiliari, lamentando la violazione del contraddittorio preventivo. La Corte di Cassazione chiarisce che per un accertamento a tavolino, ovvero un controllo eseguito negli uffici dell'Agenzia delle Entrate sulla base di documenti, non si applicano le garanzie procedurali (come il termine dilatorio) previste per le verifiche fiscali presso la sede del contribuente. Di conseguenza, il ricorso del contribuente viene respinto su questo punto. La Corte dichiara inoltre inammissibile il ricorso dell'Agenzia su una diversa questione di simulazione, ribadendo di non poter riesaminare nel merito le valutazioni delle prove.
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