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Piano Di Lottizzazione

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il piano di lottizzazione, in Italia, è uno strumento urbanistico che si realizza per urbanizzare nuove aree e completare l'edificazione nelle zone di espansione; è approvato dal consiglio comunale, ove conforme alle prescrizioni normative, su richiesta della parte interessata, proprietaria o superficiaria dell'area da lottizzare. Il piano di lottizzazione, come primo requisito, deve inserirsi nelle previsioni dello strumento urbanistico generale (piano regolatore) e, per effetto di recenti modificazioni, del piano strutturale e del regolamento urbanistico vigenti, in conformità a quanto stabilito con la legge n. 47 del 1985 (legge sul cosiddetto "condono edilizio"). Per la sua attuazione deve stipularsi una convenzione in cui i lottizzandi si impegnano a cedere gratuitamente le aree per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria ed a corrispondere gli oneri per la realizzazione completa dell'urbanizzazione primaria e parte della secondaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Condanna per Lottizzazione Abusiva Annullata: Responsabilità da Rivedere
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna di un Dirigente tecnico comunale e altri per lottizzazione abusiva e abuso d'ufficio. La Corte d'Appello aveva riformato una precedente assoluzione, ritenendo necessario un piano di lottizzazione per un grande intervento edilizio in un'area scarsamente urbanizzata, nonostante i permessi di costruire "diretti". La Cassazione ha confermato la sussistenza del reato di lottizzazione abusiva ma ha criticato la motivazione sulla responsabilità individuale. Ha evidenziato errori nell'applicazione della "posizione di garanzia" e del concorso dell'estraneo, e la mancata valutazione della consapevolezza dell'illecito, oltre a non aver considerato la nuova legge sull'abuso d'ufficio.
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ICI: Terreno edificabile solo a parole? La Cassazione taglia il valore
Un'impresa si oppone agli avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune, sostenendo che il valore attribuito ai suoi terreni fosse sproporzionato. Sebbene le aree fossero classificate come edificabili, una serie di vicende urbanistiche, tra cui la decadenza di un piano di lottizzazione, ne avevano di fatto compromesso la possibilità di costruzione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'impresa. Ha stabilito un principio fondamentale: il calcolo del valore venale area edificabile ai fini fiscali non può basarsi solo sulla classificazione astratta del piano regolatore. Deve tenere conto di tutti i vincoli e le condizioni concrete che diminuiscono l'effettiva potenzialità edificatoria e, di conseguenza, il valore di mercato del terreno. La sentenza del giudice precedente è stata annullata.
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Indice di fabbricabilità territoriale: la Cassazione decide
Un proprietario immobiliare ha contestato l'indennizzo per l'occupazione di un terreno da parte di un Comune. La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo del risarcimento è corretto usare l'indice di fabbricabilità territoriale, che considera l'intera area di un piano urbanistico, includendo strade e servizi, e non solo il singolo lotto. Questa ordinanza chiarisce come la valutazione debba riflettere il reale potenziale edificatorio complessivo dell'area.
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Valutazione fiscale terreni: il valore effettivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8091/2023, ha annullato una decisione di merito sulla valutazione fiscale di terreni. Il caso verteva su un lotto in parte non edificabile e in parte soggetto a un piano di lottizzazione non convenzionato. La Corte ha stabilito che la valutazione deve basarsi sulla concreta e attuale potenzialità edificatoria, censurando la motivazione 'apparente' dei giudici che non avevano considerato le specifiche contestazioni del contribuente riguardo i vincoli urbanistici.
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Responsabilità del progettista: piano non approvabile
Un architetto viene ritenuto responsabile per inadempimento contrattuale poiché il piano di lottizzazione da lui redatto non era conforme alle normative urbanistiche locali, le quali richiedevano un diverso e più complesso strumento, il 'piano plano-volumetrico'. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto, sottolineando che la responsabilità del progettista sorge quando l'opera è inidonea a raggiungere il risultato pattuito, ovvero l'approvazione da parte delle autorità competenti.
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Permesso di costruire in sanatoria: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28539/2024, ha stabilito che il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria non è sufficiente per revocare automaticamente un ordine di demolizione. Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso. Nel caso specifico, il permesso è stato ritenuto illegittimo perché mancavano i presupposti urbanistici fondamentali, come la doppia conformità e il necessario piano di lottizzazione, rendendo così l'ordine di demolizione pienamente esecutivo.
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Edificabilità terreno: quando si paga l’ICI?
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI per un terreno, sostenendone la non edificabilità poiché di estensione inferiore a quella minima richiesta per un piano di lottizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'edificabilità del terreno ai fini fiscali deriva dalla sua qualificazione nel piano regolatore generale, indipendentemente dall'adozione di strumenti attuativi. La mancanza di tali strumenti o di opere di urbanizzazione incide solo sulla determinazione del valore venale del bene, non sulla sua tassabilità.
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Piano di lottizzazione: la sua approvazione è decisiva
La Cassazione conferma la condanna ad arretrare una costruzione per violazione delle distanze legali. La corte ha stabilito che solo un piano di lottizzazione formalmente approvato ha valore legale, respingendo l'appello basato su un progetto successivo mai ratificato. La sentenza sottolinea l'importanza della certezza degli atti urbanistici.
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Edificabilità terreno ai fini ICI: la Cassazione chiarisce
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI, sostenendo la non edificabilità di alcuni terreni perché di estensione inferiore al lotto minimo previsto e privi di un piano di lottizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'edificabilità terreno ai fini fiscali deriva dalla sua classificazione nel Piano Regolatore Generale, indipendentemente dall'approvazione di strumenti attuativi. La ridotta potenzialità edificatoria, dovuta alla dimensione o alla mancanza di urbanizzazione, incide solo sulla determinazione del valore venale, ma non esclude l'assoggettabilità all'imposta.
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