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Pinto Su Pinto

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione gergale per indicare un procedimento di equa riparazione avviato per ottenere un indennizzo a causa del ritardo accumulato in un precedente procedimento, anch'esso di equa riparazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Equa riparazione: lo Stato ritarda e la Cassazione lo condanna
Il caso riguarda un cittadino che ha chiesto l'equa riparazione per l'eccessiva durata di un precedente giudizio di equa riparazione, il cosiddetto Pinto su Pinto. La Corte d'Appello aveva liquidato un indennizzo calcolando la durata ragionevole del processo presupposto in un anno e sei mesi, riducendo così il ritardo indennizzabile a quattro anni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che la durata ragionevole della sequenza cognitivo-esecutiva nel grado di merito non può superare complessivamente un anno. Di conseguenza, il ritardo indennizzabile era di cinque anni e non di quattro. La Suprema Corte ha cassato il provvedimento impugnato, rinviando la causa alla Corte d'Appello per ricalcolare l'indennizzo spettante al cittadino.
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Equa riparazione: lo Stato ritarda e paga cinque anni di danni
Il caso riguarda un cittadino che ha richiesto l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un precedente giudizio, anch'esso di equa riparazione. La Corte d'Appello aveva calcolato erroneamente in un anno e sei mesi la durata ragionevole della fase di merito (cognizione ed esecuzione), riducendo così l'indennizzo spettante. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che la durata ragionevole complessiva per il grado di merito è di un solo anno. Di conseguenza, escludendo il tempo intercorso tra la fine della cognizione e l'inizio dell'esecuzione, il ritardo effettivo è stato ricalcolato in oltre quattro anni e sei mesi. Questo sforamento dà diritto a cinque anni di indennizzo anziché quattro. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa per una nuova quantificazione del risarcimento.
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Equa riparazione: la Cassazione aumenta l’indennizzo
Un cittadino ha promosso un giudizio di equa riparazione per la durata eccessiva di un precedente processo, anch'esso di equa riparazione. La Corte d'Appello ha calcolato l'indennizzo considerando una durata ragionevole di un anno e sei mesi per il primo grado. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che la durata ragionevole della sequenza cognitivo-esecutiva del processo di equa riparazione è di un solo anno. Di conseguenza, il ritardo indennizzabile è stato ricalcolato in cinque anni invece di quattro. La Cassazione ha cassato il decreto impugnato e rinviato alla Corte d'Appello per la corretta liquidazione.
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Lentezza Giustizia: Indennizzo per Causa Bagattellare Rifiutato
La Corte di Cassazione affronta un caso di 'Pinto su Pinto': una richiesta di indennizzo per la lentezza di una causa già avviata per la lentezza della giustizia. La Corte stabilisce un principio fondamentale sull'indennizzo per causa bagattellare. Anche se il danno da ritardo si presume sempre, il giudice deve negare il risarcimento se la pretesa è irrisoria. La valutazione non può basarsi solo sul basso valore economico (in questo caso 180 euro), ma deve considerare anche le condizioni personali e reddituali concrete di chi chiede il risarcimento. Poiché il giudice precedente non ha fatto questa analisi soggettiva, la Cassazione ha annullato la sua decisione, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Equa riparazione: diritto anche se la causa è persa
Un gruppo di cittadini ha richiesto un'equa riparazione per la durata eccessiva di un precedente processo. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, sostenendo che, avendo perso la causa iniziale, i ricorrenti non potevano aver subito un danno risarcibile. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che il diritto a un'equa riparazione per la lungaggine di un processo è autonomo rispetto all'esito della causa stessa. La Corte ha stabilito che la sofferenza per il ritardo deve essere valutata caso per caso, accogliendo il ricorso dei cittadini.
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Equa riparazione: calcolo durata e indennizzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18317/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di equa riparazione per l'eccessiva durata dei processi. Un cittadino aveva ricevuto un indennizzo calcolato su 7 anni di ritardo anziché 8, perché la Corte d'Appello aveva erroneamente aggiunto il termine di 6 mesi e 5 giorni per il pagamento da parte dello Stato alla durata 'ragionevole' del processo di indennizzo. La Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che il tempo concesso all'amministrazione per pagare non fa parte della durata del processo giudiziario. Il provvedimento è stato annullato con rinvio per il corretto ricalcolo.
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Durata ragionevole processo: il tempo per pagare escluso
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo della durata ragionevole del processo per equa riparazione (c.d. 'Pinto su Pinto'), non deve essere computato il periodo di sei mesi concesso allo Stato per adempiere al pagamento dell'indennizzo. Questo tempo non è considerato 'tempo del processo', ma un termine per l'adempimento. La Corte ha quindi cassato la decisione della Corte di Appello che aveva erroneamente incluso tale periodo, rinviando per una nuova valutazione.
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